La Verità sul Grumpy Cat (Fate girare!!!)

Di solito non ho tempo né forze per sfornare un articolo la settimana, e ne ho ancor meno in questi giorni dacché m’è venuta la peste bubbonica e sto così male da non riuscire a leggere nemmeno banalissimi documenti amministrativi del XII°.

Tuttavia le circostanze mi costringono a trascinare la mia purulenta carcassa fuori dalle oubliettes della Fortezza.

In questi drammatici giorni un’infame, blasfema e immorale menzogna sta circolando. Non so ancora chi si celi dietro a questa mostruosa false flag, ma il suo scopo è palese e infame: distogliere la gente dalla retta via, confonderla e allontanarla dalla Verità.

Gira infatti voce da un paio di giorni che il Grumpy Cat, patrona protettrice del blog e delle Donne Crudeli (di cui yours truly è membro onorario e direttore generale della Friendzone in Europa), sia defunta.

E’ una volgare calunnia.

I gatti non muoiono, i gatti ritornano alla Navicella Madre!

Come accennato nella mia recensione del grandioso film Nuovo Ordine Mondiale, esiste una gerarchia ineluttabile a cui tutti gli umani sono sottoposti.

Per chi non ne fosse a conoscenza e ancora credesse alle favolette messe insieme dagli universitari e altri membri della casta, la Terra altro non è che un gigantesco esperimento.

Ogni avvenimento è orchestrato ad arte da una classe di alieni rettiliani. Costoro sono spesso camuffati da sionisti giudeomassoni illuminati, ma la loro vera natura traspare all’occhio più attento. Il che spiega perché la sottoscritta, che di ebreo ha solo il nonno, riceva saltuariamente pezzi di maiale marcio in giardino o minacce di morte su internet. Si vede che, anche dopo due generazioni di morfismo mimetico, zoccoli e coda di lucertola continuano a intravedersi.

Ma sto divagando.

I sionisti illuminati rosacroce massoni non sono che gli esecutori: le decisioni sono prese da una Commissione Terra creata ad hoc dall’Impero Intergalattico Felino.

Non mi credete?

Ah, già vedo la gente che rotea gli occhi, quelli che sbuffano, quelli che borbottano “minchia, ha davvero la febbre alta”.

Siete degli stolti. In realtà ha tutto molto senso.

Considerate una delle più comuni “teorie del complotto”: quella secondo cui gli Illuminati ebrei rettiliani avrebbero l’intenzione di diminuire la popolazione mondiale. Moltissimi movimenti sono legati da questa teoria: dagli anti-vaxxers agli sciachimisti.

Ora, qualche furbetto tra voi si sarà spesso sentito un genio scrivendo “ma la popolazione continua ad aumentare, come lo spiegate?”

Semplice: la tattica è pianificata da una Commissione di 15 gatti che camminano sulle tastiere. Duh!

Non è che ci voglia tanto, eh.

Vi siete mai chiesti perché gli aerei delle scie chimiche spargono metalli pesanti in bella vista, a portata di scoppiati arguti cittadini armati di telefonini invece che, che ne so, farlo durante la notte? Una scelta più che congruente se attribuita a gatti che si leccano le palle su delle tastiere.

E non voglio nemmeno reiterare come moltissimi personaggi fondamentali della Storia Umana, da Richelieu a Churchill, avessero dichiarati legami con uno o più gatti.

Questa immagine prova che Gesù era bianco-latte e che anche lui era al servizio della specie superiore

In breve: Tartare, nome di battaglia Grumpy, non è defunta, ma è tornata a far rapporto alla Navicella Madre.

La notizia non è meno devastante: la partenza del Colonnello Grumpy è stata un duro colpo per lo staff, in particolare per la sezione incaricata di bombardare gli USA col cannone HAARP (lo so perché ci lavora mio fratello).

La profondità e l’estrema complessità del pensiero felino rendono la loro strategia imperscrutabile per qualsiasi mortale del Multiverso. Possiamo solo immaginare che il Colonnello Grumpy sia tornato per fare rapporto direttamente all’autorità massima: l’Imperatore Kittoh deh Destroyah, annientatore di mondi.

Questa subitanea partenza, dopo solo 7 anni di servizio, non può che preannunciare una svolta drammatica dell’Esperimento Terra.

