Posta della Penna

In seguito alla richiesta di un incauto lettore, apro questo angolo, che riceverà forse una media di 8 visite all’anno. Questo utilissima sezione servirà a chi vuole un parere.

State scrivendo un bllxmo romanzo fantasy e vi chiedete come 4 nani possano difendersi da 4.000 orchi?

O volete documentarvi su qualche aspetto storico/tattico/militare?

O non avete una vita sociale e vi sentite soli? (Adottate un gatto).

Potete postare qui la vostra domanda, o mandare una mail a tengerblog@yahoo.fr.

Infine, ci tengo a segnalare tre link dove gente meglio preparata può aiutarvi:

http://zweilawyer.com/

http://www.steamfantasy.it/blog/

Il Forum di Palazzo

Au revoir

27 thoughts on “Posta della Penna

  1. ti segnalo questa lettura:
    https://archive.org/details/DiaryOfWanderingSeveralProvinces

    Interessante documento, ma sopratutto interessante la prefazione di Sandro Furzi studioso di letteratura e filosofia giapponese nonché praticante di Tennen Rishin Ryu sotto la guida del soke di 10^ generazione

    Questa la sua Presentazione su Budo Forum (che ti consiglio
    http://budo.forumjap.com/t406-il-diario-di-uno-spadaccino

    Lo “Shokoku Kaireki Nichiroku” (Cronache di viaggio attraverso varie province) è un diario scritto tra il 1853 ed il 1855 da Muta Bunnosuke, samurai del feudo di Saga. In esso sono annotate tutte le scuole di scherma che egli visitò nel suo pellegrinaggio che dal Kyūshū lo avrebbe portato sino ad Edo. Lo scopo di Bunnosuke era quello di confrontarsi con il maggior numero di spadaccini possibili per mettere alla prova le sue doti schermistiche. Il diario è di estrema importanza per comprendere sia quanto le scuole dell’epoca fossero aperte a qualsiasi tipo di confronto, sia per avere una panoramica del kenjutsu di tardo periodo Edo. Una scherma già lontana dal katageiko, in cui quasi tutti facevano del combattimento con il bōgu e lo shinai il punto fisso della loro pratica.

  2. Dove posso trovare informazioni serie sull’evoluzione storica delle armi e delle armature giapponesi e eventualmente sulle loro “performance”?Mi piacerebbe anche qualcosa sulla storia delle arti marziali. In particolare qualcosa che permetta di fare supposizioni su come sarebbero cambiate le cose in presenza di fattori soprannaturali.

    Il mio desiderio sarebbe qualcosa di confrontabile come livello di dettaglio con gli studi di balistica ma mi rendo conto che non esista alcun interesse scientifico in un tale livello di dettaglio quindi mi andrebbe molto molto bene un livello paragonabile a quello degli articoli del Duca sulle performance delle armature.

    Grazie.

    • C’è un libro in inglese molto interessante, Karl Friday, Samurai, warfare and the state. E’ interessante anche leggere i tre grandi gunkimono del XII° secolo (Hougen monogatari, Heiji monogatari e Heike monogatari), tenendo conto che c’è comunque una certa iperbole poetica.
      Per test scientifici su armature, purtroppo non ne conosco. Ho l’impressione che l’archeologia sperimentale sia un po’ meno in voga sull’Arcipelago.

  3. Buongiorno, mi piacerebbe sapere per curiosità alcune idee, comportamenti, azioni tipiche del giappone shogunale, che per noi occidentali sembrano essere fuori dal mondo ma che per loro sembravano la norma, che ti hanno colpito (o che comunque siano di grande WTFosità)

