Genpei 1.3: Interludio

Continua la lungagnata infinita sulla Guerra di Genpei, uno dei conflitti più importanti della Storia del Giappone, nonché il glorioso bagno di sangue che apre la via al governo dei guerrieri.

Vi pare una lungagnata? Allegri: s’è appena iniziato!

La scorsa puntata avevamo lasciato Yoritomo e i suoi vincitori a tavolino dopo che la grande armata Taira è fuggita inseguita da temibili papere (true story).

Ora, Yoritomo non è il primo capetto capace di raccattare esagitati orientali e fare un mazzo gigantesco alle truppe governative. Ma cosa rende il nostro diverso dai precedenti ribelli?

Yoritomo è uno stratega prima di essere un tattico. Vincere sul campo è un buon inizio, ma non basta a tenerti in sella. Un capo deve consolidare le proprie basi.

Come prima cosa, il nostro prende cura di compensare i suoi alleati Miura e gli Shimokōbe confermando i loro diritti sui loro territori.

Ma accontentare i suoi sostenitori non è la sola incombenza: se Yoritomo ha una qualche voglia di campare vecchio, deve sottomettere il resto delle bande della regione orientale. Sarebbe antipatico se mentre assedi la Capitale qualche ambizioso bastardo ti mangiasse la groppa, nevvero?

Tra i vari problemi, abbiamo la provincia di Kōzuke: il governo provinciale è stato dato alle fiamme da dei partigiani Taira e tale Nitta Yoshishige, notabile locale della stessa linea dei Seiwa-Genji a cui appartiene Yoritomo, ha deciso bene di dichiarare la propria indipendenza, trincerandosi nella fortezza di Terao.

Altri guai fermentano nella provincia di Hitachi, dove altri lontani parenti, i Satake, sono in rivolta contro Yoritomo. Il loro capo, figlio di una donna dei Fujiwara di Hiraizumi (potente famiglia del Nord-est), tiene per i Taira. Il che è un problema, dato che i Satake sono una banda di tutto riguardo. Le fonti le attribuiscono 20.000 guerrieri, anche se è ovviamente un’esagerazione. Non solo: i Satake sono anche in lite per dei territori del nord di Shimōsa, e i loro contendenti sono i Chiba, alleati di Yoritomo.

Carta riassuntiva delle grane di Yoritomo. Sagami è la sua base.

Yoritomo riunisce il consiglio di guerra.

-Da che parte si comincia, capo? Tuo cugino in Kōzuke o tuo cugino in Hitachi?

-A volte penso di avere troppi cugini…

-Se può consolarti, non sono di primo grado.

-Oh guarda, questo cambia tutto!

-Intanto ringrazia che non abbiamo notizie di quello in Shinano, coso lì, Yoshinaka.

-Tanto meglio. Anzi, sai che ti dico? Siccome non voglio rischiare di vedermelo davanti, cominciamo con Hitachi.

Il 27 del decimo mese Yoritomo scende in campo per estirpare i Satake.

-E’ un giorno sfigato.- fa l’astrologo. -Dovresti restare a letto.

-Ma che, ancora? Non avevamo superato ‘sta manfrina l’ultima puntata?

-Oh uomo di poca fede!

-Sì sì, come no, IN MARCIA!

Hitachi è la provincia dei Satake. Avendo saputo dell’arrivo del nostro, uno dei figli del capo, Hideyoshi, si asserraglia nella fortezza di Kanasa. L’equivalente tattico di “ah, vuoi fare a botte? VUOI FARE A BOTTE?”

Prima di attaccarli, Yoritomo s’installa nel governo provinciale.

-Kanasa è una noce dura da rodere.- osservano i suoi. -Come conti di prenderlo?

-Intanto ci vuole un parente per fottere un parente. Kazusa Hirotsune! Qualche idea?

-Hai presente il tizio asserragliato in Kanasa? Suo fratello maggiore ha accettato un mio invito!

-Quale fortunata coincidenza! Uccidilo.

