C’è chi lavora per vivere, chi vive per lavorare, e chi stava solo passando di là per caso

E’ un periodo molto faticoso e faccio fatica a star dietro a tutto. Tra tesi e rotture di cosiddetti, mi sto perdendo un sacco di polemiche interessanti. E ciò è male.

Oggi pertanto ho deciso di recuperare! Ci tenevo a portare il mio indispensabile contributo a due dibattiti, anzi tre. Il primo, questo sabato, è tanto triviale da essere ridicolo. Ma hey, questa gente viene pagata per scrivere, quindi perché lasciar correre?

In attesa che l’Espresso ci offra di nuovo un articolo troppo bellissimo, Vice è lì per tenerci occupati!

[P.S., mentre leggete voglio che nel retrotesta pensiate a tutti quelli che hanno il sogno di diventare giornalisti e che sono a smistare insulti in un callcenter.]

Alcuni di voi avranno letto questo articolo: Un inutile ma obbligatorio dibattito su Game of Thrones

Paura? Ne avete ben donde.

Per qualche ragione, Game of Thrones è una serie che le persone mi hanno sempre descritto paragonandola ad altre serie HBO: “The Wire con i maghi,” “I Soprano con le spade,” e così via. Non l’ho ancora guardato e, ad essere onesto, non penso che lo farò mai.

Partenza tranquilla ma promettente per Clive Martin, che vuole aprire un dibattito su qualcosa di cui, per sua stessa ammissione, non sa un tubo. Che dire, giornalismo del ventunesimo secolo at its best! Presente quando Cinzia Leone faceva finta di saperne di fantasy? Beh, fanculo, possiamo anche risparmiarci la finzione e andare dritti alla polemica inutile!

Tutti conosciamo gli stereotipi sul tipico fan del fantasy: l’impiegato di Games Workshop che si irrita e di dispera quando i bambini non sanno giocare bene. Il genere di persona che ha trovato il proprio Giardino dell’Eden culturale nella sezione graphic-novel di Borders negli anni Novanta. La loro traiettoria culturale li ha portati da Redwall a Red Dwarf a Reddit, e ora discutono ad alta voce della morte di Bruce Lee in bar di provincia. Odiano la moda in tutte le sue forme, eppure cercano di distinguersi. Per aggirare questo paradosso, tutti i loro vestiti devono riferirsi a qualcos’altro. Che sia un talismano in stile Alan Moore o una di quelle magliette con scritto “Afraid of the dark, Lagerboy?”

Mi ritengo, se non un’appassionata, una frequente consumatrice e amante di fantasy e fantascienza, e tra tutti i miei conoscenti nemmeno uno corrisponde a questa descrizione. Ma gli stereotipi fanno sempre audience!

In realtà, non mi interessa se Game of Thrones sia davvero più simile a “Mad Men con i maghi” che non a Dungeons & Dragons. Il mio problema è strutturale; è la ragione per cui mi sono addormentato durante il primo film del Signore degli Anelli, me ne sono andato a metà del secondo e ho ignorato completamente il terzo (per non parlare di Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato, che non è piaciuto nemmeno a quelli che amano Il Signore degli Anelli).

Perché tutti i fantasy sono come Il Signore degli Anelli, e i film sono un’adattazione perfetta del libro! Cioè, il fantasy sono draghi ed elfi, elfi e draghi! Cioè! No? Cioè!

Ma non penso che sia questo il problema, perché non ho mai avuto scarse capacità di immaginazione; da bambino adoravo Ghostbusters – Acchiappafantasmi e sono stato una delle poche persone di mia conoscenza che all’epoca ha apprezzato davvero Le avventure del barone di Münchhausen. Non ho passato la mia adolescenza a chiedermi quante uccisioni ci fossero in un film prima di decidere se guardarlo o meno. Non ho mai ripensato al bacio saffico di American Pie 2, e le mie letture sono andate oltre il passaggio obbligato rappresentato dai libri di Kerouac, Salinger, Ballard, Philip K. Dick e via dicendo.

Sì, bello. Niente di quanto detto sopra denota particolare immaginazione o eccezionalità però, eh. Diciamo che hai fatto quello che milioni di ragazzini facevano. Peraltro, solo per aver guardato American Pie 2 dovresti cospargerti il capo di cenere.

Anche se poi sono cresciuto e ho scoperto l’alcol, le ragazze e il nu-metal, mi sono ritrovato in mezzo a un sacco di cose che di solito piacciono alle persone a cui piace il fantasy; che stessi cercando di decifrare il discorso dell’Architetto in Matrix: Revolution o qualsiasi cosa in Twin Peaks. Non ho alcun problema con nessuna attività paranormale, occulta o demoniaca—va bene tutto, basta che non compaia la parola “orco”.

Questa non l’ho capita. A parte la tristissima battuta su ragazzeVSfantasy, che è degna di un fratboy[1], complimentoni per la citazione da Matrix: Revolutions, uno dei film di fantascienza più brutti e cretini del secolo (consiglio la visione di questo commento). Peraltro, wow, orchi, in ASoIaF PULLULANO! Ma che sto a criticare, ‘sto tizio non sa n’asega della storia, per sua stessa ammissione.

Ma il fantasy di ascendenza inglese è una cosa che non sono mai stato in grado di sopportare. È una ascendenza che racchiude tutto dalla musica dei Pink Floyd e da quei libri in cui servono i dadi per leggerli. L’ho sempre vista come una cultura che di solito è oggetto di venerazione da parte di persone che non sono in grado di rapportarsi con il caos del mondo reale: i suoi genocidi, il suo dolore, le sue schifezze, le sue mode in continua evoluzione, i suoi fanatismi religiosi.


BWAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAahhhhahahhhhhhrgh*soffoca*

“Fantasy di ascendenza inglese” che cazzo vuol dire? Rowling, Pratchett, Tolkien, STESSA ROBA, guarda, identica!

Per carità, io non ho nulla contro la gente a cui non piace il fantasy. A me non piace la letteratura rosa. Sono sicura che da qualche parte ci sono dei libri tutti incentrati su storie d’amore che sono scritti benissimo, con personaggi ottimi e quant’altro. E magari mi piacerebbero. Ma non è un genere che di solito mi garba e lo evito, preferisco buttarmi su roba che so mi piacerà quasi di sicuro (o che mi farà fare delle matte risate, ciao Vanni Santoni!).

Ma prego contemplare la crassa ignoranza del genere (di cui non sai niente ma su cui stai scrivendo un articolo) e la condiscendenza per tutti quei poveri gonzi che si rifugiano in romanzetti di elfi e nani perché non sono in grado di fare i conti con la dura, crudele realtà *violini strazianti in sottofondo*.