    • Dipende da quale Giappone Shogunale: i costumi sono cambiati dal regime di Kamakura, a quello di Ashikaga, ecc. Se si intende il Giappone di Edo (1603-1868), di certo una delle cose più sorprendenti è il fatto che un vassallo, quale che fosse il suo rango, non poteva suicidarsi senza permesso (a meno, al limite, che non fosse un atto di protesta). Il suicidio era spesso una forma di espiazione per una mancanza o un errore. Ora, se il tuo sbaglio era stato troppo grosso, il tuo padrone poteva decidere che non meritavi di fare seppuku (una morte orribile, ma onorevole), e poteva scacciarti o condannarti a morte come un criminale comune.
      Questo aveva importanti diramazioni perché in caso di suicidio la tua onta era lavata e la tua famiglia (figli, fratelli, ecc) poteva conservare il suo status, mentre poteva perdere tutto e venire dissolta nel caso tu fossi trattato come un comune criminale.

      Un’altra cosa molto interessante del periodo Edo è il diritto di vendetta. I guerrieri avevano il dovere di vendicarsi in certe situazioni, ma un regime di faida non è buono per l’ordine pubblico. Quindi se tu o i tuoi subivate uno scorno, dovevate inoltrare una domanda di autorizzazione alla vendetta al Governo, che giudicava se la vostra domanda era fondata. Se la domanda era considerata ragionevole, il Governo notificava la famiglia/persona oggetto della vendetta, e dopo un lasso di tempo stabilito per legge era possibile scatenare la faida.
      La storia dei 47 ronin fu un caso epocale proprio per questo: i 47 NON chiesero l’autorizzazione e si vendicarono senza permesso (reato punibile con una disonorevole decapitazione).

      Parlando d’altro che non guerrieri, c’era l’abitudine, andando al santuario, di lanciare pietre per buona fortuna. Lo scopo era langiare un sasso sopra il tori.i (quei grandi archi rossi davanti ai santuari). Se il sasso resta in bilico sull’arco, avrai fortuna, altrimenti no (è permesso ritentare). Il problema è evidente: hai una folla di gente che sta tirando ciottoli per aria. Nel migliore dei casi il ciottol ricade in testa a qualcuno, in altri casi il ciottolo colpisce altri ciottoli ammucchiati sull’arco e provoca una piccola frana sui fedeli. Se poi a prendersi per sbaglio a sassate sono due bande di samurai, puoi avere una gara di coltellate in meno di niente.
      Lo shogunato cercò di proibire la pratica, ma la reazione del popolo fu talmente virulenta che l’autorità dovette piegarsi. “Ok, se ci tenente tanto a lapidarvi tra voi fate!” 🙂

      • Grazie mille Tenger!

        PS
        Mi sento significativamente in imbarazzo. Mi scuso per i ringraziamenti tardivi a dir poco

      • Purtroppo sono mesi che non mi occupo della Posta della Penna, chiedo scusa! Tante buone intenzioni, ma ogni volta vengo sommersa da una valanga di scadenze >_<

  4. Sono incappata qui per caso googlando roba per la tesi (l’adesione del Giappone al sistema tributario cinese ai tempi di Yoshimitsu, con traduzione e analisi dello “Zenrin kokuhōki”) e che ti trovo? Un sacco di articoli di storia giapponese con tanto di placet di Grumpy Cat!
    Sto leggendo tutto…

      • Piacere mio! Da gattofila impenitente e schiava di due gatte posso solo essere d’accordo.
        Ho amato ogni parola delle tue recensioni: lavoro per una casa editrice e incubi del genere sono il mio pane quotidiano (anzi, oserei dire che il rispetto per grammatica, coerenza e coesione è inversamente proporzionale all’ego dello scrittore, per non parlare dell’uso smodato di citazioni)…

      • Oh dear 😀
        Ho avuto occasione di correggere delle bozze dietro diretta richiesta dell’autore. Uno in particolare mi chiese di leggere una roba che aveva scritto a 18 anni, che non aveva intenzione di modificare ma che voleva pubblicare per “far soldi”.
        Oimmene, da che parte cominciare…

        Peraltro, fai bene a servire i felini. Quando l’Esperimento Terra sarà concluso e il pianeta distrutto, quelli come noi saranno risparmiati e potranno vivere in sempiterna schiavitù sulle astronavi di Kittoh deh Destroyah. Gli altri umani saranno trasformati in razioni in scatola per la flotta stellare dei gattini.

