The Colour of Magic

Come saprete, il 12 di questo mese è venuto a mancare Terry Pratchett. Vi direte che la sto menando. Pace. Se mai uno scrittore ha meritato onori postumi, quello è Pratchett.

Non è ancora detta l’ultima parola però! Alcuni fan hanno lanciato una petizione su Change-org indirizzata al Sg. Morte in persona, perché ci renda il nostro autore preferito. La petizione è online da poco più di 24 ore, si aggira già sulle 20.000 firme.

Inutile, dite voi?

Le probabilità che funzioni sono una su un milione, quindi non si può sbagliare. E chi non coglie la citazione è incoraggiato a leggere la bellissima trilogia della Guardia, nella fattispecie Guards! Guards!.

Suvvia, Sg. Morte, sia ragionevole!

Oggi però non voglio parlare delle guardie.

Oggi voglio parlare del primo grande capitolo.

Era un natale di tanti anni fa quando mi regalarono Il colore della magia. Avevo già avuto Pratchett tra le mani con la traduzione francese di The Carpet People, ovvero Le peuple du tapis, e non lo avevo finito. Avevo una dozzina d’anni e leggere il francese mi stancava.

Il colore della magia mi spalancò un mondo. Era un mazzo rilegato di puro sense of wonder. Trasudava inventiva, fantasia e umorismo. Ho sempre avuto un debole per lo humour inglese, e Pratchett sta alla narrativa come i Monty Python stanno alla televisione.

Dopo una venticinquina di libri, mi dico che Te Colour of Magic non è il migliore dei romanzi del Disco. Ma è il primo, ed è un ottimo libro.

Libro che è stato adattato a film nel 2008!

Il lungometraggio The Colour of Magic è un film per televisione, diretto da Vadim Jean, che nel 2006 aveva diretto un altro adattamento da un romanzo di Pratchett, Hogfather.

La storia si apre con una dotta discussione tra astrozoologi. Hanno assodato ormai che il mondo è un disco piatto posato su quattro elefanti a loro volta posati su una titanica testuggine siderale, la grande Atuin. Il problema ora è stabilire il sesso di Atuin. Notate che tra gli astrozoologi presi in questa discussione compare anche Pratchett in persona!

Ci spostiamo ad Ankh-Morpork, la più grande e antica città del Mondo Disco, in cui il mago Rincewind (Scuotivento in italiano) viene cacciato a pedate dall’Università Invisibile, l’accademia di magia. Dopo 40 lunghi anni il nostro non è riuscito nemmeno a completare il primo ciclo di studi. Parli di un fuoricorso!

Scacciato dall’unico posto che conosce, Rincewind contempla perfino il suicidio, non fosse che qualcuno di nuovo arriva in città.

E’ un ometto occhialuto con un camicia a fiori che se ne va in giro con un baule. Tale baule ha due caratteristiche straordinarie: è pieno di monete d’oro da scoppiare ed è costruito col legno di Pero Sapiente. Eh già, il baule non solo trotterella dietro al suo padrone con un numero imprecisato di piedini, ma è senziente, e non ha un bel carattere.

Lo straniero, Twoflower, viene dal Continente Contrappeso, una terra lontanissima che mantiene in equilibrio il Disco. Una terra dove l’oro è un metallo molto corrente. Twoflower non lo a, ma ognuna delle sue monete, poca roba per lui, valgono l’iradiddio ad Ankh-Morpork.

E quello è il primo problema.

Twoflower è un piccolo impiegato che ha deciso di investire i risparmi di una vita quieta e laboriosa in un viaggio memorabile di scoperta e avventura. Il suo ottimismo, il suo buon cuore e la sua curiosità senza limiti sono eguagliati solo da un candore che rasenta la dabbenaggine.

Rincewind si offre di far da guida allo sprovveduto straniero, ma ha chiaramente sottovalutato l’impatto devastante che può avere il Primo Turista nella storia di Ankh-Morpork!.

I pasticci cominciano subito e subito si gonfiano in guai, disastri, catastrofi, fino a tirare in ballo la struttura stessa del Mondo Disco!