Ci aspettiamo da un momento all’altro direttive chiare per peggiorare la crisi climatica e minare la stabilità dell’Europa con atti di terrorismo fanatico tipo appendere striscioni antipatici ai balconi.

A mio modesto parere la partenza del colonnello a questa data non è casuale, ma è da imputarsi alle imminenti elezioni europee. Prevedendo una bassa affluenza e seguente vasta massa di piagnistei su come l'”Europa non riflette la gente”, è possibile che il colonnello abbia considerato che il continente Europa non costituisce più un investimento giustificato di tempo e risorse.

Quello, o ha visto l’Islanda all’Eurovision e ha deciso che meritiamo di morire tutti (non saprei darle torto).

E’ molto probabile che tutto il territorio a ovest degli Urali sarà vaporizzato nei prossimi mesi da una pioggia di cagherottoli fetenti ad alta velocità.

Vi pare ancora che siano cazzate?

Bah, se Lilin può avere un programma in TV e cagare frasi eccelse come “Putin non vuole una seconda Cecenia” (LOL, e un tumore al testicolo lo vuole? No? Ma dai!) io posso parlare di complotti felini su wordpress.

Esempio di venerazione approvato dalla lobby felina

Sempre restando in argomento, quanto appena raccontato ha più probabilità di essere reale che l’intero film “autobiografico” Educazione siberiana.

Ciò detto, andate a cospargervi la testa di cenere. Se Grumpy ci ha lasciati è anche a causa dei vostri peccati. Pentitevi, adorate il Felino, studiate la Storia e dedicate almeno 1h al giorno alla polemica su internet.

MUSICA!

41 thoughts on “La Verità sul Grumpy Cat (Fate girare!!!)

  1. Io ho sentito che gli ebrei massoni sono pure ninja, è vero?
    Ed è vero che le scii kmiche (!11!1!1) servono a trasformare i chierichetti in bambini gender vestiti come Sailor Moon?
    Non ci dormo la notte…

    • Praticano il Ninjewtsu!

      E bada, se vedi un film di supereroi dove esistono personaggi femmine al di fuori delle donzelle in pericolo, ti trasformi in Conchita Wurst. E’ automatico.

      • Io raramente ho trovato uno shonen manga con un personaggio femminile che non finisse a fare da ostaggio o cose così, da damigella in pericolo 😛
        Come se fosse il pischello di Sailor Moon XD

      • Ho letto pochissimi shonen, ma non stento a crederlo 😀
        Purtroppo storie che trattano i personaggi femminili con un minimo di garbo e attenzione sono relativamente rare, a mio modesto parere. Terry Pratchett ha personaggi femminili ottimi. GoT ne aveva pure, poi hanno deciso di buttare tutto in vacca, maschi e femmine. Oh beh. Ci resta ancora l’opera di Pratchett.

      • Ci sono anche shonen con buoni personaggi femminili (tipo carattere saldo e capacità rispettabili) ma sono rari.

        Riguardo ai supereroi (ho colto tardi il riferimento a Captain Marvel, che non go ancora visto) che dire? I fan hanno ragione, la Captain Marvel donna superpotente, nei fumetti, c’è solo da… da… dagli anni ’70, anche se con un altro nome XD e poco più tardi, una tizia diversa (afroamericana, omg! Chissà come l’avranno presa i suprematisti) fu proprio Captain Marvel.

        Dev’essere bello avere tanto tempo libero quanto i macho-perché-sì 😛

      • Non ho visto Capitan Marvel anche perché a me i film di supereroi interessano fino a un certo punto. Quella che ho trovato estremamente interessante è stata la controversia. Il film ha ricevuto tonnellate di recensioni negative PRIMA ANCORA DI USCIRE, che è un comportamento da quattrenne che fa le bizze, a prescindere dalla qualità del film.
        Parlando di questo, diversi signori mi hanno detto che l’outrage non era tanto sul fatto che lei fosse donna superpotente, ma perché l’attrice avrebbe detto “questo film non è per maschi bianchi eterosessuali” o qualcosa del genere.
        Che sarebbe una cosa problematica da dire, INFATTI NON L’HA MAI DETTA.
        La mia domanda a questo punto è: perché tanti uomini (non necessariamente dei mentecatti sbavanti) se la sono bevuta subito?
        La risposta è: perché ci volevano credere. Vogliono credere che ci sia un qualche complotto nazifemminista contro i maschi.
        Perché credere una cosa del genere? Che vantaggio se ne trae a credere a una cosa del genere? E’ il senso di identità tipo i cristiani americani che si sentono perseguitati?
        Mah.