Perché mai fantasy e fantascienza si sono occupati di temi reali e crudeli (Soylent green? Che cazzo è Soylent green? Brave new world? Eh? 1984? La prigione della libertà? Che? E non cito tutti i libri di Bacigalupi ambientati nel raccapricciante mondo del Post-Global Warming…). Inoltre è chiaro che se leggi fantasy non ti occupi mai di problemi reali. Per definizione! Che è un po’ come dire che tutte le donne che guardano Sex and the city sono rincretinite romanticone che leggono solo Vogue e Donna moderna, e che tutti quelli che guardano History channel sono dei ritardati mentali sol cappellino di stagnola e il tatuaggio WeLoveRagnar.

Qualcuno mi darà del luddista per questa mia incapacità di sopportare il fantasy.

No, ti diamo dell’ignorante, dello sputasentenze, del superficiale, non del luddista. Non vedo proprio che cazzo c’entri il luddismo con questo articolo, ma forse non sono abbastanza ubriaca. O Clive Martin non sa cosa vuol dire Luddismo. Insomma, è una delle due.

Credo che il mio vero problema sia che molte delle caratteristiche del fantasy sembrano derivare da una visione del mondo molto antiquata e conservatrice.

E’ normale che ti sembri così, dopotutto non sai una sega del genere per tua stessa ammissione. E siamo d’accordo, potrebbe davvero essere un problema strutturale.

Forse se Game of Thrones fosse ambientato in terre davvero immaginarie o futuristiche potrei guardarlo in uno stato di sospensione dell’incredulità. Non ho avuto alcun problema a credere a Blade Runner, ma GoT e gran parte delle opere di genere fantasy sembrano rappresentare soltanto una versione imbastardita dell’Inghilterra del 1930.


RAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHRGAHAHAHAHAHAHAHAhhhhhlapanciamioDio!

Che vuol dire? “Terre davvero immaginarie”? Guarda, non voglio sembrare snob, ma GoT non si ambienta nel mondo reale. Si tratta proprio di terre immaginarie. Sai, non so se hai notato, ma sul nostro pianeta le stagioni non durano anni, gli zombie non esistono e i draghi sono tutti celiaci e amanti degli Abba (in-joke per aficionados).

Quanto alla versione imbastardita del 1930, io ero rimasta che l’ispirazione era, tra le altre, la Guerra delle due Rose, un po’ prima del 1930.

Poi c’è il problema del sesso. Il Signore degli Anelli—anche se c’erano Viggo Mortensen, Orlando Bloom e Liv Tyler—è riuscito ad evitare brillantemente qualsiasi cosa fosse anche solo vagamente sessuale, fatto salvo per un po’ di scollature e qualche fugace bacio verso la fine. Per quel che ne so, in tutta la loro carriera i Pink Floyd hanno finto che il sesso non esistesse, e sono abbastanza certo che non ci siano pompini nel Mondo Disco. Invece in Game of Thrones ce ne sono tantissimi, stando a quanto dicono tutti ogni volta che se ne parla. Ottimo lavoro—individuare il problema e aggiungerci tette e cazzi

A parte il fatto che i riferimenti al sesso, nelle storie di Pratchett, ci sono e non sono nemmeno tanto rari (ma per saperlo avresti dovuto leggere i romanzi, che sbattimento!), ma decidi: sesso sì o sesso no? Peraltro Il Signore degli Anelli (romanzo) è scritto sul modello del poema cavalleresco. E non so se ti è mai capitato di leggere la Chanson de Roland o il Mabinogi, ma di scene di sesso descritte in dettaglio ce ne son pochine. Il signor Clive è uno di quelli che hanno sempre ragione:

-Che cagata ‘sti libri, sono così inverosimili, nessuno scopa mai!

-Beh, in questo romanzo scopano.

-Sì, vabbé, hanno individuato il problema e c’hanno messo tette e cazzi [Che suppongo voglia essere un commento denigratorio o una critica, ma non lo capisco. Qualcuno più intelligente di me può spiegarmi che minchia significa?]

A me sembra che questi libri, questi film, queste canzoni e queste serie tv su persone con strane orecchie che corrono per le montagne trafiggendosi l’un l’altra per mezzo di spade siano creati per persone che hanno problemi a capire gli altri esseri umani.

Disse colui che sta giudicando qualcosa che non conosce e che non gli interessa. Ovvio che ti sembri così, sei come Jon Snow.

Peraltro, ancora, pare che per costui “fantasy” si riduca a “high-fantasy con elfi”. Non solo è una visione caprina del genere, ma la cosa esilarante è che i libri di Martin non si accomunano nemmeno da lontano a quel genere! E’ un po’ come se io criticassi Don Quijote perché non c’è Magia.

E già che ci siamo, dove sono tutte le minoranze etniche nel Signore degli Anelli? È un’accusa comune mossa a un sacco di opere fantasy e probabilmente un appunto fatto da migliaia di cattivi comici. Ma questo non significa che dobbiamo ignorarla. Da una breve ricerca su Google, la giustificazione sembra essere che queste storie sono scritte come se facessero parte del folklore inglese. Ma, ragazzi, un momento. Non doveva essere fantasy? Quindi vanno bene gli orchi, i draghi, i nani ma niente neri? A me la cosa sembra un problema.

Sapevate che stava arrivando, ed eccola qui! Come nel bllximo articolo della Leone, non poteva mancare il bocchino pseudosociologico-psico-impegnato-FreeGaza-NoTav! La ciliegina sulla torta di cacca, pancia mia fatti capanna! (E non guardatemi male, so che ci sono altri coprofagi in sala!)

Potrà sembrare impensabile, ma i neri NON fanno parte del folklore inglese. E ad ogni modo il mondo di Tolkien è fortemente ispirato all’Europa Medievale. Hai presente, pochi traffici, pochi scambi, poca gente su tanto posto… Nel background geografico, tecnologico, culturale, economico e politico de Lord of the Rings, è normale che la gente si mischi poco. Sarebbe anzi molto poco verosimile avere gente esotica così a muzzo in villaggetti remoti. E ad ogni modo i neri nel Mondo di Tolkien ci sono eccome (Haradrim ed Easterlings). Sai, Tolkien ha i suoi difetti, piace o non piace, ma sul worldbuilding c’è veramente poco da dire. Lo sapresti se avessi letto il libro, ma dopotutto scrivere un articolo di roba che non conosci e che non ti interessa è il marchio dell’odierno giornalista.

Certo, mi dirai, i neri ci sono ma sono cattivi!

No, sono nemici. Non necessariamente cattivi. Anzi, l’unica scena in cui uno di loro è visto da vicino, sono trattati con notevole empatia:

[Un sudrone è appena caduto nella buca dove si acquatta Sam]

«…improvvisamente un Uomo cadde proprio dall’orlo della loro conca, quasi sulle loro teste, piombando fra gli esili arbusti. Giacque immobile nelle felci a pochi passi di distanza, bocconi, con frecce dalle verdi piume che gli trafiggevano il collo appena più in basso del collare d’oro. I suoi abiti rossi erano laceri, la cotta di piastrine d’ottone strappata e deforme, le nere trecce adorne d’oro fradice di sangue. La bruna mano stringeva ancora l’elsa di una spada rotta.
Era per Sam la prima immagine di una battaglia di Uomini contro Uomini, e non gli piacque. Era contento di non poter vedere il viso del morto. Avrebbe voluto sapere da dove veniva e come si chiamava quell’Uomo, se era davvero di animo malvagio, o se non erano state piuttosto menzogne e minacce a costringerlo ad una lunga marcia lontano da casa; se non avrebbe invece preferito restarsene lì in pace… »

Il Signore degli Anelli, ed. Rusconi, 1989, p. 799

Come ho detto, non ho mai guardato Game of Thrones. E chissà—magari è bellissimo. Magari un giorno sarò in grado di mettere da parte tutti i miei pregiudizi. Ma per ora non riesco ad andare oltre quei cazzo di orchi.

