Roba già vista sul fronte occidentale

Volevo pubblicare un articolo questo sabato. Una nuova puntata sulla guerra di Genpei. Poi il mio cellulare ha iniziato a squillare. Non avevo il computer acceso, non sapevo cosa stava capitando.

Sto bene, ero a casa quando la sparatoria è iniziata. Altri 120 (o 140?) non sono stati così fortunati. Per tutta la sera ho cercato di rintracciare amici e contatti. Stanno tutti bene. Nessuno di quelli che conosco era al Bataclan.

Al Bataclan avrei potuto esserci io. O un amico. Ci andiamo relativamente spesso. E mi chiedo perché abbiano scelto quel teatro lì: il metal è un genere relativamente di nicchia da queste parti.

Tra un po’ mi prenderò il tempo per essere triste. Per ora sono solo incazzata e frustrata. Frustrata perché non c’è una soluzione facile, e già mezzo mondo ci sta sparando addosso soluzioni facili, una più bidone di quell’altra. Incazzata perché 10 vigliacchi possono spaventare 10 milioni con un paio di AK-47.

La coinquilina vuole tornare a casa. Mi chiede se tornerò in Italia.

No, non credo. Abito qui da quasi 10 anni, la Francia è casa mia tanto quanto la Toscana, se non di più. Se ho potuto studiare è stato grazie alla Francia. Se ho potuto trovare una casa è stato grazie alla Francia. E’ il paese che mi ha dato la mia vita da adulta, e con tutti i suoi difetti, la trombonaggine, l’ortografia ridicola e le cose che mi fanno infuriare, le voglio bene.

E poi sarò idealista e romantica, ma l’idea che sbandiera la Francia mi piace. Mi piace l’idea di repubblica, di libertà d’espressione e di pensiero, mi piace l’idea di laicità. Mi piace che in Francia eleggono un presidente ateo e nessuno si scompiscia. E no, io non sono atea.

La Francia tenne botta relativamente bene agli attentati di Gennaio. Vedremo come va ora. Perché la posta in gioco è alta.

Crediamo davvero nei valori repubblicani o no?

Se volevo vivere al sicuro dalle armi da fuoco, sarei andata in Cina. Se volevo vivere in un posto senza viavai di immigrati, sarei andata in Arabia. Se volevo vivere in un posto con un leader che ce l’ha duro abbestia, sarei andata in Russia.

Perché alla fine della fiera vaffanculo. La libertà è pericolosa. La fratellanza è pericolosa. L’uguaglianza è pericolosa. Posso prendere il rischio (statisticamente ridicolo) di una fucilata, per poter scrivere ogni giorno quello che penso, credere nel dio che mi pare e vivere come cazzo mi gira. Sì, l’idea che domani un mentecatto fanatico arrivi e faccia una strage è terribile.

Se alcuni hanno paura, è comprensibile. Ma se il Paese ha paura, questi sudici maiali hanno vinto.

E per tutti gli sciacalli infami che già urlano all’invasione: i Kouachi di Charlie Hebdo erano più francesi di me. E’ probabile che anche questi cani scabbiosi siano francesi fin nel midollo. I ritardati mentali guardano fuori aspettando l’orda dei tartari, ma sono i vostri figli quelli di cui dovreste aver paura.

A ora pare che i morti siano circa 120, tra cui 4 poliziotti uccisi al Bataclan. 120 e più famiglie devastate. Pensate a loro e trattenete lo sciacallaggio politico fino all’alba almeno. Quanto a me, io credo che la Francia abbia più coraggio di quanto non si creda. Voglio aver fede in lei.

 Vive la France! Vive la Republique!

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25 thoughts on “Roba già vista sul fronte occidentale

  1. A me fa sorridere chi ora dice “a Parigi non ci vengo più, non è una città sicura”.
    Come se Milano o un’altra metropoli fossero invece sicuri, semplicemente perché finora non è successo nulla. Non ritengo che l’Italia sia davvero un posto più sicuro della Francia.

    Le misure di sicurezza possono arrivare solo fino a un certo punto, prima che una nazione diventi uno Stato di polizia. E non è che in uno stato di polizia si stia meglio.