      • So che alcuni, però, erano terrorizzati dall’idea che il boss finale della storia venisse sconfitto da lei e non da un altro supereroe maschio.
        Poi, che un interprete dica o meno certe cose, sono troppo vecchio per non derubricare certe uscite a “fuffa da marketing”, e non sono certamente un genio 😛

  2. Quello che rompe è il dover mettere per forza la DonnaForte® per questioni pariopportunitarie. La trilogia disney di star wars ne è l’esempio perfetto, con Mary Sue, il nero, la gialla, quella-coi-capelli-rosa-che-ha-sempre-ragione.
    Magari uno vuole vedere un filmone a base di botti, botte e testosterone, quindi le quote rosa, nere, gialle e arcobaleno danno fastidio. Un po’ come invitare la sorellina alla grigliata dei rugbisti e sentirsi dire “non ruttare”, ”non bestemmiare”, “non fare l’elicottero” eccetera. Uno va alla grigliata dei rugbisti esattamente per quello, la sorellina ti rovina il pomeriggio, quindi niente sorelle appresso. È sessista? Sì, ma sticazzi.

    • Al di là del fatto che a me i nuovi Star Wars fanno cagare (e in buona parte proprio per colpa del personaggio di Rey), non è che i film di omaccioni che fanno gli omaccioni manchino eh. Adesso c’è forse un minimo di sforzo a mettere IN ALCUNI anche personaggi femminili visto che la rappresentazione è oggettivamente importante e fondamentale nell’incoraggiare la società a superare vecchi cliché del cazzo le donne costituiscono il 50% del mercato e si fa molti più quattrini a tener conto anche di loro.
      Peraltro, perché ogni volta che c’è una donna in un ruolo “d’azione” deve partire il piagnisteo? Le donne hanno svolto ruoli “d’azione” nella realtà, e film come Alien sono pilastri del genere nella narrativa. Chi sarebbe la sorellina davanti a cui non si può ruttare? Ma quandomai? Mad max è pieno di donne e sono 2h di corse nel deserto, esplosioni, botte da orbi e gente mortamale.
      Ora, SE il fatto di avere un cast variato è usato per pararsi il culo davanti a una trama del cazzo, ok. Tipo, Rey è femmina, ma il film fa cagare. No, non mi basta che ci sia un personaggio femminile, voglio che sia ANCHE un bel film, figurati.
      Ciò detto, è pure vero che esistono decine di film di merda con cast prevalentemente maschile, e non vedo articoli piagnisteo “ecco, glio uomini stanno uccidendo il cinema 😦 ”
      Io ho l’impressione che molte di queste “reazioni a pelle” siano reazioni pavloviane, un po’ come a me che parte il vaffanculo non appena sento il nome “Fusaro”. “Oh no le femmine vogliono giocare col meccano!” Chill. Il film di merda esistevano prima delle femministe bruttekattyve, prima del movimento lgbt (ma non prima dei flussi migratori), ed esisteranno a lungo anche dopo che l’Europa si sarà trasformata in un mondo distopico di squadracce fasciste che impiccano la gente ai lampioni.
      Quanto all’essere sessista sticazzi, che ti devo dire, buon per te.

      • “la rappresentazione è oggettivamente importante e fondamentale nell’incoraggiare la società a superare vecchi cliché del cazzo” barrato nel tuo commento.

        Il punto è questo, i film sono intrattenimento, uno non paga il biglietto per farsi educare.
        Quindi quando gli introducono le quote, uno protesta.

        Anche perché nessuno pretende personaggi maschili credibili nelle commedie rosa, “per superare vecchi cliché”. Sono film diretti a un pubblico femminile, nessuno scassa se riflettono fantasie irrealistiche.

        Se piacciono film che non riflettono i valori di inclusività tanto di moda, amen, è finzione.