Orchi che non esistono nell’Universo di Martin, stai sereno. Caro Clive, non gliene frega un cazzo a nessuno se un giorno guarderai GoT. Quello che fraga, è che te hai la fortuna di scrivere su Vice. A meno che tu non stia lavorando aggratis per “far curriculum”, per favore, abbi rispetto per tutti quelli che si trovano a far gli sguatteri e almeno provaci a fare un lavoro decente. Perché la “lagna su una roba di cui non so niente né mi frega niente” non è un lavoro decente.

Ma non sono l’unica a pensarla così: un collega di Clive Martin, Harry Cheadle, ha risposto con un articolo gemello! Come se l’è cavata costui?

H o sentito che non ti piace una serie tv che non hai mai visto. Scrivere di quanto odi Game of Thrones pur rifiutandoti di guardarlo è stato un modo utile e costruttivo di passare il tuo tempo, ma dopo aver letto della tua “innata avversione per tutto ciò che può essere definito fantasy” ho pensato di dover dedicare qualche minuto a rispondere alle tue critiche a un genere e a una sottocultura di cui dichiari fieramente di non sapere nulla. Considera questo pezzo un amichevole “Taci!” da parte di un collega dall’altro lato dell’Atlantico

Promette bene!

Quello che mi infastidisce è che il tuo disprezzo per il fantasy sia basato su stereotipi datati e sul Signore degli Anelli, che è come se io mi immaginassi l’Inghilterra come un posto pieno di tizi che somigliano a Winston Churchill e bevono birra calda.

Amen. Harry se la cava molto meglio. Purtroppo non può durare.

Ok, qui hai ragione—gran parte delle opere fantasy sono scritte da bianchi appassionati di cose da bianchi come la storia militare europea e la mitologia celtica. Alcuni di loro sono anche abbastanza conservatori e il genere non è famoso per la sua apertura nei confronti dei personaggi femminili.

Scrittori bianchi. Scrittori bianchi! Del cielo numi!
Sul serio, un bel romanzo è un bel romanzo, fregancazzo il colore della mano che lo scrive. Se poi l’”Ecumene europea” ha offerto più spunti di altra roba per il fantasy anglosassone, perdonami un goliardico ma grazie al cazzo. Figurati che il fantasy giapponese si ispira un sacco spesso al folklore e agli elementi di cultura nipponica. Incredibile eh? Sì, esiste il fantasy anche in Giappone. Esiste in India. E non è né bizzarro né problematico che gli scrittori traggano ispirazione da elementi della loro cultura. Il punto è: i libri che scrivono sono belli oppure no? Sono ben scritti oppure no?

Peraltro sottintendere che ai non-bianchi non interessi la cultura celtica o altra “roba da bianchi” è ridicolo. Quanti manga esistono ispirati a storia/folklore/mitologia europea?

Per i personaggi femminili, ci sono chiari esempi di personaggi di primo piano. Senza citare le numerose donne di Martin, abbiamo le numerose donne di Pratchett (la piccola Tiffany, la sepolcrale Susan, o la cazzuta Adore Belle Dearheart, o la mia preferita in assoluto, Angua, e solo per citarne 4), abbiamo Paksenarrion (che debutta in un romanzo scritto di merda ma è pur sempre una donna soldato competente nel ruolo di protagonista), abbiamo Pima e Nita, Emiko e Kanya dall’universo di Bacigalupi, anche in Tolkien, dove le donne sono poche, abbiamo Galadriel ed Eowin, due personaggi importantissimi (nel libro) e trattati con rispetto. Sto citando a braccio, eh.

Ora, non voglio dire che i personaggi femminili ben costruiti abbondino nella letteratura fantastica. Come avrete notato, quasi tutti i personaggi citati vengono da BUONI libri. Più in generale le donne sono spesso dei cliché che camminano, e ancora di più da quando c’è stato il boom del Paranormal Romance (la Meyer ha avuto l’effetto di una bomba a neutroni su tanti cervelli femminili…). Ma non riguarda solo il fantasy: in generale le donne sono spesso rese in modo stereotipato. Come anche gli uomini. Perché in generale si scrive un sacco di merda.

Sul fatto poi che gli scrittori “bianchi” si scorpaccino di storia militare europea, ti prego Harry, prendimi per mano e lasciami vivere nel tuo mondo immaginario per un quarto d’ora!

Ci sono più cazzate tattiche in 10 pagine di un romanzo a caso che nell’intera Campagna di Russia. Trovare libri in cui lo scrittore parla di guerra E ha le basi minime per farlo è come cercare un filo di paglia in un mucchio di aghi.

Di nuovo, sì, il fantasy è un genere da bianchi, anche se qua e là si possono trovare sprazzi di diversità. Ma non è un problema specifico del fantasy—anche alcuni degli autori che dici di aver letto, Kerouac e Salinger, non hanno mai affrontato il tema della razza, e probabilmente loro hanno anche meno scuse.

Ma è un problema?

Intendiamoci, in un articolo di Vice fatto ammodo, uno sceneggiatore affermava che nelle serie italiane non ci sono personaggi omosessuali perché dall’alto viene chiaramente vietato di scriverne. QUESTO è un problema, perché si sta operando una censura bigotta. Non mi pare che ci sia lo stesso guaio nella storia fantastica. La maggior parte dei personaggi sono bianchi, ok. Quindi? E’ verosimile nella trama? E’ problematico?

Perché se giochiamo al “questo libro non è serio perché non è socialmente impegnato”, allora nessun libro è bello, perché nessun libro parla di TUTTE le minoranze.

Te ti lamenti che non ci sono neri? Ah, e io voglio vedere più personaggi gay! Anzi, voglio vedere personaggi che fanno la raccolta differenziata. Perché non c’è mai un personaggio con la scoliosi? Per una che avrà una gobba come Igor, mi sento molto offesa da questa mancanza! Che, ce l’avete con gli handicappati?

Se a molti lettori di fantasy piace evadere dalla realtà leggendo storie di terre misteriose e di persone comuni che diventano eroi è perché questi lettori sono stati bullizzati e emarginati dagli altri e, be’, come si può biasimarli?

Grazie Madre Teresa, ma anche no, eh ? Il fantasy ben fatto piace perché dà sense of wonder, è come fare un viaggio in una terra lontana. Fine. Lo psicodramma dei poveri ve lo potete anche tenere. C’è che è stato bullizzato, chi no, chi a volte sì e a volte no, evitiamo le bischerate eh. Che sennò è un po’ come dire che tutti quelli che leggono thriller hanno vite vuote e monotone, e tutti quelli che leggono storie di guerra sono fascistoni assetati di sangue che sognano di sterminare popoli interi.