“Non voglio questa tabaccheria, è graffiata.” (cit. da un’altra banda di comici albionesi, chi indovina?)

Non voglio dirvene di più. Il film è fedele al romanzo, e anche se vaste sezioni sono tagliate, l’adattamento è fatto con cura e dedizione. Durante la proiezione, si sente un sincero amore per il soggetto e una cura nel fare del proprio meglio.

La regia è buona, le musiche calzano a pennello, e la recitazione è ottima.

Rincewind è interpretato da David Jason, che riesce a rendere alla perfezione il carattere tragicomico del mago.

La tragi-commedia è un sine qua non umorismo inglese 8non solo, ma è di quello inglese che stiamo parlando). Come spiega Stephen Fry, in Animal house Belushi sfascia la chitarra di un tizio. L’eroe comico americano è Belushi, l’eroe comico inglese è il tizio a cui sfasciano la chitarra. E’ un cantante mediocre che canta cazzate e che viene calpestato senza ritegno. Il fiore della commedia inglese è costruita sulla miseria umana: la sfortuna, l’avidità, la vigliaccheria, la tristezza…

La scena in cui Rincewind deve riconsegnare il cappello è magistrale. E’ buffa, ed è ridicola. Stiamo sempre parlando di uomini panzuti vestiti di rosso con cappelli a punta decorati da paillettes. E uno di loro è Tim Curry! Ma David Jason riesce a trasmettere un vero senso di abbandono e rabbia. Senza perdere il quadro ridicolo, la tragedia di un uomo che sta perdendo in un attimo la sua casa, il suo posto nella società e il suo ruolo nella vita sono pur sempre lì. E fanno ridere.

Twoflower è interpretato da Sean Astin. Oh sì, Twoflower è Samvise Gamgee! Per certi versi i due personaggi si somigliano: entrambi sono uomini non troppo svegli, ma non stupidi, con una visione innocente del mondo e un carattere gentile, sono entrambi pieni di buona volontà. Rispetto a Sam, Twoflower è una bomba di energia. Adora il suo viaggio, adora scoprire posti nuovi ed è aperto a qualsiasi meraviglia (sia essa un paesaggio, una rissa o la fine del mondo!).

Mentre Rincewind e il turista precipitano da una disavventura all’altra, un giovane mago promettente sta facendo una rapida carriera nell’Università. Ho adorato questa parte perché è un’ottima parodia del mondo universitario reale. Ricordo una conversazione avuta col mio Direttore di Ricerca, che mi spiegava che se volevo diventare professoressa dovevo aspettare che uno degli anziani andasse in pensione.

-O che gli succeda qualcosa.- ha aggiunto, guardandomi negli occhi. Ovviamente, era proprio quello che io stavo pensando.

Oltre che essere una satira deliziosa, questa parte ha un altro merito: il rampante antagonista è interpretato da Tim Curry, ed è uno spasso!

Anche Jeremy Irons, compare, nel ruolo di Patrizio. Calca un po’ troppo l’accento a parer mio, ma se c’è mai stato un uomo che aveva il fisico e lo stile del Patrizio, quello è Jeremy Irons. E’ incredibile come lo stesso attore possa essere Vetinari in un bel film e Profion lo Stregone YATHAHTAHTAHTAH in una cagata abissale come Dungeons & Dragons.

Infine, una menzione a Morte, che ha poca parte (come nel romanzo) ma che è doppiato da Christopher Lee. Yup, Saruman è Morte.

YOU DON’T REALLY BELIEVE IN DRAGONS…

Con questa cinquina, il film si aggiudica, a mio modesto parere, una standing ovation per il miglior cast di sempre. Non era umanamente possibile scegliere attori più adatti alla parte!

L’unico neo è Karen David, nel ruolo della Signora dei Draghi Liessa. Non è all’altezza degli altri attori, e si vede. Mentre tutti riescono a rendere alla perfezione i loro personaggi, lei scade nel cliché Figona in Cuoio. Per certi versi è voluto, ma resta banale.