      • LOL, questo punto di vista è tremendamente superficiale.
        La narrativa è ciò che influenza la “visione” della gente. Quindi mi spiace, ma, per sua stessa natura, ogni storia è propaganda. OGNI VOLTA che guardi un film ti stai facendo “educare” sulla visione del mondo degli autori.
        Se io faccio solo o soprattutto film in cui il personaggio gay è sempre una macchietta arrapata, QUELLA è la visione di default che la gente finirà per avere. Se io faccio film in cui le donne sono tutte romantiche, la gente si aspetterà ‘sta stronzata nella vita reale. Le donne stesse si sentiranno “sbagliate” se non conformano al cliché.
        Per questa ragione è importante che esistano film con personaggi di tutti i tipi. Non è indispensabile che OGNI film sia variato, ma è importante che ci sia variazione nei film in generale.
        In alre parole, non è un problema se Twilight in particolare fa cagare, ma è un problema se tanti film presentano lo stalking come una cosa romantica (spoiler, succede).
        Oggigiorno non è più mainstream trattare i gay come checche isteriche (salvo in certi ambienti) perché ci sono stati anni di film, fumetti e libri in cui i personaggi gay venivano trattati come esseri umani a tutto tondo.
        Peraltro questa cosa del “uh non voglio essere educato, voglio solo divertirmi” è assurda. The duellists è un bellissimo film E una rappresentazione decente di quel periodo storico. E’ divertente da guardare e alla fine hai anche un’idea abbastanza sensata della vita di un soldato in quel periodo. Mad Max ha avuto un successo mostruoso (soprattutto tra gli uomini) perché è un film adrenalinico e divertente. E’ anche un film pieno di personaggi femminili ben delineati. Alien ha come protagonista una donna. Ecc. L’idea che “oh noes, ci sono le femmine/fro*i/neg*i, di sicuro farà cagare” è molto triste, anche perché per ogni film “con quelli” che fa schifo ce ne sono altri con uomini tosti e duri che fanno pure schifo. Un film fa schifo se è scritto a cazzo, non se ci sono attori di colore.

        Peraltro, PERCHE’ se uno “introduce le quote uno protesta”?
        Se il personaggio femminile è una Mary Sue uno protesta perché il personaggio femminile è una Mary Sue. Se semplicemente è un film con un personaggio femminile importante, perché dovrebbe darti noia? Sei incapace di empatizzare con un personaggio che non sia maschio?
        A chiosa, non mi par difficile da capire che una donna non eterosessuale a cui tirano maiale marcio in giardino ci tenga a che l’inclusività sia “di moda”. Ma oh, mi rendo conto che il prezzo sia altissimo: certi spettatori potrebbero non divertirsi altrettanto mentre guardano un film di supereroi. (Dopotutto in un mondo dove c’è chi spara laser dagli occhi, le femmine sono proprio inverosimili ^_^)

      • Giusto per capire, non ti riferivi a Tony Fusaro vero? No perché per me Tony e il suo annunciare Antonio Inoki, mi ha sempre messo i brividi.

  3. Questo argomento è alla base delle lagne sui videogiochi diseducativi…
    Capisco se il target sono minorenni, ma si suppone che un adulto abbia senso critico e autonomia di pensiero (che ce l’abbia vermanete o no, il punto è che passati i 18 nessuno ha diritto a educarmi). Quindi no, non si può prendere per buono che “OGNI VOLTA che guardi un film ti stai facendo “educare” sulla visione del mondo degli autori.” Top Gun è una sboronata propagandistica, me ne rendo conto, mi godo le tamarrate con gli f-14, non mi alzo dal divano urlando U-S-A U-S-A.

    Il fastidio scatta quando vedo personaggi e attori messi lì per accontentare qualche gruppetto rumoroso che strilla e strepita per avere visibilità. O i pipponi su Django perché avranno detto negro decine di volte.

    La principessa Leia e RIpley non m’infastidiscono, Rey sì, di brutto. Quindi su questo forse siamo d’accordo, se il personaggio è scritto bene, tutto bene. Se invece è messa lì perché DEVE esserci una donna che fa tutto meglio di tutti, non è meglio di Rambo 3, anzi.

    Tieni anche conto che spesso le prediche hanno l’effetto opposto di quello desiderato: le persone si scazzano e reagiscono male. Guarda in America che presidente hanno dopo anni di martellante propaganda politicamente corretta. Un successone, nevvero?