Il disgraziato viene prontamente acciuffato e scapitozzato. Questo scatena un gran casino nella famiglia, che inizia a disfarsi, ma Hideyoshi non molla. Kanasa è ben piazzato, chiunque voglia prenderlo dovrà sanguinare.

Il castello di Kanasa (fonte nella Bibliografia)

I vassalli ponderano.

-Arrampicarsi lì sarà una merda.

Yoritomo non si scompone. -Ho già detto che ci vuole un parente per fottere un parente?

Hideyoshi ha un caro zio di cui si fida. Il caro zio di cui si fida è un traditore. Grazie a lui, gli uomini di Yoritomo arrivano al castello, l’attacco colpisce Kanasa come un maglio. Tradito dal proprio sangue (come da antica e consolidata tradizione), Hideyoshi deve ritirarsi precipitosamente e abbandonare le proprie terre. A Yoritomo non resta che raccattare quello che il fuggiasco ha abbandonato e distribuirlo tra i suoi per compensare il loro sudore e la loro lealtà.

In pratica, con la propria rivolta mancata, Hideyoshi ha fornito a Yoritomo un cospicuo bottino con cui controllare i propri vassalli.

Ricordiamo, tutta questa gente è tutta della stessa grande famiglia. Giusto per rimettere le cose in prospettiva: quando siete inchiodati al cenone di Natale con gente che sopportate appena, pensate che c’è chi è stato peggio.

-Bene.- fa Yoritomo. -Il grosso è fatto, alla faccia dell’astrologo. Ora possiamo anche tornare a Kamakura per-

-Sire! Haha, eh… vi ricordate quando si diceva di Yoshinaka, che non avevamo notizie…

-Oh no.

-Come dire…

Dove?

-Nel nord di Kōzuke.

Per Yoritomo i parenti sono un po’ come giocare a Wac-a-mole, hai appena tirato una martellata in testa a un cugino, che ne salta fuori un altro!

Cavaliere in armatura pesante

Yoshinaka è un tipo pericoloso: è un buon comandante e la sua banda è di tutto riguardo. Kōzuke è una provincia su cui la presa di Yoritomo non è solida, e su cui Yoshinaka ha saldi appoggi da parte di diversi distretti e molte famiglie guerriere.

La situazione è tesa. Non c’è molto affetto tra i due cugini, e entrambi hanno un ego di proporzioni astronomiche. L’ostilità sfrigola. Cosa farà il nuovo arrivato? Attaccherà? Si sottometterà?

I due potrebbero scatenare un nuovo bagno di sangue. Potrebbero spaccare il clan una volta per tutte e regalare la guerra ai Taira.

Destino vuole che né Yoritomo né Yoshinaka siano così cretini. Dopo essersi guardati in cagnesco, i due si rendono conto che nessuno dei due trarrebbe vantaggio a scatenare uno scontro: le loro basi non sono ancora abbastanza solide, e i loro nemici alla Capitale non aspettano altro.

Finiscono per ritirarsi in un raro esempio di buonsenso.

E non sono i soli. Il succitato Nitta Yoshishige, il ribelle di Kōzuke, calcola che lui e i suoi sono pesci troppo piccoli in un oceano con sempre più squali. E’ il momento di ripararsi sotto l’ala di un capo: si sottomette a Yoritomo nel dodicesimo mese. E’ la fine del 1180, il grosso del Kantō è ormai nelle sue mani.

Yoritomo riesce finalmente a tornare a casa. Ed è ora. A Kamakura, nasce il primo embrione di un nuovo organo di governo.

Alla differenza dei ribelli che lo hanno preceduto, come Taira no Masakado, o degli arrampicatori professionisti, come Taira no Kiyomori, Yoritomo ha le idee chiare. Una nuova era richiede nuove idee e nuove priorità.

E la priorità principale è trovare un modo per controllare i guerrieri. Tanti guerrieri. Qualcosa che permetta di gestire e amministrare la più grande banda che il Giappone abbia mai visto.