    • L’Italia potrebbe essere più sicura soltanto perché da noi la percentuale di arabi musulmani è molto più bassa. Qui in Germania pullula di turchi, vero, ma sono storicamente abbastanza immuni alle malie dell’estremismo religioso.

      • Questo genere di casini derivano in parte dal paese, e in parte dal fatto che il pianeta è sovrappopolato e abbiamo un sovrannumero di giovani e senza accesso alle risorse. In Polemologia si chiama “struttura esplosiva”, e non c’è mai un happy ending.

      • Sì sì, ricordo un tuo commento a tal proposito da Zwei, tre o quattro anni fa, in cui spiegavi come il mediorientale, erm, medio ^^’ figli come un coniglio senza averne la possibilità economica, così nel giro di un paio di decenni ci si ritrova con orde di ventenni senza risorse o prospettive e notevolmente incacchiati.

  2. Ciao Tennger.
    Tu sei una delle ultime autrici di blog interessanti che ancora rimane attiva e interessante, ed e’ sempre un piacere leggerti.
    Il tuo post a caldo su quanto accaduto ieri notte non fa che confermare che la stima che ti porto e’ ben riposta.
    Quelle persone ieri non sono state uccise perche’ a un concerto o a un ristorante, sono state uccise perche’ vivevano vite che godevano di, supportavano diritti e liberta’ che altrove da alcuni non vengono tollerate. Pena la morte.
    Come si possa sempre e comunque reagire pancia, ad un gesto che sai benissimo venga attuato proprio per farti regire di pancia, resta un mistero per me.
    Certo, e’ tragico, e 120 e piu’ famiglie sono da oggi devastate. L’insieme di leggi e regole che di cui ci siamo dotati serve anche e soprattutto per non chiedere a queste 120 famiglie oggi: ok, cosa vorreste facessimo?
    Distruggere passo passo e di tua sponte le liberta’ e i diritti che i tuoi nemici vorrebbero tu non avessi e’ la strada che ci vorrebbero veder imboccare (e che gli americani nella loro brillante lungimiranza hanno imboccato a testa bassa da anni e anni).
    Ho vissuto per anni in un altro continente, e ora sono finalmente tornato in quella che considero casa e per cui nutro un grande amore: l’Europa e le idee che rappresenta.
    120 morti per le idee di liberta’, uguaglianza e fraternita’, su una popolazione di 750 miliioni, sono si una tragedia, ma sono nulla in confronto a quanti sono morti perche’ questi diritti noi oggi li avessimo.
    Distruggere e fare a pezzi questi diritti in preda alla paura piu’ bestiale e’ un modo per privare di significato questi sacrifici e, io credo, per ferire ulteriormente chi ha subito queste perdite.
    Cio’ detto, spero la Francia e l’Europa tutta non prendano la deriva che temo.
    Nel mio piccolo, faro’ quanto posso perche’ ad un secolo di distanza, non si debba di nuovo sentire che “The lamps are going out all over Europe, we shall not see them lit again in our life-time”.
    Con stima e affetto,
    Cuk

  3. Ho scoperto tutto soltanto stamattina, e appena ho letto del concerto metal ho pensato a te, ma per fortuna stai bene.

    Tutti quegli italiani preda di facili isterismi (non paura, quella è comprensibile) cosa faranno quando si renderanno conto che abbiamo un Giubileo a Roma fra un mese e mezzo? Emigrazione di massa?

    • Anche io ho pensato: e tenger? Non conosco nessun altro a Parigi, un paio in Francia sì, ma sono distanti, per loro fortuna. Sperando non abbiano pensato a fare una gita…
      Meno male che non eri nemmeno in zona, e sono contento che le persone che per te contano, stiano bene.

      Riguardo i cialtroni responsabili di questo schifo, non c’è che dire: meritano di essere dimenticati – non quello che hanno fatto, proprio loro! – perché vite spese in modo così inutile e dannoso non meritano nemmeno il disprezzo!
      Gli auguro un dio degno di un mondo distopico.
      Agli altri loro sodali, auguro invece di accorgersi che sono feccia, in tempo per cambiare le loro vite e non peggiorare quelle di altri.

