Operation Petticoat


Siamo sul finire degli anni ’50. Rear admiral Matt Sherman (Cary Grant) arriva a un molo a cui è attraccato un sommergibile, il Sea Tiger. Matt Sherman sale a bordo. Sembra conoscere la nave. Gli si legge in faccia una vaga nostalgia. Raggiunge la cabina del capitano, si siede, apre il diario di bordo, lo sfoglia…

E’ il dieci dicembre 1941, Sherman è capitano di corvetta, il suo Sea Tiger è attraccato alla base di Cavite nelle Filippine quando i giapponesi attaccano. Il sommergibile viene centrato in pieno e affondato in porto.

Il fiore all’occhiello dell’industria bellica americana, archiviato con “varato nel ’40, affondato nel ’41, battaglie nessuna, vittorie nessuna”. Sherman non può sopportarlo.

“Sarebbe come una bella donna che muore zitella, se sapete cosa intendo dire per ‘zitella’.”

Il sommergibile non può essere riparato sul posto, ma Sherman insiste che possono ripescare il rottame, rimetterlo insieme con lo sputo e tentare il viaggio fino in Australia per riparazioni più complete. Il commodoro gli concede il permesso con malcelato scetticismo, a condizione che Sherman non dia battaglia. Mai. A nessuno. In nessuna circostanza.

“Se vede un soldato che fa il bagno- lo mette in guardia il commodoro –lo eviti! Potrebbe farle un buco nello scafo.”

Comincia così la mirabolante avventura del Sea Tiger, alla disperata ricerca di un meccanico.

I danni e la mancanza di risorse non sono l’unico problema: la ciurma di Sherman è stata in buona parte riassegnata ad altri sommergibili. I rimpiazzi che gli arrivano sono pochi e poco qualificati. Un bel giorno però gli arriva il rimpiazzo del suo sottotenente di vascello: uno sbarbino in uniforme bianca smagliante che si presenta con bagagli, portatore e sacca di mazze da golf. Si tratta di lieutenant junior grade Nick Holden (Tony Curtis). Nick Holden è lì per una lunga serie di sfortunati eventi. Non ha nessuna esperienza di battaglia, o di armi, o di navigazione, o di sommergibili… però è famoso per aver vinto il campionato di rumba con la moglie dell’Ammiraglio a Honolulu! Yay!

Sherman si trova quindi inchiodato a riva con un sommergibile sforacchiato, niente pezzi di ricambio, ciurma ridotta, un ufficiale abituato a far colazione a letto e la burocrazia americana con cui fare i conti. La situazione sembra disperata, finché Nick Holden non lo prende da parte e non gli offre la propria collaborazione.

Perché Nick Holden è un arrivista con le unghie da manicure, ma è nato e cresciuto in un ghetto di abbietta povertà e crimine noto come “Arca di Noé” (Tony Curtis era davvaro un ragazzino di strada del Bronx! N.d. Tenger). Se Sherman è disposto a chiudere un occhio sul come i materiali arrivano sul ponte, Holden può portargli qualsiasi cosa.

E qualsiasi cosa gli porta. Tra furti con scasso, pareti asportate e sciamani delle colline, Sherman e Holden riescono a rimettere in mare il Sea Tiger. Circa.

Mr. Holden, it’s past daybreak, and we are submerged.”
“We are?”
“We are.”
You mean, we’re under?”
“Yes.”
Well, it isn’t a permanent situation, er… What I’m trying to say is, I mean, we can come up if we like to.”
“Well, I like to think we can, but then, I’m an incurable optimist.”

Il viaggio si svolge tra mille peripezie, in un crescendo di situazioni sempre più paradossali e pericolose. In un momento iconico del film, i nostri devono ridare l’antiruggine al sommergibile. In un’isola trovano del minio, ma non abbastanza. Trovano della biacca, ma non abbastanza. Decidono di mischiare tutto e passare una mano di grigio poi.

Un buon piano, ma i giapponesi attaccano e i nostri devono fuggire precipitosamente con un sommergibile rosa confetto.

La storia del Sommergibile Rosa si diffonde. La Rosa di Tokyo (nomignolo dato a speakers anglofone che lavoravano per la radio giapponese) ne parla. Gli americani captano il programma. Siccome non risulta nessun sommergibile rosa tra gli effettivi, deducono che deve trattarsi di un sotterfugio, un astuto stratagemma per infiltrare un sommergibile giapponese nella flotta Alleata. Passano l’ordine di bombardare a vista tutto ciò che può somigliare, da vicino o da lontano, a un sommergibile rosa.

Sicché il Sea Tiger si trova con due motori utilizzabili, niente radio, in mezzo al Pacifico, con i giapponesi che sparano da una parte e gli americani che sparano da quell’altra. Per citare un marinaio, “possiamo farcela con l’aiuto del Buon Dio… ma deve darci la sia totale attenzione!”