    • Nono, ogni storia ha un tema ergo ogni storia ha un messaggio. Può essere “credi in te stesso” o “MMMMURICAH!”, ma ogni storia è propaganda (non nel senso di propaganda politica, ma nel senso di discorso che mira a influenzare il punto di vista del fruitore).
      Prima ancora della propaganda però esistono 3 fattori:
      1- Esistono i gusti ed esiste la qualità oggettiva. Basta non confondere l’uno con l’altro.
      2- Esistono i film scritti bene e i film scritti male: la presenza di un messaggio non diminuisce la sciatteria di un’opera, semmai l’aggrava (a questo proposito, la mia verbosa recensione di Handmaid’s tale, di cui condivido il messaggio ma non la realizzazione).
      3- Tutti noi ci costruiamo una bolla (più o meno ermetica) in cui siamo circondati da gente a noi affine e che quindi convalida il nostro punto di vista. Questo significa che rinforza anche i nostri pregiudizi. La gente che è andata a frignare per il film di Capitan Marvel PRIMA DELLA PROIEZIONE non è gente che sta presentanto legittime lamentele su difetti oggettivi. E’ gente che odia l’idea che le femmine giochino col meccano. Questa gente probabilmente non si ritiene misogina, ma dà prova di misoginia.
      Un po’ questo è dovuto a pubblicità PC (tipo il film Ghostbusters, “è figo perché sono tutte femmine!”, sigh), ma in parte è anche dovuto al fatto che purtroppo molta gente ha pregiudizi internalizzati.

      Per la questione sui videogiochi, rimando al mio commento precedente: non è un problema se Tekken ha le tizie scosciate. E’ un problema se TUTTE le tizie nei videogiochi sono scosciate. Quindi non è tanto prendersela con Tekken perché è sessista, ma incoraggiare l’industria a creare NON SOLO tizie in bikini borchiato, ma una paletta più vasta di personaggi maschili e femminili.
      Ora, io capisco benissimo che se uno è abituato ad avere tutti i film con certi stilemi e tutti i personaggi in un certo modo, il cambiamento possa risultare antipatico. Alla fine si va a toccare roba intima: i nostri film e libri preferiti sono parte integrante della nostra identità.
      Ciò detto uno dovrebbe anche considerare che A) una società meno stereotipata porta vantaggio a tutti, uomini inclusi e B) I film di cazzotti virili e roba simile NON STANNO ANDANDO DA NESSUNA PARTE. Nel 2018 sono usciti l’iltimo Mission Impossible, Equalizer 2, Mile 22 e almeno 3 filmoni ad alto budget su supereroi uomini (cito a memoria, ci sono probabilmente molti altri esempi). Esiste una discussione su come costruire storie, ma non c’è nessuna caccia alle streghe contro l’uomo eterosessuale, anche perché lo scopo di Hollywood è di vendere.
      A questo punto uno può o partecipare alla discussione dopo essersi dotato delle basi tecniche necessarie, o sbattersene e accettare il fatto che ALCUNI film OGNI TANTO potrebbero non essere proprio come a lui/lei garbano.

      Su Trump, di nuovo, no. Trump non ha vinto le elezioni perché la gente era stanca di PC. E’ semplicemente falso. Tanto per cominciare Trump HA PERSO il voto popolare per più di un milione di voti, e non entro nemmeno nel dibattito sul sistema elettorale americano, l’agenda repubblicana, il gerrymandering ecc.
      Diciamo che è vero che una percentuale di elettori di Trump lo hanno votato perché stanchi del PC. Io non demonizzo chi ce l’ha col PC, anche perché in certi casi è effettivamente una piaga. Io mi sono fatta dare della “colonialista” perché ho detto che i siti archeologici, che siano a Roma o in Sud Africa, sono patrimonio dell’Umanità e la distruzione di un sito non è solo un problema della popolazione locale ma di tutti quanti (a quanto pare è una cosa razzista da dire, non mi hanno spiegato perché ma ci crediamo).
      Ma se i progressisti devono fare uno sforzo per distinguere e contestualizzare e non rendere inutilmente difficile la vita al prossimo, anche il prossimo dovrebbe fare lo sforzo di considerare perché certe discussioni (a cui NON è obbligatorio partecipare) stanno a cuore a certe categorie di persone.

      • Alex l’ariete io l’ho visto (in videocassetta). Hanno criticato Tomba e la Hunziker, ma con una roba scritta così male, neanche Sir Laurence Olivier poteva nulla.

      • Eh già il bello mette tutti d’accordo.