Se la legittimità irradia dall’Imperatore, Yoritomo ha un solo modo per riuscire: diventare un anello obbligatorio tra i capi militari e la Fonte di legittimità.

Yoritomo crea il samuraidokoro, l’Ufficio dei Guerrieri. Lo scopo dell’Ufficio è controllare le attività dei vassalli principali (i gokenin). Non è più la Corte (in quanto meccanismo di leggi e funzioni) a garantire i diritti dei guerrieri: è Yoritomo.

E’ il primo embrione di quello che sarà a breve il Bakufu, il Governo dei Guerrieri.

Mentre una nuova forma di governo nasce nella provincia di Sagami, i Taira della Capitale sono occupati con altre gatte da pelare. La minaccia dell’Est non basta a far loro dimenticare che pochi mesi prima i monaci di Nara hanno preso le parti del Principe Imperiale Mochihito, provocando la Battaglia di Uji. A Taira no Kiyomori prudono le mani per un po’ di sana retribuzione. Suo figlio prediletto Shigemori, quello che secondo lo Heike monogatari metteva un freno al temperamento esplosivo di Kiyomori, è morto da poco. Nessun moderato baciapile si erge più tra il grande Ministro e i suoi nemici.

La faccenda è delicata: Nara è il centro spirituale del Paese, la Città dei Templi, prendersela con lei potrebbe attirare cattivo karma, oltre che essere un disastro apocalittico da un punto di vista propagandistico. L’Imperatore Takakura vuole a ogni costo evitare danni troppo grandi.

Non aiuta il fatto che i monaci siano sul piede di guerra e feroci oppositori dei Taira.

Uno potrebbe pensare che non sia savio stuzzicare i Taira, specie quando non hai i numeri né i mezzi di difenderti a dovere. Ma come dice il grande principio militare esemplificato dal Gen. Melchett: “If nothing else works, a total pig-headed unwillingness to look facts in the face will see us through.

A due riprese la Corte prova a spedire dei funzionari civili per convincere i monaci a darsi una calmata.

Il primo temerario è il Direttore del Collegio per l’incoraggiamento agli studi. La sua missione va benissimo.

-Un palanchino!- Urlano i frati -C’è dentro un burocrate! Chiappalo e tagliagli il ciuffetto di testa!

Il secondo a tentare la fortuna è un ufficiale della Guarda delle Porte, sezione sinistra.

-Daje un altro, vai di forbici!

Anche il secondo riesce a scappare. Non così due dei suoi accompagnatori, che sono mollati dopo un rapido passaggio sotto il rasoio. Kiyomori comincia a perdere la pazienza. Anche perché i frati non hanno intenzione di abbozzare: il nuovo gioco a Nara è una versione del calcio, solo che la palla si chiama “Kiyomori”. Non sto scherzando. L’umorismo da scuola elementare scorre potente nei monasteri.

-Forse i burocrati non bastano a spaventarli.- Ragionano i Taira. -Proviamo a mandargli un ufficiale della polizia provinciale con cinquecento uomini.

Non si tratta di una missione offensiva (i tizi non sono armati), quanto di una dimostrazione di muscolo.

Non funziona un granché.

I monaci mettono le mani su una sessantina di guerrieri, e questa volta non tagliano i loro capelli: li scapitozzano direttamente. Perché fanculo la non-azione e la pace di spirito, se non li decapiti quando sono disarmati sei un fesso!

Solo che pestare la coda di Kiyomori è uno sport pericoloso. Il nostro ha una filosofia di vita riassumibile in due precetti: “la mia famiglia prima della tua” e “se vuoi la rissa, ti do la rissa”. L’ordine viene dato, i cavalieri Taira partono per Nara. Ce ne è voluta, ma finalmente i monaci hanno la loro bella guerra.

Secondo lo Heike monogatari, le forze in campo contano 40.000 cavalieri per i Taira, contro 7.000 monaci. Ancora, si tratta senza dubbio di esagerazione, ma dà un’idea della proporzione della spedizione.

