Illustri sconosciuti: Taira no Masakado (2.3)

Bentornati in questa fossa di fastidio e mestizia. Oggi riprenderemo una delle nostre serie: la mirabolante storia di Taira Masakado!

La scorsa puntata avevamo lasciato il nostro baldo comandante a un punto morto con il suo acerrimo nemico: lo zio/suocero Yoshikane. I due si sono incontrati sul monte Tsukuba, ma a parte far esplodere delle mucche (e non dite che la Storia non è affascinante), non sono riusciti a concludere niente di significativo. Con la cattiva stagione alle porte, i due contendenti sono costretti a ribuscare la porta di casa: Masakado a Iwai e Yoshikane a Ishida.

La nostra cara cartina del Nord-Est dell’Impero, per chi si fosse scordato DOVE capitano le rivolte migliori!

La parodistica scaramuccia non è stata proprio senza risultati: essendosi svolta puntuale nel periodo della trapiantazione del riso, una bella fetta di raccolto è andata a baldracche, i contadini scappano, i piccoli guerrieri si danno al brigantaggio, i burocrati pregano e in generale gente che non c’entra niente crepa di stenti.

Sul piano militare, la faccenda è bloccata. Masakado ha dalla sua parte un editto imperiale che gli dà ragione, ma i funzionari provinciali che dovrebbero assisterlo trascinano i piedi, restii ad inimicarsi il potente Yoshikane (ricordiamolo, ex-vicegovernatore).

La stallo però non dura. Un bel giorno qualcuno ha la brillante idea di andare da Yoshikane.

-Senti capo, e se invece di aspettare il beltempo e fare un’altra spedizione che levati facessimo un bell’attacco notturno? Arriviamo a Iwai, zick-zack, passiamo a a fil di spada tutto ciò che respira, e quando passa l’Ispettore Imperiale diciamo che è stato un incidente!

-Un incidente…

-Sì, tutti gli uomini, donne e bambini di Iwai si saranno tragicamente tagliati la testa per distrazione mentre si radevano.

-Dobbiamo essere sicuri di spacciarli tutti in una botta sola, però. E non abbiamo idea di come sia fatta casa di Masakado, quel cialtrone non mi ha mai invitato.

-Aha.- Il genio sorride. -Ma io ho la soluzione!

-Spara.

-C’è questo ragazzino, Hasetsukabe no Koharumaru. I suoi hanno uno sputo e un cazzo di terra morta qui in Hitachi, e siccome non tirano su nemmeno da campare il canarino, il citto va a lavorare in Iwai per arrotondare.

Yoshikane si fa attento. -Un ragazzino che va e viene tra questa provincia e Iwai…

-Un ragazzino che la gente di Iwai è abituata a vedere e che non attira l’attenzione.- Rincara il genio.

-Un ragazzino le cui terre (chiamandole così) si trovano nella mia zona d’influenza.

-Esatto.

-Mandalo a chiamare!

Due bravi impacchettano Koharumaru e lo portano da Yoshikane. Non sappiamo molto di questo garzone. Ha dodici o quattordici anni, è un uomo libero e non miserabile, ma comunque della fascia bassa della plebaglia. Una fascia scomoda, specie in un periodo di carestie ed epidemie a nastro come questa lieta metà del decimo secolo.

Koharumaru arriva alla residenza di Yoshikane, ex-governatore, discendente di imperatori e uomo più potente della provincia. E’ probabile che il marmocchio non abbia mai nemmeno osato guardare in faccia un uomo della statura di Yoshikane. Anche perché guardare in faccia i guerrieri è sempre una cattiva idea.

Stando allo Shōmonki, Yoshikane lo riceve son mille cortesie, lo copre di regali e di attenzioni. Una volta messo a suo agio il pargolo, il nostro va al sodo.

-Dimmi, te lavori alla residenza di Iwai, vero?

-Porto carbone per la forgia.

-Dimmi, caro figliolo… che ne diresti la prossima volta che vai di portare con te un bravo signore amico mio?

-In che senso?