In conclusione, il signor Harry conosce il genere certamente meglio del signor Clive, ma la sua risposta lascia comunque a desiderare. Mi aspettavo qualcosa di più, specie quando l’articolo da criticare offriva bersagli così facili. Ma pazienza.

Stretta è la foglia, larga è la via,

Facciamo che ci beviamo sopra anche se non fa rima ?

MUSICA ! (Chi altri giocava a Prince of Persia warrior within? Una delle tamarrate che mi resteranno sempre nel cuore!)


 

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO : sto finendo di scrivere la tesi e sono nello stallatico fino agli occhi (o anche « sono nei romanzi di Altieri fino agli occhi ». Gli articoli « seri » e « impegnati » riprenderanno non appena mi sono liberata di questa triviale incombenza che si chiama Laurea Specialistica. Chuss !

[1] Fratboy, creatura tristissima da tutti i punti di vista. Sì, sto generalizzando. Ma almeno io ne sono cosciente.

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54 thoughts on “C’è chi lavora per vivere, chi vive per lavorare, e chi stava solo passando di là per caso

  1. Babba bia… ehm, mamma mia, mi hai fatto fare un viaggio nel tempo di circa 20 anni, quando frequentavo il liceo e questa merda mi veniva tirata in testa ogni giorno (mi portavo dietro dei libri da leggere durante le ore buca, ed era di questa roba per gente bulleggiata e – aggiungo io – magari molestata sessualmente dai coboldi).

    Questo bel sito, Vice, me lo hai fatto conoscere tu con l’altro articolo, quello sul tizio che si fa venire le piaghe da sporcizia per capire come si vivesse nel medioevo delle sue illusioni. Ora dimmi: è una testata giornalistica? Davvero? Questa nicchia di lettori non è già coperta da testate più blasonate?

    A ogni modo, se ‘sto tizio vuole più gente diversamente bianca nelle serie inglesi (GoT non è yankee?) Merlin fa per lui: Ginevra è scuretta di pelle, più o meno tipo Obama, a memoria. Magari, in un futuro remake sarà una cinese nera coi capelli rossi, chi lo sa?
    Bello anche il collega: a quanto pare ho tutti i requisiti dello scrittore fantasy perfetto, dato che sono maschio e bianco XD mi frega che non sia un conservatore, ecco perché scrivo ancora in modo discutibile!
    Da domani, solo tablet di cera, via questi strumenti del diavolo!

    E infine, buon lavoro per la tua tesi: cerca di uscirne viva e in salute 😉

    • Su Vice, avevo letto diversi articoli e visto diversi documentari interessanti su Vice.com (in inglese). Fino a mica tanti mesi fa per me era una testata normale, anzi (vabé che la media del giornalismo è ormai così bassa che in terra caecorum…). Non so perché stiano sparando fuori ‘ste boiate. Mah.

      buon lavoro per la tua tesi: cerca di uscirne viva e in salute

      Ci sto provando, ci sto provando 😀

  2. per criticare qualcose, il minimo é leggere/guardare il che si vuol criticare, no ? Non lo insegnano questo nelle scuole di giornalismo ? No perche qualsiasi persona con un minimo di cervello ci penserebbe da solo.
    Il Vice non conoscevo… e adesso ho poco voglia di conoscere 🙂
    Buon coraggio per la tesi !

  3. “sono stato una delle poche persone di mia conoscenza che all’epoca ha apprezzato davvero Le avventure del barone di Münchhausen.”
    Io ho adorato il libro di Raspe. IL LIBRO!!! Per ché se tu hai apprezzato quella cagata di film che los tuprava vergognosamente, la dice lunga su quale sia il tuo VERO livello di apprezzamento…

    “le mie letture sono andate oltre il passaggio obbligato rappresentato dai libri di Kerouac, Salinger, Ballard, Philip K. Dick e via dicendo.”
    Il passaggio obbligato PER CHI? Io non ho mai letto Salinger, e di Ballard ho letto un solo libro e a quarant’anni (L’Impero del Sole). NON CI SONO passaggi obbligati nella lettura dei libri…salvo quelli imposti dalla scuola, che di solito finiscono con l’essere sempre le stesse menate che poi si detestano…

    “va bene tutto, basta che non compaia la parola “orco”.”
    Dicci la verità…sei rimasto traumatizzato da bambino con la favola di Pollicino, e da allora ogni volta che senti la parola “orco” ti aspetti un bestione cannibale pronto a divorarti…

    ” È una ascendenza che racchiude tutto dalla musica dei Pink Floyd e da quei libri in cui servono i dadi per leggerli”
    Scusate…dove sta il genealogista che ha concepito questa perla? Ma chi scrive sa quanti anni passano tra le opere di lord Dunsany (per fare un nome) e Tolkien, e tra Tolkien ed i Pink Floy e D&D? Che poi…CHE CAZZO C’ENTRANO I PINK FLOYD???

    “E già che ci siamo, dove sono tutte le minoranze etniche nel Signore degli Anelli?”
    Ma di COSA stai parlando? Del libro o del film? Ti hanno mai detto che NON SONO LA STESSA COSA?

    “Sto citando a braccio, eh.”
    Morgane la Regina Bianca, di C.J.Cherry
    Raederle di An, nell’opera di P. McKillip
    la principessa Ylia di Neado, di Ru Emerson
    Gill di Kerry, di Katherine Kerr
    Jiriel di Joiry, di C.L.Moore

    E mi sto ancora tenendo…io piglierei chi scrive questa roba e lo manderei a lavorare sul serio….

    • Io ho adorato il libro di Raspe. IL LIBRO!!! Per ché se tu hai apprezzato quella cagata di film che los tuprava vergognosamente, la dice lunga su quale sia il tuo VERO livello di apprezzamento…

      Hey, a me il film di von Bàky del ’43 piaceva un sacco, quando ero bimbetta 😀 Anche il libro, ottimi ricordi!
      Il film dell’88 non l’ho mai potuto patire. Me lo inflisse uno zio perché “ti garberà!”. Sì, come il mal di denti m’è garbato @_@

      • Il film del 43 mi era piaciuto un sacco quand’ero bimba anchio (l’abbiamo forse visto insieme). non sapevo ne fosse stato fatto un rimake

        Non so se il libro puo essere classificato come fantasy ma per citare un libro scritto da una gialla per gialli (e tutti quelli a cui il colore delle scrittore non frega un caz**) con un personaggio prinicpale feminille forte e interessante citerei “Seirei no Moribito” di Nahoko Uehashi. Ottimo romanzo con une background ben construito. Non so se è tradotto in italiano ma si trova in francese (Le gardien de l’esprit sacré)

    • Standing ovation per Denis. 🙂
      Quella cazzata sui pink floyd non si può sentire. senza contare che il tipo dimostra una tale crassa ignoranza sulla storia intera della letteratura fantastica che mi accartoccia le dita dei piedi e mi fa venir voglia di picchiarlo con un randello.