I monaci si asserragliano sulla collina Narazaka e nello Hannyaji, fanno un bel fossato di traverso alla strada, tirano su i loro mantelletti, e aspettano. I Taira non si fanno pregare. Verso le sei di mattina l’armata governativa investe le due posizioni.

I monaci combattono con tutto l’ardore che hanno, ma non c’è partita: morte piove dal cielo, le frecce grandinano sulle teste pelate, le trasformano in puntaspilli.

Il sole cala, e il massacro non è ancora finito. Uno potrebbe quasi pensare che andare a stuzzicare i calabroni della Capitale fosse una cattiva idea dal principio.

Il buio s’infittisce, senza luna e senza stelle. Diventa difficile vedere a un palmo, ma il comandante dei Taira è un uomo pratico. Se non puoi vedere il tuo nemico, dagli fuoco.

Le casupole dei dintorni s’infiammano come torce, il vento gonfia le fiamme e presto altre case bruciano, e magazzini, e templi. Il Tōdaiji e il Kōfukuji, due tra i templi più grandi e più antichi, vanno in fumo come cerini.

Vecchi monaci incapaci di camminare, grandi studiosi, amati accoliti, donne e bambini erano scappati nel caos sul terreno del Kōfukuji. Al Tōdaiji più di mille persone si arrampicarono sul secondo piano del tempio del Grande Buddha e ritirarono le scale per impedire al nemico di inseguirli. Le fiamme fameliche ingolfarono la massa accalcata di gente. Peccatori che ardono nell’Inferno senza fondo non hanno mai cacciato grida sì orribili.

Heike monogatari

Si tratta del rogo che distrusse la prima statua del Grande Buddha (quella attuale non è l’originale). Icone, pitture, archivi, libri, uomini, donne, tutto viene incenerito dalla vendetta dei Taira. In una sola notte, due dei templi più prestigiosi del Giappone sono un mucchio di cenere e corpi carbonizzati. Dal portale dello Hannyaji dondolano teste mozzate. Altre capocce sono portate alla Capitale come souvenir.

L’idea sarebbe do passeggiarle per le strade e poi appenderle agli alberi degli incroci. Sia mai, magari la gente smetterà di sghignazzare per quella faccenda del fiume Fuji!

Alto una quindicina di metri, il Daibutsu attuale è una statua del Periodo Edo. In particolare la testa era stata del tutto distrutta dal rogo.

Tuttavia l’Imperatore è un pochettino scosso, come il resto della Corte. A quanto pare la missione è stata troppo distruttiva per i loro delicati gusti aristocratici. Kiyomori decide che è meglio soprassedere, per una volta.

-Niente sfilata delle capocce?- Fanno i suoi. -I ragazzi saranno delusi.

-Oh, sai com’è, se la gente non si diverte diventa di cattivo gusto. Meglio lasciar perdere.

-E con le teste pelate che ci facciamo?

-Boh, quello che vi pare.

Le teste finiscono buttate in fossi e rigagnoli di scolo.

Tirando le somme, mentre la regione centrale brucia, il primo Piccolo Governo di Kamakura è nato nella provincia di Sagami. Ci vorranno altri 4 anni di guerra per poter stabilire la supremazia Minamoto.

E Yoritomo non ha ancora finito di fare i conti con i suoi troppo numerosi parenti.

MUSICA


Puntate precedenti:

Genpei 0.1

Genpei 0.2

Genpei 1.0

Genpei 1.1

Genpei 1.2

Bibliografia

FARRIS William Wayne, Heavenly warriors, Harvard University Press, 1995, Cambridge

FRIDAY Karl, Samurai, warfare and the state, Routledge, 2004, New York

ROYALL Tyler, The tale of the Heike, Viking, 2013, New York

SOUYRI Pierre-François, Histoire du Japon Médiéval – Le monde à l’envers, Tempus, 2013, Paris

UESUGI Kazuhiko, Genpei no sōran, Yoshikawa Kōbunkan, 2007, Tōkyō

Fonte dell’immagine del castello di Kanasa

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Secondo anniversario: due anni di acredine e schioppettate

Già due anni! Comincio a sentirmi vecchia.