Per quanto riguarda l’adattamento più in generale, ha qualche magagna. Certe cose sono inconsistenti (tipo, perché l’Incantesimo si attiva mentre Rincewind precipita sulle pietre, e non quando, poco dopo, precipita sull’oceano?), altre sono spiegate nel libro ma lasciate nel dubbio nel film.

La Computer Grafica è a tratti ok, a tratti troppo a buon mercato. Per contro, costumi e ambientazioni sono ottimi.

Riassumiamo:

 

La storia

 

Il cast: Irons fa Vetinari, Curry fa il cattivo, Sam Gamgee è un turista nel Mondo Disco e Morte è recitato da Saruman!

 

La musica

 

Certi tagli lasciano un po’ di confusione

 

La computer grafica è un po’ triste in certi passaggi

 

La sceneggiatura

 

Le scenografie

 

E’ un film sul Mondo Disco!

 

La seconda parte della storia, The light fantasti, è altrettanto divertente della prima. La grande Atuin (che ora sappiamo essere femmina!) sta filando dritta verso una stella. L’unico modo per salvare il mondo è recitare le 8 incantazioni del più potente libro dell’Università Invisibile, l’Octavo, il giorno del solstizio.

L’Octavo in catene. No, la trovata dei libri magici con la museruola non l’ha inventata la Rowling

E’ quindi una corsa contro il tempo tra Rincewind e quel pescecane di Trymon, corroborata da comprimari indimenticabili come l’eccellente Cohen il Barbaro, che da “become a legend in his own lifetime” con gli anni è diventato “a lifetime in my own legend“.

In più, in questa puntata possiamo finalmente vedere la magione della Morte, e non c’è mai abbastanza Morte in una storia di Pratchett!

Cohen il Barbaro e Bethan

 

Tutto quello che c’era di buono nella puntata precedente

 

Qualche inconsistenza (perché Trymon non stecchisce subito Twoflower?)

 

AshkEnte!

 

Come nel primo, certe cose si perdono nell’adattamento, il che può rendere alcuni passaggi poco chiari.

 

La schiusa delle uova cosmiche

 

Il finale

 

Oooook!

 

Insomma, straconsigliati entrambi! Non saranno un capolavoro assoluto e Pratchett ha scritto libri migliori (quando farete un colossal su Carota? Eddai!), ma sono molto divertenti, recitati bene e fantasiosi. I libri sono altrettanto consigliati.

La spada somiglia a quella di Nihal. Peccato che questo sia un romanzo comico.

Buona visione!

MUSICA!

P.S. Andate a firmare la petizione o vengo a scapocciarvi la faccia di persona. O, per citare l’avvo-rospo dei Nac Mac Feegle, Vis-ne faciem capite repleta? (Vuoi una faccia piena di testa?)

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13 thoughts on “The Colour of Magic

  1. Di Prachett ho letto poco. Ho letto Pyramids, Good Omens e devo avere un paio di romanzi su Death in attesa nel mio ereader. Mi sono piaciuti molto, ma faccio sempre molta fatica ad appassionarmi a testi con forti componenti assurde. Per dire, anche la guida galattica, pur piacendomi assai, non mi appassiona, non riesce a far scattare i vari interruttori dell’empatia per i personaggi. Come per Pratchett, non riesco a non vedere la mano dell’autore, e il fine satirico della storia e dei personaggi. Mi sa che e’ un limite mio, perche’ – per dire – in Pyramids l’intreccio e i personaggi sono veramente buoni. E il sense of wonder e’ diffuso ovunque. Death pare uno dei personaggi piu’ amati dai fan, provo Mort e vedo se cambio idea.
    (a margine. e’ sempre triste quando si perde un riferimento importante. Non tanto per le storie mancate, quanto per il senso di vuoto che – inaspettatamente – ci avvolge. Spesso facendoci realizzare solo allora quanto valore davamo a quella persona. Io, per dire, pur avendolo scoperto tardino, mi sono sentito cosi quando se ne ando’ Hitchens).