      Di personaggi femminili indimenticabili, ben fatti, umani, ce ne sono moltissimi in moltissimi BEI libri.
      Raederle di An è stupenda. Jirel è maestosa. Anche molti personaggi della Zimmer Bradley, eh. E Dark Agnes di Howard non era male. ok, aveva il pisellino, in un certo senso, però lì bisogna premiare lo sforzo di un uomo cresciuto in una casupola in un paesino petrolifero di frontiera, nel deserto, dove le donne potevano solo partorire e cucinare. La protagonista di Nata dal Vulcano, di Tanith Lee, e Terra Viridian di Voci dal nulla, sempre della Mckillip.
      Non linciatemi, io amo profondamente anche i personaggi femminili in La spada della Verità di Goodkind. Li ho sempre trovati rotondi al punto giusto.

      • Goodkind non è quello che mette la Gallina dell’Apocalisse e la Nonna delle Focaccine come cattivi? 😀
        Anyway, i personaggi femminili veramente ben fatti, come i personaggi maschili veramente ben fatti, si trovano di solito nei libri veramente ben fatti: non la maggioranza, purtroppo. Voler tacciare Martin di sessismo è di una mestizia infinita >_<

      • “Goodkind non è quello che mette la Gallina dell’Apocalisse e la Nonna delle Focaccine come cattivi? 😀 ”

        Oddino, mi sa che mi sono persa qualcosa… XD Contesto, please! 🙂
        Quando parlo di Goodkind, tuttavia, parlo del Goodkind di prima della serie tv (lo hanno costretto con la tortura degli aghi sotto le unghie ad assecondare quello script, ne sono sicura. ve lo assicuro io. DEVE essere così. PER FORZA, sennò tutta la mia adolescenza non ha più senso!) e prima della nuova saga (che non è mica stata scritta da lui… il vero Goodkind in realtà è stato accoppato, il suo cadavere nascosto nel cassetto dei calzini e un Finto Goodkind ha preso il suo posto, spacciandosi per lui, tranne che per il fatto di indossare i calzini). Certo, la storia ha diversi problemi, i personaggi sono tipizzati, però è stata una lettura importante per me, e di certo non è il peggio che ci sia in circolazione.

        “Anyway, i personaggi femminili veramente ben fatti, come i personaggi maschili veramente ben fatti, si trovano di solito nei libri veramente ben fatti: non la maggioranza, purtroppo.”

        sono d’accordo.

        “Voler tacciare Martin di sessismo è di una mestizia infinita >_<"

        scusa, forse mi sono espressa male. non intendevo dire nulla di simile su Martin, in effetti non l'ho manco nominato. 🙂
        in realtà, mea culpa, non sono mai riuscita ad andare oltre la metà del primo libro. Non mi piaceva l'impostazione narrativa. troppi personaggi, troppi pov, mi ci perdevo. la serie la seguo con piacere, anche se dopo la seconda ha perso in qualità, imho. è diventata una specie di "perdita di tempo a tempo determinato". non si vede mai abbastanza di nessuna sottotrama, e alla fine sembra di non aver visto niente. le uniche cose rimastemi impresse sono le battaglie. TREMENDE. IMBARAZZANTI. la presa della barriera è la roba più imbecille che mi sia capitata di vedere negli ultimi anni. mi si torce lo stomaco per il nervoso al solo pensiero. 😦

      • Sul blog del Sociopatico ( ilsociopatico.wordpress.com ) ci sono delle recensioni perfide e molto spassose su circa sei libri della Spada della verità. Se non ricordo male, la vecchia delle focaccine era una Sorella (luce? Oscurità? Altro?) che aveva perso i poteri e si manteneva come fornaia. Circa.
        Invece, la Evil Chicken of Doom era una gallina posseduta da qualcosa, così potente che la depositaria ha preso schiaffi da lei XD

      • Ah, forse ho capito. Evil chicken ha fatto cascare le braccia pure a me, in L’anima del fuoco. Forse era un tentativo di ironizzare su certi cliché horror, o forse aveva cercato di essere originale con una trovata impensabile. Boh. il confine fra originalità e banalità imbarazzante è labile e nebbioso…
        Ma la Sorella fornaia non me la ricordo proprio, sorry.
        Sarò sempre alquanto di parte su Goodkind, per essere stato il primo autore a farmi appassionare a una saga lunga ma, come ho detto, aveva dei difetti, sebbene non penso meriti di essere considerato spazzatura. Insomma, non merita di certo di essere accostato a cose come le opere della Troisi, o del Falconi, ecc.

      • Ognuno ha i suoi guilty pleasures 🙂 Io ad esempio non tollero critiche al primo film di Fantaghirò, anche se non lo vedo da 20 anni e mi rifiuto di rivederlo in futuro 😀

      • adoravo fantaghirò… primo e unico tentativo andato a segno (per l’epoca, per l’Italia…) di film fy. con tutti i suoi limiti, per quelle che erano le pretese, per quello che era il target, per i soldi che ci investirono, per essere una produzione italiana, aveva un sacco di sense of wonder. di quanti film milionari odierni si potrebbe dire lo stesso?

  4. Non ho passato la mia adolescenza a chiedermi quante uccisioni ci fossero in un film prima di decidere se guardarlo o meno. Non ho mai ripensato al bacio saffico di American Pie 2, e le mie letture sono andate oltre il passaggio obbligato rappresentato dai libri di Kerouac, Salinger, Ballard, Philip K. Dick e via dicendo.

    Questo è il mio passaggio preferito perché mi fa ripensare nostalgicamente al buon Andrea GL, l’uomo che preferiva Dickens ai videogiochi ^-^

    E comunque, ho capito che devi cazziare lo pseudo-giornalista, ma questo non giustifica il fatto che tu te la prenda con un film delizioso come American Pie 2 ù_ù
    Ogni volta che lo becco in tv non posso fare a meno di guardarlo ^.^

    E infine, devo spezzare una lancia in favore del tipo. Ha ragione, in tutta la loro carriera i Pink Floyd hanno sempre finto che il sesso non esistesse; per esempio non hanno mai scritto una canzone sul sesso occasionale con le groupie in tournée.

    • Magari i Pink Floyd non li ha mai sentiti, a che pro se h già un’opinione sull’argomento?