  4. non sapevo vivessi a Parigi, io al tuo posto non so se avrei il coraggio di restare. ma a pensarci bene nessuno è al sicuro. in nessun luogo. e questo è un grande fallimento per l’umanità.
    non ci sono parole per le 120 famiglie (ora dicono 128 mi pare) delle vittime… io sarei disperata e incazzata perchè quei fanatici credono di compiere stragi in nome di Dio, travisando e manipolando il vero messaggio che questo Dio avrebbe trasmesso nei secoli.
    ma se esistesse un Dio, permetterebbe che il suo nome venisse strumentalizzato per questo? non sono molto credente ma spero che qualcosa ci sia, anche se certe cose mi fanno dubitare fortemente.
    questa e tante altre.

    • Tutti danno per scontato che se esiste un Dio noi dobbiamo essere la sua preoccupazione numero 1.

      Ad ogni modo, questa genre è il misero prodotto di un mondo sovrappopolato e di un sistema educativo e sociale pieno di buchi. Sono callule tumorali. Spero che per curare il cancro non ammazzino tutto il corpo.

      • sono d’accordo con te, e anche io spero non si arrivi ad annientare intere nazioni solo per sconfiggere questi cosiddetti terroristi. anche perchè come dicevi tu, i responsabili di questi attentati a parigi erano francesi a tutti gli effetti… però si tende a dare la colpa al medioriente a prescindere perchè è il nemico numero uno.

  5. Non sapevo che tu vivessi in Francia. Sono contenta che a te e alle persone a cui tieni non è successo nulla e mi stupisco un po’ che una delle analisi più lucide che abbia letto viene da una persona che vive proprio a Parigi.

    “Perché alla fine della fiera vaffanculo. La libertà è pericolosa. La fratellanza è pericolosa. L’uguaglianza è pericolosa. Posso prendere il rischio (statisticamente ridicolo) di una fucilata, per poter scrivere ogni giorno quello che penso, credere nel dio che mi pare e vivere come cazzo mi gira.”

    Non dovremmo mai dare per scontate le nostre libertà.
    Mi chiedo però come è che proprio i figli – ormai suppongo integrati, come dici tu, francesi fino al midollo – si facciano prendere da questa follia…

    • I genitori immigrati o rifugiati di prima generazione raramente danno problemi. In parte il malessere di questi idioti non è diverso del malessere di chi vota FN perché ce l’ha con gli arabi. La differenza principale sta nel fatto che, per ora, non c’è una potente organizzazione criminale fascistoide pronta ad armare e addestrare le orde di frontini frustrati.
      E’ mia personale opinione che il problema sia più sociale e demografico che non culturale (ancorché la cultura giochi un ruolo).
      Il francese radicale di solito viene da un quartiere-ghetto. Non ha davvero freddo o fame, perché il welfare sovviene ai suoi bisogni primari, ma non ha nemmeno un’educazione decente, un accesso al lavoro o molte possibilità di cavarsi dal palazzone deprimente nel quartiere-ghetto deprimente. Sono imprigionati in un limbo di mediocrità, sono giovani, pieni di energie, ma non hanno modo di realizzarsi. Sono poco educati e vivono in condizioni di antagonismo (spesso negli stessi quartieri stanno bacchettoni da madrassa e skinhead con la svastica, anche perché si nutrono gli uni degli altri).
      Gente dl genere è molto suscettibile alla propaganda. Peraltro le moschee non hanno sovvenzione statale, il che significa che sono tutte private. Alcune sono mantenute dai fedeli, molte dipendono da paesi stranieri, che possono quindi scegliere che prete (in senso generale) mandarci. E non avendo i mussulmani un “consiglio episcopale” è anche difficile controllare gli imam.
      Già l’alta concentrazione di giovani maschi è di per sé delicata (si chiama “struttura esplosiva” in polemologia, e non significa che scoppierà una guerra, ma resta una struttura instabile), in più sono scontenti e soggetti alla crisi di identità che sta toccando più o meno tutti quanti in questo momento. Qualcuno viene e gli spiega che la colpa è di X (ebrei/infedeli/sciekimike) e che una volta che hai eliminato il cattivo il mondo sarà un posto migliore e tu avrai fatto qualcosa di buono e importante e giusto. E’ una prospettiva molto più seducente di non “per cause ambientali e demografiche, 98/100 te non avrai mai un lavoro, non farai mai fieri i tuoi genitori, non combinerai mai un cazzo e creperai da solo”.
      Su questo puoi spalmare la glassa culturale e il fatto che esiste un gruppo ben organizzato pronto a unire e finanziare questi ritardati mentali. E sì, parte del problema è anche dei buonisti che hanno lasciato correre per anni quando era chiaro che certe cuminità si stavano radicalizzando.
      E’ una situazione molto complicata e che richiede tempo, sforzi e unione. L’ultima cosa che ci serve sono i ritardati speculari che vanno a vandalizzare moschee o lanciano la caccia alle streghe.