        Riproviamo, ok?
        Ogni storia ha un messaggio -> certo.
        Il messaggio influenza le persone, quindi bisogna passare i messaggi “giusti”? Non sono d’accordo: finché non si lede un bene giuridico, le persone hanno il diritto a essere brutte persone, non siamo al catechismo.
        Per essere chiari, il maiale in giardino e le minacce di morte ledono un tuo bene giuridico.

        Non ho visto Capitan Marvel, ma nemmeno gli altri mille film di supereroi, non ne ho recensito nessuno a priori, mi sono ben guardato dal vedere il remake di Ghostbusters. Mi pare che qui concordiamo.
        Mi ha scazzato molto lo scempio fatto su Star Wars, soprattutto per via della melassa politicamente corretta che ci hanno riversato, Rey in primis.

        I personaggi tipo Ripley non mi disturbano, anzi.

        Non ho visto nemmeno i film tamarri che hai elencato, vedo roba anni 80 e dintorni. Anche a me piacciono i film vecchi. 🙂

        Trump ha vinto le elezioni nonostante avesse tutti i media contro e fosse lo stereotipo del burino sessista, razzista, cafone, eccetera. La nausea da PC credo abbia influito almeno in parte. Sicuramente più dei troll russi.
        L’argomento del numero totale di voti non funziona: le regole erano altre, erano note prima del voto e i candidati hanno fatto campagna in base a quelle regole. Fosse stato un proporzionale puro avrebbero fatto una diversa campagna elettorale e gli elettori avrebbero votato diversamente: un repubblicano in California sa che il suo voto alla fine non conterà una fava, quindi è facile che non voti. In un gran premio di formula 1 vince chi chiude la gara nel minor tempo. Arrivare secondi e dire “sì ma la velocità massima più alta era la mia” non ha senso, non si gareggiava su quello.

      • I film anni ’80 non sono vecchi.

        Non ho detto che il messaggio deve essere per forza positivo. Ho detto che tutte le storie hanno un messaggio, quindi l’argomento “ma non ha un messaggio è solo spasso” è fallace.
        Te puoi decidere di essere d’accordo, in disaccordo, o fregartene, ma il messaggio c’è e HA un effetto, e per questo è un importante soggetto di discussione (di nuovo, discussione a cui nessuno è obbligato a prestarsi). Non solo, ma i simboli attraverso cui si decide di comunicare detto messaggio possono a loro volta rinforzare stereotipi. Per fare un esempio, nella mia recensione a L’Eretico di Altieri sottolineo come il nostro volesse far apparire Alessandro Colonna come anticonformista, sicuro di sé ed eroico. Come? Facendogli usare la propria superiorità fisica e sociale per trattar male gente meno importante.
        Posto che te puoi dire tutto ciò che non è illegale, io posso lagnarmi di roba che secondo me è dannosa.

        Quanto alle minacce di morte, sono illegali, ma le leggi SENZA un progresso culturale servono fino a un certo punto. In Afghanistan è vietato costringere una donna a sposarsi, non è una legge applicata perché culturalmente il matrimonio forzato è considerato una cosa positiva (in certe regioni per lo meno).
        Ovvio, l’Europa NON è nella situazione dell’Afghanistan e sono stati fatti ENORMI progressi culturali, ma resta del margine di miglioramento. Peraltro quelli che compiono atti delittuosi veri e propri sono pochi, ma a seconda del clima culturale possono sentirsi più o meno baldanzosi nell’agire.
        Bada che non sto proponendo di limitare la libertà di parola. La narrativa non può essere combattuta con leggi (salvo certi ovvi limiti), può essere solo combattuta con altra narrativa. Analizzare archetipi e linguaggi narrativi è importante per individuare quali messaggi stiamo davvero veicolando e decidere se sono messaggi costruttivi oppure no.

        Quanto a Trump, come detto, non voglio entrare nella discussione perché il loro sistema è un incubo. La mia obiezione è semplicemente che dire “ha vinto perché la maggioranza voleva questo” è altamente discutibile. La reazione al PC ha sicuramente giocato un ruolo, ma non direi che è stato un ruolo decisivo (anche considerando tutte le altre variabili) 😉

    • Capisco il tuo punto di vista… Ma non condivido.

      Non conosco quei due, è una buona notizia? Rimettono Jar Jar che pesta merde?

      Ah, mi dispiace per il felino.