      Questo è il mio passaggio preferito perché mi fa ripensare nostalgicamente al buon Andrea GL, l’uomo che preferiva Dickens ai videogiochi ^-^

      Vero? Quanta nostalgia! ^_^

  5. rimango sempre basita quando leggo certe critiche a cazzo sul fantasy, sempre da chi non ha letto nemmeno una riga di nessun romanzo! ormai dovrei esserci abituata non è neanche la prima volta, ricordo con piacere le critiche a D&D lette anni fa, ovviamente fatte da chi non aveva nemmeno aperto un manuale, anzi che dico, non ne aveva visto neppure la copertina… è un gioco satanista, chi gioca si estranea dalla realtà e diventa un sociopatico e cose così. sono dieci anni che gioco e non sono ne satanista ne sociopatica… vabbè.
    incredibile quante cose a cazzo dicono questi due tizi, e pensare che il secondo era partito pure bene.
    tra le donne del fantasy vorrei citare tre eroine di robert e. howard:
    belit, piratessa compare di conan
    agnes de chastillon, donna soldato e mercenaria
    red sonja
    e potrei citarne altre, come la regina delle highland di gemmell, le donne dei romanzi di lois mcmaster bujold eccetera eccetera.
    PS: io ho giocato a tutti i prince of persia, e warrior whitin lo ricordo con piacere, così come tutta la trilogia originale 😉

    • è un gioco satanista, chi gioca si estranea dalla realtà e diventa un sociopatico e cose così. sono dieci anni che gioco e non sono ne satanista ne sociopatica… vabbè

      Stai mica parlando di questa gente qui? 😀 Comunque datti tempo, vedrai che la previsione si avvererà, come quella faccenda del rock che portava l’Anticristo e di Madonna che fa diventare ghèi ^_^

      io ho giocato a tutti i prince of persia, e warrior whitin lo ricordo con piacere, così come tutta la trilogia originale

      Poi hanno optato per un principe che fa le battutine divertenti, ed è stata la fine.

      • si quello! avevo letto l’articolo originale, commentato su un altro blog sui giochi di ruolo, tempo fa! mi era sfuggito il tuo perchè leggo il tuo blog da poco, mea culpa!

        per quanto riguarda Prince of persia ti dirò che il primo capitolo per ps3, quello con il nuovo principe e le nuove meccaniche di gioco non mi era dispiaciuto, l’altro (le sabbie dimenticate), quello fatto per cavalcare l’onda del film, è pessimo.
        la trilogia originale mi rimarrà sempre nel cuore, soprattutto il primo. ho amato quei giochi.

      • Io ho giocato solo Warrior within :/ La sola idea di dover sentire battutine durante il gioco mi ha tenuta lontana da quell’altro gioco XD
        Comunque il film lo DEVO vedere, mi sa di boiata apocalittica e succulenta ^_^

      • “Io ho giocato solo Warrior within :/ La sola idea di dover sentire battutine durante il gioco mi ha tenuta lontana da quell’altro gioco XD
        Comunque il film lo DEVO vedere, mi sa di boiata apocalittica e succulenta ^_^”

        il film è una boiata pazzesca mah… mah… è godibile! insomma è trash quel tanto che basta per essere uno di quei film che si lascia guardare spegnendo il cervello.

  6. Il “sai’nasegateGiònSnou” spakka di brutto.
    Comunque è risaputo che l’articolista medio su Vice abbia un’età mentale non superiore ai diciassette anni abbinata ad un quoziente intellettivo a due cifre.
    Che poi Game of Thrones sia una serie trash è un altro discorso (per quanto mi riguarda gli schiafferei un 5,5 su 10 solo perché nonostante le tonnellate di trashume ogni volta che vedo un episodio mi viene voglia di vedere come si evolvono gli eventi nella puntata successiva), ma scrivere “Io nn lo guardo prk e fentesi e il fentesi è da sfigati – razzisti ariani 100% – ascoltatori dei pinflòi (lol, l’unico loro pezzo che parla di hobbit è “The Gnome” e per quanto riguarda i riferimenti sessuali basta guardarsi il film di The Wall) sarebbe una cosa giustificabile solo per un dodicenne che fa il temino in classe.
    Si fosse informato un minimo avrebbe pure scoperto che Tolkien condivideva le sue “propensioni luddiste”.

    • Io di Game of Thrones ho visto solo la prima serie (per ora). Mixed feelings. Ci sono delle cose un po’ “meh”, e un paio di attori che hai giusto voglia di uccidere a sprangate (ciao Jon Snow!), ma altre cose mi sono molto piaciute. La sceneggiatura è fedele e certi attori fanno un ottimo lavoro (ciao Peter Dinklage!). Per il resto, la storia mi piaceva nei libri e mi piace nella serie, ma devo ammettere che ho letto solo i primi due inglesi (primi 4 italiani) quindi magari peggiora. Mah. Alla prima serie, così a memoria, io darei un solido 7/10 (sarebbe stato 8/10 se i Dotrhaki fossero stati davvero mongoli invece che messicani).

      • Aspetta di vedere le altre scene di combattimento. Oppure le falle nella trama. Le prime in particolare hanno potenti effetti collaterali, come l’indurre risa isteriche incontrollabili, reflusso gastroesofageo, depressione e istinti suicidari in chiunque conosca la differenza tra arco e balestra.

      • Oibò, finora di falle nella storia non ne ho trovate o_O
        Per i combattimenti… eh, mi ricordo la prima scena con Jon Snow che mena un fantoccio di paglia. Macomecazzo ti muovi X°D
        Ciò nonostente, nella prima serie i pregi superano i difetti, ma mi riservo un giudizio complessivo 😀

      • Infatti la prima stagione un 6 pieno se lo merita tutto. Ma anche questa serie è piena di idioti che non avrebbero raggiunto l’età adulta in un mondo preindustriale e la parte bellico-oplologica ‘un si pòle vede’. A parte che è tutto grasso che cola se sono state fatte in modo verosimile due armature su dieci, poi potrai ammirare trashate militari tipo (pseudospoiler alert):
        – una lancia che trapassa una corazza di piastre
        – guardie in armatura completa ed elmo che cadono a terra svenute dopo essere state colpite in testa da una spada di legno
        – cotte di maglia tranciate da colpi di spada lunga
        – guerrieri che hanno fatto fuori decine se non centinaia di uomini che si muovono come mongoloidi che imbracciano l’arma per la prima volta
        – i dothraki che non conoscono l’uso della lancia a cavallo
        – GiònSnou e le spade fatte di alluminio (o carta stagnola)
        …e tante altre innumerevoli boiate.

      • guardie in armatura completa ed elmo che cadono a terra svenute dopo essere state colpite in testa da una spada di legno

        What X°°D Le armature che non proteggono una sega sono un cliché duro a morire, eh… Mi ricordo nel film del Signore degli Anelli una scena molto carina in cui una comparsa dava a Eomer un pugno nella pancia (corazzata). Una volta un tizio mi diede un calcio alla pancia quando avevo addosso la mia lamellare. Non so se la sua tibia è mai tornata normale.

        i dothraki che non conoscono l’uso della lancia a cavallo

        Bé, oddio, dipende. La CARICA lancia in resta non è una tattica universale, gente come i japs non la praticava (come non praticavano un sacco di cose un sacco efficaci, non si capisce perché).
        Per le armature, non mi pare di aver visto roba troppo strana, ai tempi. Chi è che ha le armature creative?