Il Sea Tiger in tutto il suo splendore!

Operation Petticoat è un film del 1959. E’ il debutto cinematografico del regista Blake Edwards, lo stesso che realizzò poi Breakfast at Tiffany’s, Darling Lili o la serie The Pink Panther con Peter Sellers.

L’idea di una commedia sulla Seconda Guerra Mondiale ambientata su un sommergibile era stata spinta da Tony Curtis. Curtis si era arruolato dopo l’attacco a Pearl Harbor. Nel 1943 aveva visto il film con Cary Grant Destination Tokyo e si era così infervorato che aveva integrato la Pacific submarine force. A differenza del suo personaggio Nick Holden, Curtis conosceva i sottomarini piuttosto bene!

Il film è un gioiello. Edwards, Grant e Curtis sono tra i leggendari talenti di Hollywood, come non se n’è più visti e come non se ne vedrà mai più. Plus, il soggetto piacque tanto che il Dipartimento della Difesa americano lo sostenne fino in fondo e con grande dedizione. Ben tre sommergibili sono stati usati, il che ha permesso di girare numerose scene dal vero, invece che in uno studio o con qualche altro trucco.

E sì, hanno tinto l’USS Balao di rosa per questo film. Questi sono i momenti in cui uno deve essere fiero di appartenere alla razza umana!

Elencare tutti i pregi di questo film non gli farebbe giustizia. I personaggi sono verosimili, ben distinti e tratteggiati, recitati da un cast divino. Il duo protagonista Sherman-Holden è particolarmente ben riuscito. Sono due uomini del tutto diversi per origini, carattere e scopo, ma in una cosa si assomigliano: sono pronti a fare un patto col Diavolo per ottenere ciò che vogliono.

La scrittura è spassosissima, vivace e imprevedibile. Lascia peraltro spazio anche ai comprimari, ognuno memorabile e con una storia sua.

In una delle sotto-trame, i nostri ripescano un gruppo di infermiere spiaggiate. L’idea di poppute infermiere in un sottomarino avrebbe potuto facilmente scivolare nell’umorismo sempliciotto da circolino del tressette, ma non succede. Le donne del cast sono a loro volta ben distinte e tratteggiate. In particolare, la più alta in grado è figlia di un alto funzionario della GM ed è un eccellente meccanico. Durante il viaggio, si adopera con sudore e sangue a rimettere in sesto la carcassa del sommergibile, tra le proteste scandalizzate del meccanico di bordo, che non tollera l’idea di avere una femmina in mezzo alle sue macchine.

I due finiscono per diventare amici e abbiamo una delle frasi più romantiche del cinema:

“Tu sei più che una donna… tu sei un meccanico!

Holden ha molta fede nel primo rodaggio del Sea Tiger.

Qualcuno ha detto che l’intera idea di “infermiere raccattate da un sommergibile” è tirata per i capelli, una forzatura, una scusa per fare commedia.

Well, il fatto è che è successo davvero: l’USS Spearfish evacuò un gruppo di infermiere verso l’Australia.

E questo ci porta a un altro dei grandi pregi di questo film: molte delle gag sono riprese da fatti realmente accaduti!

Sommergibile in colori sgargianti per mancanza di materiali? Check.

Sommergibile che “affonda” un veicolo sulla spiaggia? Check.

Richiesta ufficiale di carta igienica respinta perché “materiale sconosciuto”? Oibò, la lettera passivo-aggressiva che Grant detta in quella scena è autentica!

Il Sea Tiger stesso è una chiara allusione alla USS Sealion, sottomarino nuovo fiammante affondato in porto dai giapponesi.

Questo film è un piccolo capolavoro, e non sorprende il successo mostruoso che ebbe presso il pubblico e presso i critici. Quell’anno Operation Petticoat fu il terzo film per incassi. I primi erano Ben-Hur e Psycho, una concorrenza spietata in tutti i sensi!

Nonostante oggi se ne parli meno, questo film piacque tanto e per tanto tempo che negli anni ’70 venne ritirato fuori dal cassetto e adattato a una serie televisiva. Non avendola vista non so quel che vale. Per quel che m riguarda, Operation Petticoat è e resta uno dei miei film preferiti, recitato da due dei miei attori preferiti!

Il cast! Ommioddio il cast!  
Vicenda  
Costumi e sets  
Sceneggiatura, spassosa e incalzante!  
Attinenza storica  
We sank a truck!  
I personaggi, ben distinti e memorabili!  

 

Può darsi che, cercando bene, questo film abbia dei difetti. Non lo so, non me ne frega un cazzo, è bellissimo, divertentissimo, purissimo, levissimo… guardatelo e basta. E poi ci sono Cary Grant e Tony Curtis, sono due degli attori più bravi di sempre, perdincibaccobarile!