-Oh, voglio regalare a mio nipote delle tendine nuove, ma da quando gli ho sgozzato i figli non mi invita più (vai a sapere!). Non so di che colore ha la carta da parati, non vorrei che le tendine stonassero! Se tu potessi portare uno dei miei con te, ecco, questa brava persona potrebbe osservare per benino com’è costruita la base di Iwai e venirmelo a dire.

-Vuoi che infiltri uno spione in casa di uno dei migliori guerrieri della regione?

-Ora via, “spione”! “Esperto di ricognizione” sarebbe più appropriato…

-Se va male mi staccano la testa e ci giocano a pallone.

-Ma se va bene ti faccio diventare gregario a cavallo (umanori no rōtō).

E’ un’offerta ghiotta, l’occasione di una vita, una breccia fuori dalla miseria, lontano dalla vita da cavaterra e dritto nel geloso circolo dei guerrieri domestici. Come seguace montato, Koharumaru potrebbe ottenere terre, una casa, magari perfino qualche servizio presso un nobile patrono alla Capitale. Koharumaru è giovane, non ha mai avuto la pancia piena in vita sua, decide di correre il rischio.

Le gioie della vita all’aria aperta.

Koharumaru arriva alla residenza di Masakado accompagnato da un estraneo. Il piantone lo ferma.

-Chi è ‘sto tizio?

-E’ il fratello del cognato del vicino di mio padre.

-Basta che non sia uno zio o un cugino, non vogliamo casino nella base.

I due passano.

La mancanza di precauzioni alla base di Masakado pare bizzarra. Può spiegarsi in vari modi. Intanto il fatto è narrato nello Shōmonki, fonte principale della storia e giudicato molto affidabile in generale. E’ comunque una fonte di seconda mano (chi l’ha scritto non era sul terreno) e non può essere presa per oro colato a prescindere. E’ possibile che questa faccenda non sia accaduta o sia accaduta in modo diverso.

E’ possibile. Però il testo viene convalidato in diversi punti da altri documenti e si dimostra molto attendibile. Quindi è probabile che la storia sia autentica.

Assumendo ciò, è possibile che Koharumaru non sia stato fermato perché era una faccia conosciuta. E’ anche possibile che Koharumaru fosse un cavaterra troppo basso nella gerarchia per attirare davvero l’attenzione: una certa arroganza è insita nella società di classe e l’arroganza è la morte della cautela.
Tuttavia Masakado e i suoi danno prova, in generale, di competenza e prudenza, quindi la prima opzione pare più probabile.
Infine, non bisogna dimenticare che Masakado gode dell’approvazione ufficiale della Corte: Masakado ha ragione, il che lo rende, in teoria, intoccabile. Probabilmente non si aspetta un attacco, non nella cattiva stagione.
Il piano di Yoshikane riflette grande audacia e spregiudicatezza, e si basa su una singola scommessa: “se li ammazzo tutti in una notte e non disturbo le carovane di tributi, la pace torna nella provincia e la Corte lascerà perdere tutta questa incresciosa faccenda”.

In parole povere, Yoshikane confida che la Corte non investirà in una campagna punitiva fintanto che la quiete viene ristabilita. Yoshikane si sente intoccabile e protetto dalle conseguenze grazie alla propria posizione e ai suoi legami personali con notabili e capibanda.

Resta una scommessa avventata: Masakado è popolare, è capace, ha la benedizione Imperiale, il che vuol dire che solo i veri fedelissimi di Yoshikane saranno disposti a rischiare la pellaccia contro di lui.

Ad ogni modo la missione di ricognizione di Koharumaru va a buon fine, Yoshikane ha le sue informazioni, può passare all’azione.

La battaglia di Iwai

La zona dello scontro.

Quattordicesimo giorno del dodicesimo mese del settimo anno dell’era Jōhei (checcazzo vi ridete, le persone civili datano così, e comunque è l’inverno del 938).