      • Ma i giappi avevano l’arco. Se non vado errando, la nobiltà guerriera scendeva in battaglia prevalentemente col ruolo di arcieri a cavallo corazzati, almeno finché non arrivarono i Mongoli. Anche Macedoni, Tessali, Seleucidi e Parti, che non conoscevano l’uso della resta, caricavano comunque con la kontos o la xyston tenuta sopra braccio o sottobraccio, senza incassarla sotto l’ascella. E si parla di lance che potevano superare i quattro metri di lunghezza, quelle di epoca tardo-sasanide più lunghe arrivavano a cinque metri e mezzo e non è chiaro se i Sasanidi avessero adottato le staffe nell’ultimo secolo del loro impero (ma le fonti suggeriscono che è più un no che un sì).
        Da quello che lascia intendere la serie tv, i dothraki combattono tutti come cavalleggeri armati di una specie di brutta copia fèntesi del khopesh egiziano. Quindi gli unici avversari che potrebbero affrontare senza prenderle come dei ciuchi sarebbero degli schermagliatori appiedati oppure una massa di coscritti che non impieghi nessuna arma ad asta.
        Se incontrassero dei cavalieri feudali, i dothraki finirebbero spazzati via come niente.

        Per le armature creative, beh…cotte di maglia non rivettate, armature complete che lasciano scoperte parti che dovrebbero essere coperte, gli inutili corpetti di cuoio degli Immacolati, le “armature da addestramento” dei guardiani della notte più tutta l’altra robaccia che ha un aspetto palesemente finto. Ce n’è a pacchi 😀 è più facile dire cos’è che è verosimile. Per non parlare delle asce bipenni [sic.] AD UNA MANO [doppio sic.]

      • Per i jappi, ni. Dipende dall’epoca, ho visto dei rotoli con dei cavalieri combattere con dei naginata, e comunque facevano sovente uso di spada (mi pare sia nello Heike monogatari l’aneddoto di un tizio che prima finisce le frecce, poi finisce la spada sulla capoccia di qualcuno, poi si lancia alla disperata ricerca di un qualche alleato che gli presti qualche altro oggetto contundente per continuare il lavoro 😀 ). Ma la carica lancia in resta non veniva praticata, che io sappia.
        Per i Dothraki, nel primo romanzo mi pare ne parlino anche del fatto che contro una cavalleria seria si spiaccicherebbero subito non fosse che sono TANTI 😀

        Le cotte di maglia non rivettate mi sconvolgono poco, dipende da chi ce le ha addosso e dall’occasione. Le armature “da addestramento” invece me l’ero scordate! Vero, non si possono vedere XD Non mi ricordo però asce bipenni o_O

      • Caricare la fanteria nemica con una naginata ha comunque senso, magari dopo aver indebolito lo schieramento nemico a suon di frecce. Ora, non sono informatissimo sulla storia militare giapponese, ma se non erro “ammorbidire” il nemico con le frecce scagliate dallo yumi era praticamente d’obbligo sia pre- che post-invasioni Mongole, e sia contro la cavalleria che contro i poveri fantaccini. La lancia in resta pare che sia una “invenzione sasanide” adottata poi dai bizantini, scomparsa dal Medio Oriente in seguito alla decadenza dell’organizzazione e della tecnologia militare (e non solo militare) conseguente alla conquista islamica della Persia, tecnica ricomparsa in Europa Occidentale intorno all’anno 1000 e riscoperta in Persia nel 1500 o forse prima (il manoscritto Tārix-e Jahāngošāy-e Nāderi mostra cavalieri persiani che impugnano la lancia con due mani come i catafratti sasanidi di mille anni prima, ma per il resto dei paesi islamici nella Furusiyya la lancia è di regola usata sopra braccio). Comunque anche senza la resta o anche senza incassare la lancia sotto l’ascella è possibile usarla in una carica da cavalleria, sopra braccio (molti dei cavalieri normanni che compaiono nell’arazzo di Bayeux) oppure sotto braccio (Alessandro Magno nel mosaico della battaglia di Isso). Per i cavalieri di ambientazioni pre-rinascimentali le uniche armi valide alternative alla lancia sono l’arco, il giavellotto o alcuni modelli di balestra, e i dothraki il più delle volte compaiono privi di armi da tiro o anche di armi secondarie come il lasso. No, hanno solo i loro simil-khopesh, il che li rende inadatti a fronteggiare la stragrande maggioranza dei loro possibili avversari. Penso sia veramente stupido per un cavalleggero caricare di spada/mazza/ascia una formazione di fanti nemici armati con armi ad asta anche solo relativamente corte.

        Ah beh 😀 uno dei Capi del Clan della Montagna chiede un’ascia “bipenne e affilata” ai fabbri dei Lannister in vista di una battaglia e allo stesso Tyrion Lannister viene regalata un’ascia bipenne ad una mano quando viene nominato comandante nella difesa di Approdo del Re, nella battaglia delle Acque Nere. Tralasciando la ben nota inutilità bellica della seconda penna, le uniche bipenni “valide” sono attrezzi da boscaiolo moderno e hanno due teste di dimensioni ridotte. Cioè, quel regalo avrebbe avuto senso se lo avessero promosso Mastro Carpentiere e messo a capo di una segheria.
        E visto che siamo in argomento, il pressapochismo con cui sono stati resi i Clan della Montagna è qualcosa di disgustoso. Sembrano dei nani cattivi usciti da quell’obrobrio di film che è D&D 😀 Gli elmi con le corna gigantesche (lol), i capitribù che hanno armi e vestiti più logori dei loro uomini, le asce bipenni e soprattutto le ghigne da cattivoni “costruiti”, perché sono brutti, sporchi e cattivi in modo assolutamente non “naturale”. Sono “patinati” come gran parte dei personaggi che appaiono nella serie.

      • Nel libro mi sembrava scontato che i Dothraki usassero archi in guerra, non mi ricordo nella serie (vista ormai un annetto fa). Quando avrò del tempo libero (GAHAHAHAHAHAHAHAHAH!) me la riguardo 😀
        I clan di montagna sono abbastanza tristi. Più che le asce bipenni però, in quel passaggio io rimasi sconvolta quando Tyrion, il capo coperto da un proto-pickelhaube, sventra un cavallo con una capocciata 😀

      • Ammetto che non ho letto i libri di Martin, ma non me ne hanno parlato benissimo. Specialmente per i combattimenti e per come gestisce il POV. Magari è un’opera più che meritevole di essere letta e sarà sicuramente migliore dell’adattamento televisivo.

