La gloriosa rivoluzione di Croda

E’ il 1916, un giovane operaio e un giovane contadino sono costretti a penare sotto l’oppressiva dittatura dell’Imperatore. Afflitti dal bieco capofabbrica, stanchi, affamati, sono però ispirati dal misterioso Spirito Guida del Socialismo.

Se oggi Croda è un paradiso socialista esemplare per il mondo intero, lo deve prima di tutto all’indefesso lavoro dei suoi due padri fondatori.

Questa è la Storia di Croda.

E’ il 1982, e a Bologna un gruppetto di artisti di strada e animatori di centri estivi mette insieme il Gran Pavese Varietà. Nel gruppo troviamo quelle che diventeranno facce note della televisione degli anni ’80 e ’90: Patrizio Ruggeri, Susy Blady o Stefano Bicocchi.

E troviamo Luciano Manzalini ed Eraldo Turra, in arte Gemelli Ruggeri.

Il gruppo intraprende una buona carriera televisiva, partecipando a programmi di varietà come Drive In o Il Lupo Solitario. Si occupano anche di cinema, in particolare con La voce della luna, di Fellini.

E’ il 1987 quando i Gemelli Ruggeri esordiscono in televisione con dei nuovi personaggi: dei corrispondenti di Croda, un improbabile staterello dell’est Europa. Tema ricorrente: la generale pezzenteria di Croda, caricatura del degrado post-sovietico.

Finora niente di particolarmente notevole: sono comici di varietà che fanno i comici di varietà.

E poi arriva il 1988.

Ruggeri e soci si imbarcano con il regista Cammarota e girano Storia di Croda, un film in 9 puntate.

Il risveglio del proletariato rurale

Storia di Croda è pensato come un film di propaganda bolscevica girato negli anni ’20 e tradotto in un italiano maccheronico per diffondere il messaggio socialista nell’Italia ancora preda dell’artiglio monarchico e capitalista.

In questo somiglia molto a Fascisti su Marte, pure pensato come finto film d’epoca.

L’ispirazione principale è senza dubbio La corazzata Potyomkin di Sergei Eisenstein.

Per chi non avesse visto Fantozzi, si tratta di un film di propaganda bolscevica del 1925 che narra dell’ammutinamento sulla Potyomkin e delle proteste di Odessa, represse nel sangue.

Al di là della vena propagandistica un pelino pesante, il film è giustamente considerato un caposaldo dell’arte, con uno stile drammatico molto riconoscibile. I primi piani, lo zoom su dettagli simbolici, l’uso innovativo del montaggio e la scelta dei piani, lo stile di Eisenstein è tanto memorabile quanto parodiabile.

Storia di Croda pure narra di come lo spirito rivoluzionario si accese nel cuore del popolo.

La trama

Croda è sotto il controllo del bieco Imperatore (Stefano Bicocchi): stupido, crudele, ingordo, è un ritratto quasi accurato di Nicola II.

L’infame Imperatore

[Prima che qualcuno venga ad agitare il ditino nei commenti dicendo che sto esagerando, dirò UNA cosa buona su Nicola, così possiamo passare ad altro: è stato uno dei pochi leader a essere davvero, davvero opposto all’idea di una guerra nel 1914. E se un fesso come Nicola aveva fiutato il disastro, immaginate il livello di ubriacatura pazzoide su cui viaggiavano Tedeschi, Francesi o Austriaci.

Per il resto, sono prontissima a credere che Nicola fosse troppo stupido per essere volutamente crudele, ma era un tiranno, un inetto che -nella migliore delle ipotesi- non ha protetto i suoi sudditi, e in generale una pessima persona. Per queste ragioni dichiaro il blog una Nicholas II Free dunking zone. Ogni battuta o lazzo sarà condonata con materno pat-pat sul capino. Sua moglie è inclusa nella dunking zone]

Relegati ai bassifondi della città vivono un giovane operaio e un contadino a cui i malvagi Cosacchi hanno rubato l’unico pollo. Il film non dà loro nomi, ma per semplicità li chiameremo rispettivamente Lebin e Stalimb.

Un giorno, dopo l’ennesima prepotenza subita dal capofabbrica, Lebin ha una visione: gli appare Karl Marx con una cuccuma di caffé fumante.

kaffeeeee?

Ispirato dal letterale Fantasma del Comunismo, Lebin inizia a organizzare riunioni e sobillare rivolta, aiutato dall’amico Stalimb, che non è proprio un uomo di pensiero quanto d’azione, ma sa adattarsi.

Le cose precipitano quando, dopo una soffiata del malvagio capofabbrica, i nostri sono denunciati ai Cosacchi. Davanti ai fucili spianati, un rivoluzionari chiede loro se sono davvero pronti a uccidere un fratello, in una scena molto reminescente della mancata fucilazione ne La corazzata Potyomkin.