MUSICA!

La pagina Imdb del film

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19 thoughts on “Operation Petticoat

  1. Ottima recensione di uno dei miei film preferiti, esempio di cosa si poteva fare quando la bravura degli attori e l’abilità di sceneggiatori e registi contava più degli effetti speciali…
    Effettivamente buona parte degli episodi raccontati aveva uno spunto in avvenimenti realmente accaduti, a conferma (certamente non necessaria) dell’altissimo livello raggiunto da chi ha ideato quella che è sicuramente una delle migliori commedie di sempre.
    Per quanto riguarda i difetti, non ne ho mai notato uno nelle decine di volte in cui ho rivisto il film. (forse ero troppo intento a ridere…) . Per quanto riguarda la serie TV, ne ho visti alcuni episodi qualche decennio fa e mi pare che fosse per lo meno decente.
    Mi ricordo che il Comandante Sherman era interpretato da John Astin (l’indimenticabile Gomez dell’originale famiglia Addams), ma non molto d’altro (sarà il principio di Alzheimer).
    Piccola correzione: un ‘lieutenant junior grade’, ovvero un ‘sottotenente di vascello’ è un ufficiale e non un sottoufficiale. (il grado corrisponde a quello di un tenente dell’esercito)

  2. L’ho adorato, lo adoro, lo adorerò. Ci sono delle perle magnifiche e non si scade mai nella commediola. Memorabile lo sciamano che commenta “Non ce la faranno mai”!

  3. dopo aver letto l’articolo mi è venuta voglia di rivedere il film (probabilmente per la centesima volta) e mi sono reso conto che un errore storico c’è: l’USS Balao, pur dipinto di rosa, è rimasto nella configurazione del 1959, quindi privo di armamento balistico, mentre nel 1941 tutti i sommergibili montavano almeno un cannone e un paio di armi antiaeree un poco più consistenti della mitragliatrice calibro 0.30 che si vede sparare all’inizio del film.
    Chiaro che questo non cambia in alcun modo il giudizio su questo capolavoro…

    • Può darsi che siano stati tolti, smontati e assegnati ad altri mentre Sherman corre dietro a rimpiazzi e rotoli di carta igienica. Dopotutto il Sea Tiger è un rottame, ha l’ordine di evitare ogni scontro e nessuno crede davvero che riuscirà ad arrivare a destinazione (nemmeno lo sciamano). Non è da escludere che parte dell’armamento sia stato recuperato e dato a navi con più chances di sopravvivere.
      E’ un’ipotesi mia, che ha due motivazioni principali: da un lato mi sembra strano che tra tutti i militari e veterani che han lavorato sul set nessuno ci abbia fatto caso, e soprattutto voglio scervellarmi per giustificare il film perché è bellissimo 😀

      • Ipotesi affascinante, ma si scontra con un piccolo particolare: guardando la scena del bombardamento iniziale (nella quale, tra l’altro è utilizzato l’USS Archerfish) il cannone, che dovrebbe essere appena a prua della falsatorre già non c’è, e visto che in quel momento il Sea Tiger (come cappero si fa a scrivere in corsivo? Scusa ma sono una capra in queste cose…)
        sta partendo per ‘affondare o distruggere qualsiasi nave nemica incontrerete’ la mancanza sembrerebbe un poco strana.
        Inoltre alla fine del secondo attacco il guardiamarina Stovell dice che ‘il pezzo è fuori uso’, non che è stato sbarcato.
        Le motivazioni da te citate sono valide: molto probabilmente più di un veterano ha notato l’anomalia ( e magari qualche altra decina di particolari che chiunque non ha esperienza in merito non noterebbe mai) ma occorre anche ricordarsi che all’epoca i tre sommergibili utilizzati per le riprese erano ancora in servizio e, dopo aver ottenuto di poterli utilizzare (e di dipingerne uno di rosa) forse era un po’ troppo pretendere che venissero riportati all’aspetto di quasi vent’anni prima…
        Non penso comunque che questo trascurabile anacronismo possa in qualunque modo abbassare il mio giudizio su questo film: UN CAPOLAVORO.
        Oltretutto, come sicuramente sai bene, essendo ben più competente di me in materia, di anacronismi, errori e corbellerie assortite se ne vedono a tonnellate in quasi tutti i film…

  4. Visto che che stiamo portando a galla,:),i ricondi d’infanzia non posso esimermi dal segnalare un film dello stesso livello qualitativo sia per quanto riguarda il cast che per la sceneggiatura oltre al fatto che il regista è lo stesso.”The great race”.
    Approfitto per farti i complimenti,scrivi sempre di argomenti interessanti in maniera interessante.

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