      • That’s fine.
        I due in questione sono gli sceneggiatori di Game of Thrones. L’ultima serie è andata così bene che i fan hanno fatto una raccolta firme per fargliela riscrivere da zero. La raccolta ha superato il milione e mezzo di firme (qui, per chi vuole partecipate/lurkare).
        Quindi direi che sei in buone mani ❤

      • C’era da aspettarselo. Orfani di Martin (che non sa o non ha tempo per finire l’ultimo libro) non sapevano come fare le ultime due serie. Dire che so’ tirate via è dire poco. Ma sono OT.

      • Vabbé, avevo già dato per persa la saga. Magari un risultato orrendo al botteghino ne accorcerà l’agonia. Dovevano affidarla a Vanzina, così tirava fuori anche dei begli spinoff: Natale a Naboo, Un’Estate a Tatooine…

      • Dopo la serie 7 di GoT mi dicevo “boh, tanto ormai peggio di così”, e nella serie 8 si dimenticano le tazze di Starbucks in mezzo al tavolo. La sciatteria non ha limiti. La sciatteria deforma lo spaziotempo in un pozzo di miseria e fastidio. Aspettati il peggio, sarai comunque spiacevolmente sorpreso.

    • La questione è abbastanza semplice: una storia non è scritta male se ci sono donne d’azione od omosessuali che non sono identificate/i solo da chi si innamorano e si portano a letto, sono scritte male quando i personaggi sono rifiniti con l’accetta e capitano cose a caso.
      La questione non è tanto le storie che devono educare, quanto che devono far riflettere, se sono film fatti bene e non superficiali. Persino le cazzatone a base di botte & botti.

      Nella realtà di tutti i giorni, si sono fatti dei passi avanti in termini di parità di diritti tra diverse persone e molti altri se ne dovranno fare, perché non sono le funzioni dei genitali, il colore della pelle o il tipo di persone che ti porti a letto a definire la tua dignità, le tue capacità e i tuoi meriti. Persone male rappresentate vogliono avere anche personaggi interessanti, non le solite sagome di cartone.
      Certo, poi i personaggi li devi scrivere bene e integrarli in una buona storia, cosa che non sempre accade. E soprattutto, non puoi fare l’inversione di segno per questioni di inclusività, perché escludi il resto (es: Frozen, della Disney, tutto girl power – ok, i personaggi femminili che fanno cose toste mi piacciono – ma col comprimario maschile puramente decorativo nell’ultimo atto).

      Personalmente, vorrei rappresentazioni variegate delle categorie di persone rappresentate in una storia: la damigella in pericolo può andare se non è l’unico tipo di donna presente e l’uomo bruto e scemo è ok se non è l’unico tipo di uomo nella storia – la realtà non è così, le persone reali sono più diversificate e una storia riflette sempre la realtà, in modo semplificato, magari, ma non dovrebbe farlo in modo semplicistico.

      • “Personalmente, vorrei rappresentazioni variegate delle categorie di persone rappresentate in una storia: la damigella in pericolo può andare se non è l’unico tipo di donna presente e l’uomo bruto e scemo è ok se non è l’unico tipo di uomo nella storia – la realtà non è così, le persone reali sono più diversificate e una storia riflette sempre la realtà, in modo semplificato, magari, ma non dovrebbe farlo in modo semplicistico”

        Preach!

