La folle histoire de Max et Léon

Un piccolo bistrot di provincia nella Francia occupata dai nazisti. La porta si apre, due uomini in uniforme da Gestapo entrano. Sugli avventori cala il silenzio. I due uomini vanno al bancone.

Ordinano in un francese colloquiale e senza inflessioni. Non sono due crucchi.

Sono Max e Léon, due buoni a niente del villaggio, partiti sotto le armi anni prima della débacle, e ora di ritorno, vestiti da collabos.

I due vengono prontamente agguantati e legati come salami. Uno dei compaesani tira fuori una pistola, unico modo ragionevole di relazionarsi con i collaborazionisti. Prima che il tizio tiri il grilletto, però, i due assicurano che si tratta di un fraintendimento: possono spiegare!

E così comincia la Folle histoire de Max et Léon.

La commedia francese ci ha regalato delle perle assolute, dal bellissimo I visitatori al goliardico Tais toi, a classici come La grande vadrouille. Negli ultimi anni però il genere tende a produrre filmetti godibili nel migliore dei casi, pallosi nel peggiore, e complessivamente molto mediocri.

Pertanto molta gente si è avvicinata a questo film con una sana dose di diffidenza, e a ragione.

Per cominciare, una commedia a sfondo storico ambientata nella Francia occupata prende dei rischi. Il potenziale c’è, ovviamente. Dopotutto la base della commedia è la sofferenza: da sempre, più i personaggi patiscono, più la commedia fa ridere. Se fatta bene, s’intende. Anche perché il rovescio della medaglia implica che più traumatico è l’argomento, più il rischio di fare una cagata è alto.

Una commedia mediocre su dei divorziati in lite è solo quello, una commedia mediocre, una perdita di tempo. Una commedia mediocre sulla battaglia di Verdun o sul Genocidio Armeno diventa un insulto vero e proprio.

In secondo luogo, il cinema francese annovera già molte commedie ambientate nella Seconda Guerra Mondiale, grandi classici come la succitata Grande Vadrouille o Mais où est donc passée la 7ème compagnie?. Il confronto con questi cult è inevitabile.

Quindi abbiamo un soggetto difficile da maneggiare e un genere che già presenta grandi esempi e un confronto spietato. Ma questi non sono gli unici scogli.

Gli autori e attori principali in questo film sono David Marsais e Grégoire Ludig, due amici d’infanzia diventati poi comici su internet. Già, questo film è un film del webbe!

Il magico duo comincia nel 2002 con il Palmashow, una serie di sketch comici online. Da subito cominciano ad ottenere piccoli riconoscimenti, come le due vittorie consecutive come migliori comici al festival studentesco del Palais de Glaces di Parigi, e dopo appena un anno schiodano il primo contratto con un’emittente radio. Nel 2006, si buttano nelle parodie, ammucchiando visualizzazioni su Dailymotion e Youtube. Quattro anni dopo, sono sulla televisione nazionale con un programmino tutto loro: La folle histoire du Palmashow.

Insomma, pian pianino i due comici costruiscono la loro professione, attirando anche l’attenzione di nomi già famosi come Florence Foresti (conosciutissima in Francia). I due creano anche una casa di produzione: Blaguebuster Production (“blague” parole francese per “celia”, “scherzo”). Il loro successo continua a crescere in modo progressivo, finché nel giugno 2016 non lanciano sul canale Youtube un teaser: il duo fa un film! Al cinema!

Quindi abbiamo due youtubers divertenti che si buttano sul lungometraggio, scegliendo peraltro un argomento e un genere particolarmente difficile.

Ora, personalmente non ho mai visto una storia del genere concludersi bene: di solito quando youtubers e creature simili si invischiano nel cinema, il prodotto è molto deludente.

E in questo caso?

This is off to a good start…

Personalmente non avevo mai sentito parlare di Ludig e Marsais. Seguo poco la scena Youtube francese, quindi quando Compare di Bevute mi chiede se mi va di vedere un film “sulla Seconda Guerra Mondiale” accetto senza sapere minimamente cosa aspettarmi. Non avevo nemmeno visto il trailer.

Certi diranno “e ti sei fidata a sborsare 10 euri e passa sulla parola di ‘sto tizio?”

Good point. Ma vedete, il tizio io l’ho portato a vedere I 47 ronin, e dopo non mi ha strangolata e rivogata nella Senna (nessuno avrebbe potuto rinfacciarglielo, davvero), quindi diciamo che sono in debito.