    • Prova la trilogia delle Guardie, non conosco nessuno a cui non sia piaciuta, e Carota è uno dei personaggi più amabili di sempre.
      Per quanto mi riguarda, l’idea che queste storie sono finite mi deprime. E’ un po’ come scoprire che ti si è seccato il pozzo. Ci sono altri scrittori che amo, ma Pratchett era una specie di fonte inesauribile e sicura. Avevo voglia di divertimento/distrarmi/leggere un bel libro/ rimontarmi il morale in un momento buio? Pratchett.
      Ci mancherà.

  2. Firmato la petizione, con il mio migliore inglese maccheronico a esprimere il motivo! Spero che ce lo renda in salute.
    Ho letto poco di Pratchett, ma rimedierò. I due film li ho visti ed erano simpatici assai 🙂

  3. Ora, il cast è ottimo per la bravura (e perché sono tutti lettori di Pratchett), un po’ meno per l’aspetto (Rincewind nei libri era sulla trentina, Twoflowers il tipico turista asiatico che scatta foto a raffica, ed il patrizio migliore che abbia visto, eccezion fatta per i capelli scioccamente non tinti di nero, è Charles Dance in “Going Postal”) – a parte Cohen in Barbaro, che è perfetto. E diciamolo, il più delle volte il candore di Twoflower non si limita a rasentare, ma sorpassa a destra e fa i gestacci dallo specchietto retrovisore alla dabbenaggine. Tipo quando stipula una polizza assicurativa con un locandiere avido che possiede un locale malfamato costruito interamente in legno.
    Ciò non toglie che i due film siamo divertenti e piuttosto ben fatti. E che Tim Curry come Trymon sia eccellente.
    Sir Terry ci mancherà.

    • Sì, Rincewind è un po’ troppo vecchio, ma vista l’età media del resto dei maghi resta giovane 😀
      Twoflower io me l’ero immaginato come il tipico turista americano!
      Going Postal non l’ho ancora visto.

      • Avendo letto “interesting times” lo so del tipo asiatico. Anche perché il continente contrappeso è una parodia di Cina E Giappone. E poi è uno che fa foto ovunque, gli americani non sono così dipendenti dalle macchine fotografiche, e tendono ad essere più sbruffoni.
        Going Postal si prende qualche libertà rispetto al testo (ovviamente) ma ha il Vetinari perfetto (se non fosse che non hanno tinto i capelli di Charles Dance, vai a sapere perché. Temevano che sembrasse un cattivo, dicono. Ed è esattamente quello che voleva Pratchett!).

  4. Ciao :). E’ da qualche ora che spulcio il tuo blog, e volevo continuare a lurkare, ma come non commentare a questo articolo?
    Il caro Pratchett ç_ç… era uno dei miei scrittori preferiti, e ogni tanto ancora non mi capacito che non ci saranno più suoi romanzi! Ho naturalmente firmato la petizione :).
    Il film l’avevo già visto e mi era piaciuto molto; avevo adorato Tim Curry come Trymon (ma Tim Curry lo adoro ovunque, anche/sopratutto come kattivo orgasmatico in Furngully ^^) e Jeremy Irons come Vetinari ^^!
    Ora dovrò procurarmi Going Postal.

    Ari-ciao, e grazie anche per tutti gli articoli di storia jappa, li sto leggendo con molto piacere!

    • Ben de-lurkata! 🙂 Lieta che il blog ti piaccia ^_^
      La petizione ha superato le 30.000 firme. Troppo poche! Sapppiamo che Morte non si lascia convincere facilmente, dobbiamo far di meglio!
      Proprio ieri ho cominciato a leggere The last continent. Promette benissimo 🙂

      • Siamo decisamente troppo pochi ç_ç! Dovremmo almeno poter lasciare un messaggio, o poter far firmare anche i nostri mici assieme a noi.
        Io ho cominciato da poco a leggere i libri di Pratchett in lingua, me ne mancano parecchi degli ultimi :).
        Grazie del benvenuto, cercherò di non ri-lurkarmi in un flash di timidezza ^^’!

  5. Pingback: Terzo anniversario: tre anni di pedanteria e percosse – Fortezza Nascosta

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