Classici Militari: Bing fa, o l’Arte della Guerra (2)

[ACHTUNG: Questo articolo è stato programmato in anticipo, quando uscirà io sarò in Kazakistan e non so se avrò accesso a internet. E’ possibile che non possa regolare i commenti o correggere, portate pazienza. Sarò di ritorno in Europa verso il 26 luglio. Fate i bravi.]

 

Bentornati alla seconda puntata sul nostro classico più celebre. Qui Sun Zi entra un po’ più nello specifico.

Let’s not waste any time but dive in!

Il terreno è una componente imprescindibile delle operazioni militari. Facciamo quindi una rapida carrellata:

Le montagne.

Se devi attraversare delle montagne, mine de rien, segui le valli e cerca di mantenerti su terreno difendibile (certi commentatori hanno interpretato questo come “terreno yang”, ovvero a solatio). Se il nemico tiene le vette, evita di salire a cercarlo (può darsi che in futuro scriva un articolo sulla guerra in montagna nello specifico).

 

I fiumi.

Dopo aver attraversato dell’acqua, allontanatene. Evita, finché puoi, di combattere nei pressi di un fiume. Se ad attraversare è il nemico, non saltargli addosso mentre è nell’acqua, ma aspetta che la metà dei suoi sia passata. Infine, non “contrariare le correnti”. Questo è stato interpretato con “non accamparti a valle del nemico”. I rischi sono molti, tra cui: il nemico potrebbe aver limitato in qualche modo il flusso e rilasciartelo sul muso tutto di un botto, o il nemico potrebbe avvelenare l’acqua.

Sta anche attento all’acqua che scorre. Se è un fiume di montagna, e porta bolle e schiuma, è probabile che ci siano appena state forti piogge più a monte, e quindi rischia di esserci una piena o comunque un aumento nel flusso. Se devi attraversare, è meglio che l’acqua sia limpida e calma.

 

Le paludi.

Paludi e pantani sono una brutta faccenda, e devi cavartene fuori il prima possibile, non restarci a nessun patto. Nel caso sfortunato in cui dovessi combattere in una palude, cerca di stare su un terreno dove cresce dell’erba, meglio se con degli alberi alle spalle.

 

Le pianure.

Cerca di sistemarti su un terreno facilmente percorribile dai carri. Nell’ideale, sarebbe bene avere terreno più alto sul dietro dell’ala destra, terreno fatale sul davanti (dove vuoi stroncare il nemico) e terreno difendibile alle spalle.

Infine, un esercito apprezza trovarsi in terreno elevato, assolato e possibilmente dove sia possibile rifornirsi di cibo. Pertanto è consigliabile di prediligere il lato a solatio quando si ha a che fare con colline and the likes.

 

Ci sono delle configurazioni orografiche da cui devi cavarti il prima possibile, anzi meglio, non avvicinartici nemmeno.

  1. Gole ripide con torrenti di montagna;
  2. Pozzi Celesti (depressioni profonde circondate su quattro lati da montagne);
  3. Prigioni Celesti (valli ripide incassate tra montagne su tre lati, il genere di posto in cui se entri sei facilmente imbottigliato);
  4. Reti Celesti (zone con una vegetazione molto fitta e impenetrabile);
  5. Fosse Celesti (zone di terreno molle e pantanoso);
  6. Spaccature Celesti (questa parla da sé, passaggi simili a coltellate nelo Pianeta, in cui manovrare è impossibile e che sono facilmente dominate da chiunque sia in alto).

Te stanne alla larga, ma cerca di spingerci il tuo nemico.

Quando ti trovi a dover attraversare una zona e avere sui fianchi gole e montagne, o foreste dense, paludi, zone troppo lussureggianti, fai prima battere ammodo l’area dai i tuoi esploratori, perché è più che probabile che il nemico ti abbia preparato un party di benvenuto a sorpresa.

Se i nemici sono vicini ma si tengono calmi, è perché stanno cercando la buona occasione di piazzarsi su un terreno favorevole, per esempio delle alture. Se invece ti sfidano quando sono lontani, è possibile che lo abbiano già occupato e vogliano farti arrivare stanco e sfibrato là dove comoda a loro.

Sono sicura che sentivate il bisogno di articoli come questo!

Un comandante deve essere vigile. Se vedi gli alberi muoversi, i nemici stanno arrivando, e sono tanti. Se gli animali sono spaventati, sono nei paraggi. Parimenti, uccelli che spiccano il volo tutti insieme indicano un’imboscata (o forse no? Gli Heike sulla Fuji avrebbero qualcosa da ridire in proposito, ma di questo ne parleremo un’altra volta!).

Se vedi ostacoli troppo flagranti piantati nell’erba alta, stai attento: potrebbe essere un trucco (se sono troppo visibili, potrebbero essere una finta).

Se vedi colonne nette di polvere alzarsi nel cielo, sono dei carri. Se la polvere è bassa e confusa in una nuvola caotica, si tratta di reparti di fanteria. Se sono sbuffi sparsi, sono fuochi di bivacchi. Se vanno e vengono, dispersi e intermittenti, vuol dire che si stanno accampando.