Mi ricordo ancora di quando, seduta nel mio antro, mi dissi: “Devo fare la mia parte per l’Universale progresso dell’Umanità!”

O qualcosa del genere.

Insomma, sono due anni che rompo le scatole su storie che non interessano a nessuno o che spiego con fastidioso dettaglio perché quel film che ti è piaciuto tanto è in realtà una schifezza.

Abbiamo parlato di grandi pirati snobbati dalla storiografia, o battaglie celeberrime, di abili pallonari e di grandi documentaristi, di imperdibili commedie inglesi e di matematici che fumano roba sopraffina.

Ho pubblicato meno articoli rispetto al primo anno, e questo non mi piace.

Il mio 2015. E’ stato un anno complicato.

Piuttosto, parliamo di cose stupide!

Quali sono stati gli articoli più letti quest’anno, quali le chiavi di ricerca più assurde?

L’articolo che a mani basse vince la palma è Dracula Untold. Non posso esprimere il mio disappunto.

Voglio dire, sul serio gente? Quella scorreggia di Dracula Untold! Ho parlato di Star Wars 7 e voi leggete Dracula Untold. Dove andremo mai a finire?

Segue con qualche distacco La Waterloo dell’Informazione. Il che è buono. Imperituria infamia, ancora e sempre, a chi scrive articoli senza documentarsi. Se buschi uno stipendio dovresti almeno provare a fare un lavoro decente. O sotto il pubblico flagello per gran sorte andare a crepar (continuano a non esserci melomani in sala, sigh!).

Seguendo l’onda di gente che non ha etica del lavoro, il terzo classificato è C’è chi lavora per vivere, chi vive per lavorare, e chi stava solo passando di là per caso. Trattasi del commento a un articolo di Vice, in cui un tizio che non ha letto A Song of Ice and Fire, che non ha visto la serie, che non conosce la storia e che non apprezza il genere pensa bene di farne un’analisi. Guarda caro, le opinioni sono come il buco del culo: tutti ne hanno una. Avere un’opinione informata è diverso. Ma hey, mica devi conoscere il soggetto per scrivere un articolo su cazzo Vice.

E per completare, il quarto è Gioia e banalità nella terra del pressappochismo. Ricordate, no? Quello sul fantasy, in cui l’autrice sa citare solo due autori anglosassoni, e di una sbaglia pure il nome. Lo stesso articolo in cui Don Quijote viene presentato come fantasy. Hey, vi sembrerà poco, ma quell’articolo è riuscito a far bestemmiare mia madre. Grazie Cinzia Leone per avermi regalato questa grande esperienza! Nei miei momenti più neri, posso sempre pensare a una devota cattolica calabrese che sbotta in un “MA DIO PRETE” e ridere.

Come prevedibile, gli articoli di storia militare ciondolano verso la fine della lista, ma non proprio sul fondo, il che è meglio di un calcio nei denti. Credevo peggio. In ogni caso, letti o meno, l’articolo su Sumitomo è l’unico articolo approfondito in lingua italiana, che io sappia. E questo basta a che io me la tiri.

Chi non legge articoli di storia delude i gattini. Non deludere un gattino.

Ma che ne è delle chiavi di ricerca?

Cominciamo con calma con quello che con mio gran dolo pare esser diventato il soggetto principe del blog: quella cazzata di Dracula Untold

Estemporanee:

fantasmi veri e paurosi

Non solo servon “veri”, devono essere anche “paurosi”.

le fate buone si sono incazzate

No, non è vero. Se ci fosse davvero una crisi diplomatica grave col mondo fatato, il Duca di Baionette ci avrebbe avvertiti!

lauri törni wikipedia italia

E’ bello sapere che c’è gente ottimista, in Italia.

idea romanzo fantasy magia profezia ragazza col cuore puro

Non è un’idea, è un rigozzo di bolo. Puoi far di meglio, fidati.

foto vabbè non sono bello ma dove lo trovate uno piu’ intelligente e sarcastico di me

Ciao caro. Voglio che ti guardi allo specchio e ripeti a voce alta: “Che sto facendo della mia vita?”