E’ buio, Yoshikane esce dalla sua residenza. Ha elmo, armatura lamellare, sode a proteggergli i bicipiti, gambali. 80 dei suoi uomini migliori lo aspettano, arco in pugno, faretra piena, sciabola all’anca. Sono i suoi guerrieri personali, il cuore pulsante della sua banda di guerra, i migliori, i più fedeli. Non c’è posto per seguaci recalcitranti o ragazzini di primo pelo in una missione come questa. Iwai è a una trentina di chilometri, attraverso due fiumi e pantani.

I nostri montano a cavallo, escono in ordine da Ishida sulla strada coperta di brina. Non ci sono uomini a piedi con loro, solo cavalieri. Nessuno parla, nella notte si sente solo lo scalpiccio sommesso degli zoccoli sulla terra battuta.

Nemmeno l’esercito più preparato però è perfettamente silenzioso, non quando sei coperto d’acciaio in groppa a una bestia. E la notte è piena di occhi.

A una ventina di chilometri dalla meta, il gruppo viene visto da un guerriero di Masakado. Una nutrita banda di cavalieri non è mai una buona notizia, specie se, avvicinandoti, puoi sentire di quando in quando il lieve tintinnare dell’acciaio. Ma chi sono e dove vanno?

Il guerriero si avvicina al gruppo da dietro, li raggiunge. Il suo cavallo va al passo come il loro, è piccolo e tarchiato come il loro, nella notte nuvolosa la sua armatura è nera come la loro, la sua faccia un buco nero nella bocca dell’elmo, come la loro.

Si spinge nel cuore del gruppo. Nessuno parla, nel buio nessuno si rende conto che c’è un cavaliere in più, ma quel cavaliere è lì per osservare. Riconosce un ornamento su un elmo, uno stemma su una manica, abbastanza da essere sicuro: ora sa chi sono, e sa dove stanno andando.

Si lascia distanziare di nuovo, senza mai un moto di agitazione, senza uno slancio di fretta. Appena è abbastanza lontano dalla banda, pianta i talloni nei fianchi del cavallo e corre come se non ci fosse un domani. Corre a Iwai.

Infiltrati. E’ sempre colpa dei fottuti infiltrati.

Siamo tra le 5 e le 7 di mattina del 15, il cielo è ancora color piombo, l’aria è tanto fredda da strapparti il naso. La residenza di Iwai è silenziosa e morta nella nebbia. Non sappiamo di preciso come fosse costruita. Probabilmente somiglia a un villaggio: la casa di Masakado, quelle più piccole dei suoi sodali, contadini e artigiani, il tetto allungato delle scuderie, quello ripido dei magazzini, la distilleria, il camino della forgia. Le cime nude degli alberi da frutto sporgono di certo oltre la palizzata. C’è probabilmente un fossato basso e largo fuori dalla palizzata, con punte di bambù nascoste nel fango tipo triboli.

Yoshikane sorride nella luce grigia.

-Perfetto! Allora ragazzi, ricordate! Lisci come l’olio, attacchiamo dal nulla, li troviamo in pigiama, tagliamo i-

Una salva di frecce piove dal nulla. Cavalli nitriscono, urli di sorpresa e dolore.

-Checcazzo?

Una seconda salva di frecce. Yoshikane fissa la residenza inorridito. Le parole di suo nipote Sadamori gli attraversano la testa: ci ha sgamato.

Il portone si spalanca, Masakado e una decina di cavalieri sono armati da capo a piedi. Stanno facendo una sortita. Masakado sprona il cavallo, incocca, scocca. La sua freccia fende l’aria con un sibilo sordo, centra in piena faccia un uomo chiamato Taji no Yoshitoshi. E’ il miglior arciere di Yoshikane, uno così tosto che fa colazione a chiodi arrugginiti e ricaga lingotti d’acciaio per pranzo.

Yoshitoshi schianta giù di sella morto come uno stoccafisso. Perché puoi essere tosto quanto ti pare, ma le frecce in fronte sono democratiche e uguali per tutti. Il morale degli uomini di Yoshikane si sgonfia all’istante.

Una cosa che impararemo con questi articoli: una sola freccia può decidere il destino di un Impero.