E comunque non ha importanza: La folle histoire de Max et Léon è un bel film. Forse non raggiunge pinnacoli come il primo Visitatori (che aveva Jean Reno, quindi è meglio per decreto e basta), ma di certo è un film spassosissimo da vedere!

La trama

Rommel, anche conosciuto come “il gatto del deserto”

Max e Léon sono due trovatelli, cresciuti in un villaggio francese perduto nella campagna. Sono dei marginali, vivono di lavoretti occasionali e si accontentano di poco. Sono balordi ma non cattivi, paraculi, ma non disonesti, non hanno nessuna curiosità per il mondo e sognano di aprire un bar tutto loro nel paesello dove abitano. Sono due uomini semplici che vogliono vivere, invecchiare e morire nel loro villaggio natale.

La vita è rassicurante e monotona per i due, finché non vengono arruolati. Non passano molto tempo al campo di addestramento, però: una bella mattina si svegliano a suon di cannonate. Sul crinale della collina la Divisione Fantasma fa ciaociao con la manina.

Nella débacle che segue, i due amici riescono a scappare. Senza un esercito e senza un’oncia di coraggio in due, i nostri hanno un unico scopo: tornarsene a casa e star lontani dalle schioppettate.

Comincia così un viaggio improbabile in cui i due fregano divise diverse, finiscono in Inghilterra, passano dalla Siria, si ritrovano a Vichy, sempre cercando di defilarsi, finché non cedono all’evidenza: quella guerra li riguarda e devono fare la loro parte come tutti gli altri.

Cominciamo subito col dire che questo film non è particolarmente originale.

Il concetto della storia lo si ritrova in decine di film comici e drammatici. I due personaggi principali sono verosimili e simpatici, ma certo non innovativi. I comprimari sono poco esplorati e a tratti ridotti a delle macchiette.

Tuttavia il materiale, ancorché già visto, viene trattato bene. La scrittura è divertente, le peripezie spassose e il ritmo ottimo. Peraltro, il film ci fa la grazia di evitare certi clichés, tipo i migliori amici che litigano, si separano e poi tornano insieme dopo aver capito il valore dell’Amicizia, o altre boiate da Baci Perugina.

Il quadro storico presenta qualche falla (tipo quando sono arrestati come spie e mandati in campo di prigionia invece che di sterminio), ma non viene stuprato selvaggiamente come in quella merda di Vikings o in quella cagata colossale di Pearl Harbor. Le inconsistenze sono rese più accettabili dalla chiara nota surrealista che attraversa l’intero film.

Gli scherzi per la maggior parte funzionano bene. Ci sono alcuni riferimenti pop, ma non sono prepotenti e non guastano il divertimento: la battuta resta simpatica anche se non riconosci il riferimento nerd alla pubblicità anni ’90.

Costumi e cinematografia sono più che dignitosi. Ci sono dei soldi in questa produzione e si vedono! Non una produzione da colossal, ma nemmeno un indie fatto passando il cappello alla Fiera della Salsiccia.

Non tutti gli scherzi funzionano, alcuni sono un po’ troppo surreali, altri davvero troppo infantili, ma nell’insieme il film scorre con brio.

Ad ultimo, la commedia è leggera e ottimista, ma non del tutto scollegata dalla realtà. Il collaborazionismo, la deportazione, le fucilazioni sono presenti, e impediscono al film di apparire troppo puccioso per il contesto storico. Personalmente avrei preferito una vena più cruda, ma mi accontento.

Tirando le somme.

Concetto e personaggi poco originali

 

Alcune falle storiche

 

Non tutti gli scherzi funzionano

 

Recitazione

 

Costumi e fotografia

 

Ritmo e sceneggiatura

 

Il terzo atto

 

Al di là di qualche scivolone, il film non annoia mai

 

Un film del webbe che non fa cagare a spruzzo, WEEEEE!

 

In conclusione,, La folle histoire de Max et Léon non è un capolavoro come Train de vie, ma è meglio di film come La vita è bella (pur prendendo delle libertà, per lo meno non sbaglia carro armato…).

Io lo consiglio caldamente: è una visione spassosa mai noiosa!

MUSICA!


Pagina Imdb del film

Pagina wiki del duo

Canale youtube del Palmashow