Davanti ai moschetti dei soldati! (Potyomkin)
Davanti ai moschetti dei Cosacchi! (Croda)

A Croda la risposta è “sì”.

E come ne La corazzata, il sangue del martire scatena la rivoluzione.

I nostri sequestrano un treno per poter portare il messaggio di ribellione nel resto del paese. Ma come fare? Nessuno sa guidare la locomotiva.

Si presenta il capofabbrica pentito, e viene accolto a braccia aperte, perché:

“La rivoluzione sa anche perdonare. Chi sa manovrare la locomotiva.”

Michail Nikolaevič Tuchačevskij - Wikipedia
Well, la rivoluzione non perdona proprio TUTTI quelli che sanno manovrare la locomotiva… vero Mikhail?

Come accennato, i riferimenti ad Eisenstein sono tantissimi. I primi piani sulle espressioni e sugli occhi. Il simbolismo smaccato, come quando i protagonisti consumano il magro pasto e ombre di catene ondeggiano sui loro visi. Il malvagio oppressore che, braccato dai rivoluzionari, si arrampica sul pianoforte per scappare. Numerose scene sembrano dirette citazioni.

“Bing, bang!” fa il revolver
del bieco servo del potere!

Per molti versi Storia di Croda sembra progettato per apparire come la versione più povera e raffazzonata de La corazzata. Una sorta di “imitazione crodese” del cinema russo.

Il malvagio Imperatore
Il crudele comandante della Potyomkin
L’ombra delle catene a Croda
Il sottile simbolismo di Eisenstien

Non si tratta però di una semplice parodia di Eisenstein. Storia di Croda fa anche numerosi riferimenti a fatti storici, come la prigionia di Gramsci o il ritorno di Lenin nel 1917.

Peraltro lo stesso anno uscì una miniserie proprio su Lenin, prodotta dalla Rai e ispirata al romanzo Lenin’s mistress: The life of Inessa Armand, di Micheal Pearson. La serie si intitola, guarda caso, Il treno di Lenin. Nei panni di Lenin troviamo nientemeno che Ben Kingsley, mentre dietro la cinepresa c’era Damiano Damiani.

I più colti lettori lo riconosceranno certamente come il regista di perle del cinema italiano come El Chuncho quien sabe, Il giorno della civetta o l’immortale capolavoro Alex l’Ariete.

La faccia del pubblico quando Alberto Tomba prova a recitare

Altre aggiunte sono macchiette caricaturali anni ’20: Susy Blady è “La Piccola Anarchica”, che arringa la folla e sparge propaganda rivoluzionaria travestita da uomo.

Patrizio Ruggeri è invece il poeta futurista, uno dei miei personaggi preferiti, che viene tosto pestato dagli operai:

“Pim, pum, pam, pam! Rullano i pugni educativi del realismo proletario!”

E questo ci porta a uno degli aspetti migliori: come anche Fascisti su Marte, Storia di Croda conta su una voce narrante in stile ventennio assolutamente deliziosa.

L’accento russo e l’italiano aleatorio sono sufficientemente marcati da essere spassosi, senza essere troppo caricati. E la sceneggiatura è pure curata nei dettagli. Ogni puntata, seppur durando pochi minuti, ha almeno una battuta memorabile, a cominciare dalla prima, quando Lebin deve affrettarsi ad andare a lavoro perché “non c’è tempo per il lamento, la fabbrica non esige ritardi”.

E il finale è pure interessante.

Dico solo che quando l’ho visto con Nursie, il suo commento è stato: “Io me la ricordavo diversa, la storia…”

Beh Nursie, te la ricordavi diversa perché sei stata a sentire la calunniosa propaganda del grasso occidente capitalista!

Foto di Tenger che rieduca le coinquiline, contaminate dall’infame menzogna capitalista

Storia di Croda dura sì e no 40 minuti. E’ particolarmente divertente se avete una qualche pratica dei film di Eisenstein o se siete vagamente familiari con la propaganda russa del periodo, ma non è indispensabile.

Si trova per intero su YouTube.

Anche La corazzata Potyomkin si trova per intero su YouTube, è un’ora e dieci ed è un film storicamente rilevante, quindi se siete in vena di farvi randellare la capoccia da sfacciata propaganda, guardatevi anche quello. Ma Storia di Croda è più corto e, tutto sommato, fa più ridere.

MUSICA!

(Non è metal, ma è appropriata!)


Links

Pagina wiki dei Gemelli Ruggeri

Pagina wiki del film Battleship Potyomkin

Articolo dello Smithsonian sul viaggio di Lenin

L’ammutinamento della Potyomkin

Il pogrom di Odessa del 1905