Il gruppo di Masakado è in minoranza, ma prende la banda di Yoshikane del tutto alla sprovvista. Si avventano sul nemico come lupi sui fagiani e scatenano un carosello sanguinoso di arti mozzati e ossa rotte.

La gente di Yoshikane cerca di riorganizzarsi, ma la terra trema. Dalla boscaglia e dai campi intorno a loro arrivano urla e nitriti. Nella nebbia si disegnano guerrieri incazzati su cavalli schiumanti. Masakado non ha avuto il tempo di radunare i suoi uomini, ma ha avuto tempo di mandare dei messaggeri e avvertire dell’attacco. I fedeli alleati si sono precipitati carichi come bombe a mano, perché se c’è qualcosa che fa imbestialire un guerriero è dover combattere prima del caffé.

La banda di Yoshikane viene presa a sandwich tra i Mirabolanti Dieci di Iwai e il resto dei fedeli di Masakado. E’ un cicciaio. Yoshikane riesce a scappare, ma lascia 40 dei suoi a terra.

E’ la fine di Yoshikane. Masakado ha vinto con una sortita, lui e un pugno di valorosi, da soli nella prima luce mattutina, contro un nemico di otto volte superiore. E’ un trionfo, Masakado è il miglior guerriero della regione, uomini accorrono per giurargli fedeltà, donne restano incinte a sentirne parlare, il Time gli dedica un’edizione straordinaria.

Yoshikane invece ha perso, la sua banda è annientata, i suoi guerrieri morti, feriti o disonorati. Ha perso e i perdenti hanno sempre torto agli occhi del Mondo. E’ la fine della sua carriera Il suo nome sparisce dalle fonti, non metterà mai più piede su un campo di battaglia, non alzerà mai più un dito contro suo nipote. Come l’antagonista dei Duellanti, è un morto che cammina. Solo e senza gloria, muore di malattia due anni dopo.

Quanto al giovane Koharumaru, la sua storia finisce senza sorprese. Dopo circa due settimane di caccia, viene catturato e decapitato una giornata d’inverno, il terzo giorno del primo mese dell’ottavo anno di Jōhei.

E così si conclude la seconda fase delle rivolte di Jōhei e Tengyō.

Ma non è finita. Perché gli eroi non possono invecchiare, e il lieto fine è solo una questione di timing.

MUSICA!

Prima puntata

Seconda puntata

Terza puntata

Quinta puntata


Bibliografia

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In lingua occidentale

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PIGEOT Jacqueline, Femmes galantes et femmes artistes dans le Japon ancien, Gallimard, 2003, Paris

Terzo anniversario: tre anni di pedanteria e percosse

E’ il terzo anniversario del blog. Come vola il tempo quando si recrimina!

Una rappresentazione grafica del mondo di Tenger

E’ stata un’annata faticosa. Mi ero ripromessa di scrivere più spesso, ma il mondo ha deciso di esplodere.
Gli Americani hanno deciso di scatenare la fine del mondo, per esempio. Noi di Fortezza Nascosta abbiamo passato la notte fatidica fuori a bere e abbuffarci di porcherie perché, sticazzi, se abbiamo imparato qualcosa in anni di studi classici è che le persone di classe celebrano il suicidio come Tito Petronio Nigro! Peccato non avere schiavi da frustare, ma bon, non si può avere tutto nella vita.

E senza perdere un colpo, siccome viviamo invero nel crepuscolo della nostra civiltà, ora Nicolai Lilin ha un programma tutto suo dove parla di Geopolitica. I casi sono due: o scrivere fantasy mediocre è un nuovo requirement per parlare di geopolitica, o migliaia di italiani credono davvero alla balla del cecchino discendente da criminali onesti. La cosa bella è che, sul piano puramente teorico, questa gente non è diversa da quei glebani ‘mmmerigani che pesano che The Exorcist sia un documentario.

A tema fantasy, la scrittrice De Mari ci ha deliziati con le sue illuminanti opinioni sul sesso anale e il satanismo. Da buona integralista religiosa, la dottoressa dimostra una fissazione preoccupante sulle feci, ossessione che di solito si supera in culla.