  4. Per festeggiare il mio ritorno in rete dopo vari casini (computer passato a miglior vita, sostituto difettoso, lutti e quisquilie varie) niente di meglio che l’annuncio di una dipartita e una bella polemica a sfondo ‘politically correct’…
    Il passaggio ad un mondo migliore del ‘Grumpy Cat’ mi addolora: aveva solo sette anni e probabilmente era ancora tenera e gustosa…Che spreco…
    Sul discorso delle polemiche su genere, orientamento sessuale o etnia dei protagonisti ci sono due distinti aspetti del problema: che i tempi siano cambiati e che quindi è più che naturale che ci siano personaggi femminili ben più complessi e importanti delle classiche ‘damsel in distress’ , che l’omosessuale non sia più visto solo come la macchietta da intermezzo comico e via dicendo è una realtà e, ovviamente un bene.
    Personalmente ho sempre apprezzato personaggi femminili forti e determinati, in grado di fregarsene degli stereotipi e di stare alla pari con gli uomini: personaggi, d’altra parte, che esistevano anche qualche annetto fa: hai citato Ripley, ottimo esempio, ma anche la Principessa Leila Organa non era propriamente una mammoletta.
    Tra i miei personaggi preferiti cito anche Amelia Peabody, protagonista di una serie di romanzi giallo-storici ambientati a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, archeologa d’assalto e solita a risolvere a ombrellate (con un parasole con anima di acciaio) le controversie…
    Così pure ho apprezzato romanzi come ‘Il faraone nero’ di Cristian Jacq o ‘la profezia dei Romanov’ di Steve Berry, con protagonisti principali di colore, così come i personaggi di Legs Weawer e di Myrva Aranille, entrambe donne forti e determinate e omosessuali, o anche la coppia formata da Arquai e da un mercante cinese (entrambi uomini) che è tra i protagonisti de ‘Il respiro del deserto’ di Marco Buticchi (che, tanto per non far mancare nulla ha tra i protagonisti dei suoi romanzi il nano Oswald Breil).
    Quello che però non apprezzo è l’inclusività forzata, il volere a tutti i costi un personaggio femminile/gay/minoranza etnica a prescindere per puro rispetto del ‘politically correct’, pratica ipocrita che aborro con tutte le mie forze.
    Tanto per dire inserire un Achille nero in una fiction o cambiare sesso ad Andromeda nel rifacimento de ‘I cavalieri dello Zodiaco’ mi sembra una corbelleria bella e buona, giustificabile solo da qualcosa del tipo ‘dovevamo rispettare le quote’.
    Oltretutto non sono poi solo i sostenitori del Patriarcato che sbroccano: vedi le polemiche sull’attrice protagonista de ‘La Mummia’, criticata perchè ‘bianca’, sbroccata che tra l’altro rivela una duplice asineria: l’attrice era berbera, e gli antichi egizi non erano neri…

    • Come ho detto, il problema è quando le cose sono fatte a merda. Mettere personaggi “variati” e scriverli come macchiete è peggio che non metterli, è tokenism. Ed esiste: il nero che parla da nero o il gay effemminato la cui sessualità è l’UNICA caratteristica degna di nota. Non sto difendendo film che fanno questo, anche perché sono difetti oggettivi che ne fanno pessima narrativa.

      Il cambiamento positivo di cui parli non sarebbe mai avvenuto se non ci fosse stato uno sforzo serio e (almeno in parte) ben fatto di raccontare storie diverse dal solito, con gente diversa dal solito.
      Che poi ci siano gli scoppiati che vogliono un esemplare per ogni gusto in ogni film, non sarò certo io a negarlo. Gli scoppiati purtroppo ci sono sempre, specie in un mondo in cui la gente ha tanta difficoltà a dare uno scopo alla propria vita (i famosi “martiri senza una causa”).
      Resta il fatto che la narrativa è una roba seria e importante, e che è importante parlarne e trovare il modo di usarla in modo costruttivo.
      Poi è chiaro che non esistono sistemi perfetti. Ieri guardavo un episodio di Fawlty Towers (che AMO), e in una scena in cui Basil e Manuel paiono in intimo abbraccio un personaggio positivo sbotta “DISGUSTING!”.
      I tempi sono cambiati anche perché i gay si sono fatti un mazzo tanto e hanno ottenuto che quel DISGUSTING non sia più tirato in giro come una reazione normale. Tra 40 anni la gente si guarderà indietro e sarà sconvolta da altro che noi toviamo normale o passabile. La commedia non è morta perché abbiamo smesso di trattare i gay come rivoltanti scimmiette isteriche.
      Di nuovo, capisco benissimo che a molti non garbi seguire la faccenda. Non è obbligatorio. E capisco anche che su certa roba la gente sia semplicemente in disaccordo.
      Quello che mi fa un po’ cascare i coglioni è chi reagisce come una iena a prescindere. Un film con le supereroine? ORRORE! Un romanzo con un personaggio Trans? BLASFEMIA! Un videogioco dove poi scegliere di essere gay? SIAMO A TANTO COSì DALL’ARMAGEDDON!
      E’ la stessa reazione infantile di chi s’incazza perché non c’è un personaggio transbisessuale nero nel film su Bastogne. La reazione è “questa storia non è per me, e ciò è INGIUSTO!”.
      L’infantilismo è lo stesso, cambia il fatto che i personaggi transbisessuali neri sono in effetti rarerrimi, mentre l’eroe d’azione eterosessuale e muscolacciuto non lo è.

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