      • Penso tu abbia centrato il punto quando parli dello spostamento degli obbiettivi personali verso obbiettivi decisamente più facili e alla portata.
        E basandomi sulla mia percezione, sarebbero meglio dei dati ma in questioni di propaganda e reclutamento anche le percezioni vanno bene, questa semplificazione è in atto anche nella scelta degli obbiettivi del terrorismo; magari questi ultimi attacchi hanno richiesto un sacco di preparazione e tanto lavoro come mai prima, ma la percezione che se ne ha è che per contribuire alla causa basti procurarsi un arma, anche un coltello, e ammazare chi non è dalla mia parte, qualcosa decisamente di facile e alla portata di tutti.

    • Per ora hanno stabilito uno Stato d’Emergenza di 3 mesi, che è preoccupante. Vedremo come sviluppa.
      Ci sono stati dei casini puntuali dovuti a errori, e diversi altri dovuti chiaramente alla malafede. Stanno approfittando dello stato d’emergenza per picchiare un po’ in testa ad anarchici e militanti ecologisti. Il che è chiaramente un abuso. Il Governo ha messo insieme una commissione che riunisca rappresentanti di tutti i partiti, per esaminare la cosa. Non ho molta fiducia in loro, è una piega molto preoccupante, vedremo come evolve.
      Quanto ai casini di Republique, mi risulta che li abbiano cominciati i casseurs sfasciando roba. Non tutti quelli che portavano scarpe si sono bisticciati con la polizia. Resta il fatto che certe aggressioni da parte dei celerotti andrebbero investigate: molta della gente non era né armata né pericolosa. Ed era chiaro.
      Non mi è piaciuto che abbiano cancellato la marcia del clima. Posso capire il perché della cosa, ma avrebbero dovuto tirar fuori le palle e farla lo stesso. Non averlo fatto è stato un segno di debolezza, anche se i timori erano comprensibili. Avrebbero dovuto lasciar stare la marcia e lasciare ai singoli la scelta di andare o no.
      A ora, il FN è sulla cresta dell’onda. La mia idea è che i socialisti abbiano paura di apparire il partito fricchettone che non protegge i propri cittadini. Non sarebbe la prima idea stupida che salta in mente ai socialisti francesi…

      • Insomma, se non capita qualcosa di nuovo, si vedrà tra tre mesi. Intanto immagino già i gombloddistih a dire che la strage è stata organizzata dall’estrema destra per stringere il controllo sul paese…

      • O dai comunisti. O dagli ebrei. O dai rettiliani.
        Siamo chiari, non promette bene. Spero con tutto il cuore di sbagliare, ma ora come ora non promette un granché. E una delle cose che mi agitano è che questo casino sta spostando l’attenzione. Sembra che il terrorismo sia la grande minaccia alla democrazia occidentale, quando la grande minaccia è il clima e l’esaurimento delle risorse (con ciò che ne consegue: vasti flussi migratori, aumento dell’instabilità, ecc.).

      • E speriamo in bene, ma se non viene nemmeno permesso di esporre il proprio dissenso, la possibilità di far notare che i problemi vengono da più fronti resta bassa, quando invece il casino è molto più sfaccettato di come viene presentato…

      • Yup. Non è nemmeno un mese dagli attentati, voglio sperare che la cosa si riassesti. Ma davvero non promette bene…
        potrebbe andar peggio. Potrebbe succedere come negli USA. Sono così schizzati che pare che l’attentato da 130 persone alla capitale ce l’abbiano avuto loro!

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