E a coronare la sfilata di tragedie e degrado di questo scorso 2016, i Sabaton ci hanno sparato nei denti una delle peggiori cacate musicali del decennio.

Volevo dimenticare tutto ciò sprofondandomi in studi inutili e articoli inediti, ma la mia direttrice di Dottorato ha iniziato a spedirmi teste di cavallo mozzate, e ho dovuto modificare la mia agenda. Per la gioia dei lettori, sto lavorando sulla storia del cavallo da guerra in Giappone, quindi allegri! Tra un annetto potrei lanciarmi in interessantissimi articoli su staffe, zoccoli o modi di disposizione del letame.

Insomma gente, se aveste ancora dei dubbi: la vita è una valle di lacrime. Citiamo a questo proposito Love and Death:

And so I walk through the valley of the shadow of death. Actually, make that “I run through the valley of the shadow of death”

Ma l’anno non è stato del tutto improduttivo: siamo riusciti scrivere articoli su argomenti poco conosciuti, come la rivolta di Masakado, o su film che dovrebbero avere molto più seguito, come The Frisco kid o The look of silence. Possiamo dirci soddisfatti, tutto sommato.

Ma bando alle ciance, che ne è dei numeri?

Senza starvi ad elencare chiavi di ricerca, diverse persone sono capitate da queste parti cercando una spiegazione al finale di Dracula Untold. Ciò mi spezza il cuore e mi provoca riso isterico al tempo istesso. Dracula Untold non ha senso, volete farvene una ragione?
Per contro la stalker di Luke Evans ha desistito. O è stata arrestata, una delle due.

Ma torniamo alle migliori ricerche dell’anno.

esercizi contro pressappochismo

Comincia col non leggere Cinzia Leone.

anatolij fomenko storia: finzione o scienza?

Patologia.

link donne con la gobba bellissime.fb

Eh?

giochi satanici

Se fai il Gioco dell’Oca al contrario evochi Altieri.

giochi di gruppo satanici

Secondo questo illuminante articolo, i giochi di ruolo tipo D&D.

la donna senza uomo e una regina l’uomo senza una donna e un cretino

Non approvo questa palese discriminazione sessuale. L’unione tra uomo e donna è un abominio a prescindere, dacché lo scopo dell’umano è adottare e riverire i gattini. L’accoppiamento è una distrazione dallo scopo principale della nostra specie.

impalamento

impalamenti nei film

impalamento foto

Curati.

scopata scena film horror

Questa è stranamente specifica e stranamente vaga al tempo stesso…

impugnando una pistola al buio è facile riconoscere il tipo?

Cos’è, un quiz? Sei una stanza buia, ti mettono una pistola in mano e te devi indovinare il modello… potrebbe essere un’idea.

umorismo cosacco

AIUTO!

tatuaggi siberiani amore impossibile

Spero tu stia scherzando.

efei siberia

No. La risposta è NO.

siberiana madonna

Non tollero bestemmie in questo blog!

fighette alla riscossa

Eccone un altro che cerca Educazione siberiana.

sesso estremo ragazza si scatena con nun cavallo e il cane

A volte mi dispiace per quelle povere anime che cercano porno e finiscono su un blog di storia militare… ma per gli zoofili non ho simpatia.

video porno italiano con camera nascosta sensa sapere nulla spia

E nemmeno per i voyeurs.

volevano fottermi

Lo so, sono passati qui dal blog.

racconti fetish fart

WHAT!

film viaggio verso ritrovo corvi nel mais

Well, un campo di mais sembra il posto più logicoper un ritrovo di corvi…

le porte dell abisso

Sì! Sì, finalmente qualcuno sta cercando questo indiscusso capolavoro del cinema indie! Giubilo e gaudio!

magdeburg dekken non riconosce il fratello

Non sono andata avanti oltre il primo libro, ho dei limiti perfino io.

film fantascienza pesanti

Se con “pesanti” intendi “gradevoli come piazzarsi un dizionario enciclopedico sui testicoli”, ti consiglio Interstellar.

come viene vista la satira dagli intellettuali remoti ?