Daniele minamoto

Ho come l’impressione che da qualche parte ci sia una fanfiction così brutta, ma così brutta, che potrebbe qualificare come Graal del Trash amatoriale.

che cosa vuol dire sognare un.uomu che ti bacia con la forza

Non lo so, ma posso dirti come fargli male la prossima volta che ci prova.

ibei allevamento dei nobili guerrieri

Comprali solo se sono allevati all’aperto da cooperativa equosolidale.

dopo il film matrix muoiono gli attori complotti

Questa frase da sola è più divertente dell’intera trilogia di Matrix.

senza comandante un esercito non puó vincere una guerra

Diciamo che la vedo difficile. Per una curiosa coincidenza, anche un comandante senza esercito può incontrare delle difficoltà…

bersagli umani divertenti

I bersagli umani noiosi tolgono la gioia dal tiro a segno.

castighi e punizioni per i paraculi

Mai abbastanza, fratello. Mai abbastanza.

un soldato semplice non può attaccare un generale

Oibò, dipende! Il generale è del nemico o no?

fortezza nascosta a combattere faccio pena

Anche io, ma l’importante è cercare di migliorarsi.

diversmente pimpante

Sono io! E’ anche scritto sul mio curriculum!

kolstadt

Segui le frecce per Midian, all’incrocio con Shangri-La gira a sinistra.

I giochi di ruolo:

giochi di ruolo satanici

Certo, tutti. Via via che passi di livello ti crescon pure le zampe da capro.

i giochi di ruolo copertura per sette sataniche

Sir Greenmold, vi hanno scoperti! Presto, sguinzagliate i gattini assassini!

giochi satanici chefunzionano veramente

Sì, perché ora te li veniamo a raccontare così, su internet. No caro mio, la trasmissione del Blasfemo Sapere si fa solo da iniziato a neofita. Non ti ha insegnato niente il parroco?

sesso droga e d&d

Ti stai facendo delle pie illusioni.

Vikings!

vikings modifiche consigliate dal pubblico

Si potevano consigliare modifiche? Oh, ne ho! Dunque, dovrebbero prendere una tanica di gasolio, rovesciarla su film, hard-disk, copioni, contratti e costumi di scena, e dargli fuoco.

Noterete che non ho incluso l’autore nel rogo. Questo perché sono una ragazza moderata e sensibile. E poi perché bruciare qualcuno non è facile. Legargli un incudine alle palle e buttarlo in mare funziona meglio.

vikings storicamente

No, la risposta è NO! Oddio come soffro…

chi ha scritto la serie i vichinghi?

Qualcuno che di lavoro dovrebbe fare il cassiere al KFC.

vichinghi e cosacchi

No, no, no! Vai via! Aaarh, i miei occhi!

L’immancabile porno:

scupare nascoste su ls foresta

Mi spiace che tu sia finito qui. Davvero.

leccare smegma pericoloso

Ma lavatevi!

le avventure di monella vagabonda film porno completo

Io ho sincera simpatia per chi cerca poppute signorine vagabonde e capita su un blog di samurai che si sbudellano…

botte sul cazzo

Si può fare.

In definitiva, continua a non vedersi l’ombra di un troll, ma qualche hater sono riuscita ad attirarlo, dacché ha preso la pena di dare un brutto voto alla mia recensione di Educazione Siberiana. Meglio di niente. Immagino che il magico tempo del flame su blog sia ormai tramontato.

Mi raccomando, che voi stiate cercando passerelle vagabonde o l’indirizzo di casa di Luke Evans (so che mi stai leggendo cara, smettila, lascia Luke Evans in pace!), mi raccomando, non perdete l’occasione di leggere gli interessantissimi articoli di lagne e legnate!

Cheers!

MUSICA!