  5. OIMMENE! Sono anni che non lo sentivo!! Ci saranno anche pochi eletti che diventeranno fragranti ciottoli da lettiera? Speriamo.
    Sto continuando a leggere il blog, continua così, perchè sto imparando un sacco di cose e mi sto anche scompisciando dalle risate!

  6. Per un infausto regalo di Natale, mi trovo per le mani “Magdeburg” di Alfieri. Mosso alle lacrime dalla quantità di luoghi comuni presenti nel testo, cerco qualche luogo della narrazione per vedere se almeno quelli fossero reali.
    Scrivendo “Kolstadt” ho trovato il blog e la recensione della monata omnia di Alfieri: grandi risate!

    Non conoscevo il blog, ma mi pare interessante.

    Tra l’altro sono studente (lavoratore) di storia e blog con contenuti così ben refenziati sono miniere d’oro, i miei complimenti!

    Domanda: nella recensione si usa un eufemismo molto nord-orientale per descrivere uno dei cattivi del libello: “povero mona” , di dove sei?
    Io di Udine.

    Salutoni,
    Eugenio

    • I libri pessimi per Natale sono un classico. Io do la colpa ai librai: dovrebbero proteggerci da certa roba, invece la spingono senza scrupoli nelle mani di zie benintenzionate e cugini in ritardo coi regali.
      Lieta che il blog ti piaccia. Mi ero promessa di scrivere con più regolarità, ma la mia direttrice di ricerca mi odia (o odia il fatto che mi occupi di altre cose a parte la tesi, è ancora da determinare) 😀
      Io sono di Firenze, ma non mi faccio scrupolo ad adottare insulti di tutto il mondo ^_^

  7. Ciao Tenger,
    Leggo da anni il tuo blog con interesse e un mezzo sorriso. Volevo suggerirti un podcast storico che forse conosci ma non mi sembra tu abbia mai citato sul blog. Hardcore History di Dan Carlin.
    Ormai è lanciato su gigaserie a multiepisodi, per totali di 12 ore o più, a botte di 2-4 ore. Ha finito due anni fa una serie sul fronte occidentale della WWI e ora è lanciato in una serie sulla storia del Giappone. Io ho adorato le sue serie sulla caduta della repubblica romana e sulle guerre puniche, ma anche lo stand-alone sul massacro di Munster dopo la scissione luterana o l’episodio in cui analizza gli effetti della droga nei piu importanti eventi storici.
    Lo ascolto sempre con piacere, credo possa essere di tuo gusto.
    In bocca al lupo per il dottorato (se ho capito bene).
    Saluti,
    Davide

    Link:
    https://www.dancarlin.com/

    • Salve! Grazie mille per il consiglo! Sulla WWI io ho amato da morire la serie The First World War Week by Week. Questa me la segno molto volentieri!
      Crepi il lupo 😀 Anche se a questo ritmo è più probabile che crepi io.

  8. Buondì Tenger. Tanto per iniziare sono contento che ti sia rimessa.
    Venendo al dunque, volevo chiedere un’informazione: i libri di Marc Bloch (es La Società Feudale, Lavoro e tecnica nel MedioEvo, Il Mestiere dello Storico…) sono ancora attuali oppure negli ambienti sono considerati superati?
    E’ una domanda un pelo scorrelata dagli ultimi articoli, per questo ho scritto qui.
    Thanks

    • Salve!
      Marc Bloch è un autore tutt’ora attuale e un irrinunciabile del settore. C’è stato progresso nella nostra conoscenza di certe società e l’archeologia si è molto sviluppata, quindi non basta il suo input per avere un’idea attuale e approfondita, ma il suo lavoro continua a incassare molto bene la prova del tempo. Lo straconsiglio senza esitazione!

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