Da lontano *badum-tssssssh*.

Ok, chiedo scusa, vado a ciliciarmi.

pronta al martirio umorismo

Faccio del mio meglio.

le bizzarre questioni di logica medievale

La logica medievale non è bizzarra, se non la capisci il problema è solo tuo.

strehe paurose cattive

Nessun problema (con canzone assortita).

favola della botte swift riassunto

NON SI PUO’ RIASSUMERE IL GENIO!

ragazzo con ciuffetto in testa horror

Presto il terrificante sequel: Sopracciglia ad ali di gabbiano.

come ritirarsi a vivere in solitudine senza soldi e senza nulla

Dipende: quanti giorni vuoi sopravvivere?

dal vapore del ferro da stiro restare assueffatti….incredibile sniffare cosi……

L’importante è crederci.

un ninja in turingia

esempi in cui la guerra nonostante sia il suo esito danneggi soprattutto la povera gente

Sempre.

attendibilita vikings

No. Un milione di volte no.

tempi risposta manoscritto vaporteppa

Dipende se sei Menconi oppure no.

gioco di ruolo comunista

Quando lo trovi fai un fischio.

“il gelato estemporaneo e altre invenzioni della cucina molecolare italiana” “libri usati”

Google mi deve spiegare come questa ricerca (VIRGOLETTATA) ha portato a un blog di storia militare giappoonese.

uomini deformi cottolengo

ANCORA TE?

E sempre parlando di numeri, quali sono stati gli articoli più letti?

Ancora e sempre Dracula Untold. Gente, ma porca miseria, perché?

Questo è seguito con netto distacco dall’articolo su Fomenko e il Recentismo. Ciò mi rallegra oltre ogni dire: è importante che il Mondo sappia!

Lieta anche di vedere che il terzo classificato è l’articolo sul pessimo pezzo di Cinzia Leone. Che l’infamia non cessi mai ma serva da esempio alle future generazioni.

Infine abbiamo La battaglia dei Bastardi, ovvero l’ennesima occasione sprecata. Un giorno avremo una scena epica in cui il regista dà retta al consulente tattico. Ma non è questo il giorno.

E i tre meno letti?

La mia vita di campo, prevedibilmente, e la seconda puntata del Wei Lieo-tzu, altro risultato prevedibile. Il terzo però è l’articolo su The Colour of Magic. Voglio sperare che sia perché io scrivo ammerda: tutti dovrebbero vedere questo film, è tratto da un romanzo di Pratchett starring Pratchett, e Pratchett HA RAGIONE a prescindere.

Quest’anno come i due corsi non ho avuto haters o flame. Per certi versi è un bene, per altri un po’ mi dispiace. Sono un pochino coprofaga, dopotutto.

Ho comunque avuto due interventi degni di nota: un recentista che mi accusa di scarsa apertura mentale (much love!), e un autore pubblicato (ubi maior, signori!) che si lamenta dei brutti frustrati (tipo me, deduco) che passano la vita a criticare Licia Troisi. Sì. Nell’UNICO articolo del blog che parla vagamente di Licia. Avete presente, quello in cui il focus della critica non è nemmeno la Licia ma Cinzia Leone. Quando si dice leggere con attenzione!

Tirando le somme, abbiamo accumulato 80 articoli. Scremando tutti quelli che sono annunci, esternazioni e celebrazioni, abbiamo 16 articoli di storia giapponese, 4 di Storia occidentale, 10 sui Classici cinesi e 5 di Vita di Campo.

Riguardo Narrativa e connessi, abbiamo 17 recensioni di film (9 positive), 6 recensioni di libri (5 positive) e 7 recensioni di articoli (7 negative). Ci sono anche 5 recensioni doppie in cui uno o tutti i film citati mi sono piaciuti.

Oh dear, quando qualcuno guarda i numeri si direbbe che gli articoli di lagne siano solo una piccola percentuale…

Vedrò di migliorare, o va a finire che perdo la membership al club delle Zitelle Acide!

E bon, un altro anno è passato. YAY!

MUSICA!