        Tyrion che sventra un cavallo con l’elmo non me lo ricordo :O o forse l’ho semplicemente rimosso per lo shock 😀 ma mi è tornata in mente un’altra trashata retard marchiata dothraki nel telefilm. Ci sono Jorah e un dothraki a caso che discorrono di guerra; Jorah ha addosso la sua armatura completa vagamente stile “Le Porte dell’Abisso” (ma senza l’elmo “prk li elmi koprono il viso e nn servono a nnt!1!1!11!!!”) e una spada ad una mano e mezza (?), il dothraki è ignudo e si porta dietro il simil-khopesh.
        Jorah: “le vostre spade sono armi perfette per combattere a cavallo (?), ma il ferro non taglia il ferro [almeno una giusta la dice]. Per questo noi usiamo lo spadone a due mani, per perforare le corazze (lol)”
        Dothraki: “mio padre mi ha sempre detto che uomo senza armatura vince contro uomo in armatura (non so chi sia tuo padre, ma di sicuro è un povero ritardato)” 😀

      • La scena della capocciata è nel libro, non nel film.

        mio padre mi ha sempre detto che uomo senza armatura vince contro uomo in armatura

        LOL

        I libri sono… ok. Hanno cose molto buone, cose meh e bischerate estemporanee. I personaggi sono fatti molto bene per la maggior parte. Tutta la parte sull’intrigo politico è gestita bene, e il worldbuilding è migliore di molti altri esempi del genere.
        Ci sono delle bischerate tattiche. La capocciata, un altro episodio in cui, per impedire a un castello di mandare dei messaggi con gli uccelli l’assediante piazza degli arcieri (l’arciere-cecchino? Io avrei optato per un falconiere…) e altri momenti così. Non sono frequenti, ma quando capitano si vedono. Infine, come prosa Martin è mediocre. Non è malvagio, ma si poteva far di meglio.
        Nell’insieme, secondo me i lati positivi superano quelli negativi. I personaggi sono per la stragrande maggioranza variati e ben costruiti. E l’ambientazione è più curata della media.
        Voto rispetto ad altri fantasy dello stesso genere: 8/10 Voto in assoluto 7/10 per i primi due libri. Per gli altri non mi pronuncio, perché pare che il buon panzone stia trascinando un po’ la faccenda, incasinando aggratis la trama.
        Ad ogni modo, se mai deciderai di leggere la storia, EVITA LA TRADUZIONE ITALIANA. L’ha fatta Altieri. Il tizio che scrive “un simbolo simile a un simulacro” e “cupole simili a rostri”.

      • Prima o poi li leggerò. Presi in prestito, non voglio dare i miei soldi a quel cicciobastardo (ok, forse mi confondo con Gabe Newell, ma fa lo stesso, la mia religione mi vieta di spendere inutilmente i miei shekels :D)

        Non ci credo.
        Cioè, hanno preso come traduttore uno che non sa manco scrivere correttamente in italiano?

      • Yup. (In)famosa la sua traduzione di “deer” con “unicorno”, con altre trovate pimpanti come “rostri della spada”, “volteggiò giù di sella” o cambi di colore di capelli per i personaggi perché, damn, capelli rossi? No no, proprio non si possono vedere! (Quello, o Altieri sinceramente pensa che “corvino” sia una punta di rosso. Ormai niente mi sorprende).
        Credo che i libri in inglese si trovino facilmente da scaricare si possano acquisire in modi legali ^_^

      • Non. Ci. Credo.
        Ho un’ipotesi audace&alternativa sul perché della sua traduzione di “deer” con “unicorno” (perché pure google traduttore riuscirebbe a fare di meglio):

        Well, allora provvederò a scaric…aquistare i suoi libri quanto prima!

      • X°°°D
        No, purtroppo abbiamo una spiegazione. Lui steso ha spiegato che ha tradotto così perché “faceva più fantasy” (in un romanzo low-fantasy). Peraltro, questo colpo di genio crea un buco di trama che nell’originale non c’é: i personaggi non sono particolarmante sorpresi dal fatto che il corno sia di “unicorno”, il che lascia presupporre che gli unicorni siano bestie comuni o relativamente comuni. Gli unicorni non saranno mia più nominati nel libro, né nel successivo, lascinado intendere che, se esistono, sono bestie estremamente rare. Questo è un problema di coerenza inventato, forgiato e inserito da quel gran creativo di Altieri.
        Dopotutto dal tizio che ha scritto quella ccagatona cosmica di Magdeburg non possiamo aspettarci niente di meno ù_ù

      • “Lui steso ha spiegato che ha tradotto così perché “faceva più fantasy” (in un romanzo low-fantasy).”

        Cristo santissimo. I moccoli.
        Io non ce l’ho mica con Alteri. Ce l’ho con chi gli ha dato il posto di traduttore di romanzi. Che è più o meno come lasciare il posto di operaio della centrale nucleare a Homer Simpson. Magari il datore di lavoro è lo stesso.

        Purtroppo quella porcata di Magdeburg è finita pure sui miei scaffali, al tempo. Mio padre, buon appassionato di storia ma senza particolare occhio per il trashume, lo comprò. E se ne pentì amaramente.

      • Per spiegare tutto quello che fa schifo in Magdeburg c’ho messo 3 articoli, e ho lasciato fuori un sacco di roba, che sennç il commento era più lungo del libro. E’ immorale che abbia tanto successo @_@
        Peraltro, è l’unico libro che ho mai buttato al macero.

      • Li ho letti. E ho provato la stessa sensazione nostalgica di quando lessi l’articolo di Gamberetta su quel troiaio immondo de “Le Cronache del Mondo Emerso”, che ho avuto la sventura di avere in regalo per il mio quattordicesimo compleanno. E se un quattordicenne non troppo sveglio si accorge delle incongruenze fisiche (tipo sulle montagne talmente alte che il drago impiega sei giorni a salirle senza che i cavalieri muoiano assiderati o per asfissia), non mi riesce proprio di immaginare come lei sia riuscita a prendere il dottorato in astrofisica.

  7. che stessi cercando di decifrare il discorso dell’Architetto in Matrix: Revolution

    Ma il discorso dell’Architetto non stava Matrix: Reloaded?

  8. Pingback: Secondo anniversario: due anni di acredine e schioppettate – Fortezza Nascosta

  9. E’ vergognoso e deprimente che il giornalismo si sia ridotto a questo. Se penso che i veri intellettuali sono ormai dietro la porta, chiusa e sprangata…

    Il pubblico si divide alquanto su Altieri. Spesso, fra i suggerimenti di lettura, mi hanno infilato nel taschino anche Magdeburg. Insomma, leggerlo o non leggerlo? Che cosa devo davvero sapere per decidere?

    Ma la canzone, sbaglio o era anche la colonna sonora de Il re scorpione?

    • Oh, ho recensito Magdeburg ^_^ Quel libro mi ha fatto salire lo stalinismo che manca poco m’arrestavano sulla fiducia per futuri crimini di guerra ^_^
      Può sempre piacere eh. Non foss’altro per il trash inverecondo. Ma io eviterei di comprarlo (casomai prendilo in prestito).

      Per il Re scorpione non saprei, mi pare di averne visto dei pezzi e basta anni e anni fa, mi è uscito del tutto di testa 😀

      • non sono, credo, un’amante del trash. dipende che cosa si intende… mi cercherò la tua rece.

        Io sono di poche pretese coi film. mi basta che abbiano una trama convincente, personaggi interessanti (o, in mancanza, che siano almeno perculabili), e una sceneggiatura adeguata alle ambizioni della regia. XD è uno di quei film che rivedo con piacere quando voglio staccare il cervello.

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