Non fidarti dei loro inviati o dei loro ambasciatori. Se parlano con deferenza ma i preparativi fervono, stanno per avanzare; se berciano aggressivi e avanzano in fretta e furia, prevedono di ritirarsi. Se cercano la pace senza porre condizioni, stanno meditando una qualche infamia (cit.). Se invece il nemico ti manda i suoi con offerte e regalini, vuole un time out per riposare.

E bada: se metà del suo esercito avanza e l’altra metà resta indietro, sta cercando di prenderti all’amo. Se invece si avvicina con truppe ben motivate e animose, ma si limita a tenere le posizioni senza sfidarti, stai attento: ti sta fregando in qualche maniera.

 

Osservare gli uomini del nemico è anche una parte importante. Se si appoggiano sulle loro armi quando sono in piedi, probabilmente hanno fame. Se quelli che prendono l’acqua per prima cosa bevono, i soldati hanno sete. Se non avanzano quando c’è un possibile guadagno, vuol dire che sono stanchi (o che si aspettano una fregatura).

Osserva il loro campo. Se ci si radunano gli uccelli, vuol dire che è vuoto. Se li senti vociare la notte, vuol dire che sono spaventati. Soldati indisciplinati, che brontolano, fanno troppo rumore o obbediscono con riluttanza, sono segno di un generale che non ha polso. Se le loro insegne si muovono per tutti i versi, vuol dire che sono nel caos. E se gli ufficiali sono incazzati, significa che sono stanchi.

Se uccidono i loro cavalli o li vedi mangiare molta carne, è probabile che siano a corto di cereali e rifornimenti (per loro e per le bestie). E bada se non rimettono a posto pignatte e utensili da cucina o non ritornano al campo: se non si preoccupano di quell’equipaggiamento, vuol dire che sono esausti e che probabilmente stanno preparando un attacco disperato.

Se nel suo esercito i soldati si radunano in piccoli gruppi per parlottare tra loro, vuol dire che il generale non ha il supporto dei suoi soldati.

Osserva anche il generale in questione! Se assegna ricompense troppo spesso, vuol dire che è nella merda fino al collo coi suoi. Parimenti, se impone tante punizioni.

E sai qual è il pinnacolo di stupidità in quel che riguarda il generale? Qualcuno che prima si mostra brutale, e poi ha paura dei suoi.

Per vincere, non è indispensabile che i tuoi siano di più. Se sei bravo, sai come dirigere il tuo esercito e come manipolare quello nemico, e quindi vincerai anche avendo uno svantaggio numerico. Però questo implica un ottimo controllo sui tuoi.

Se punisci i tuoi soldati prima che si siano legati a te, non riuscirai a sottometterli del tutto, e se non sono del tutto sottomessi, saranno difficili da manovrare. Allo stesso tempo se esiti a punirli dopo che si sono legati a te, li perderai di nuovo e non potrai usarli. Sun Zi consiglia di comandarli col civile e unirli col marziale (più avanti ci saranno indicazioni più precise, non preoccupatevi). Gli ordini devono essere chiari ed eseguiti con perizia. E’ uno dei modi per prendere il controllo della gente e tenerselo.

 

Tornando al terreno, Sun Zi specifica le diverse configurazioni.

Ci sono sei tipi di terreno.

  1. Terreno accessibile: è il terreno in cui sia tu che il nemico potete avanzare con facilità. Cerca di arrivarci per primo, occupa alture e lati a solatio, e consolida le vie di rifornimento. Solo dopo dai battaglia.
  2. Terreno sospeso: dove avanzare è facile e ritirarsi è difficile. Avanza e attaccali solo se sono impreparati, perché se lo sono e devi ritirarti, sei nei guai.
  3. Terreno di stalli: dove non conviene avanzare né a te né a lui. Cavati di lì, non c’è niente da vincere. Anche se il nemico ti fa intravedere un’apertura, è probabilmente un trucco, non fidarti. L’unico caso in cui potrebbe essere interessante di combattere su un terreno del genere, è se loro attaccano, magari mandandoti contro una metà del loro esercito.
  4. Terreno angusto: tipo grandi valli. Devi arrivarci per primo e avere il tempo di occuparle e disporre i tuoi. Se quando arrivi i nemici sono già lì, non seguirli: è una trappola. A meno che tu non sia sicuro che non hanno avuto il tempo di disporsi, allora puoi rischiarti a corrergli dietro.
  5. Terreno scosceso: tipo gole, montagne, valli molto ripide. Occupa le alture e i lati a solatio, e aspetta il nemico. Se il nemico è già lì, dispiegato o meno, vattene subito, il gioco non vale la candela.
  6. Terreno ampio: è un terreno in cui le vostre possibilità sono eguali e non conviene a nessuno dei due combattere, perché non conviene mai combattere una battaglia equa.

 

Ci sono anche sei tipi di esercito fottuto, perché ai cinesi piace la simmetria!

  1. Eserciti in fuga: quando il loro potenziale strategico è uguale al tuo e ti ostini ad attaccarli (battaglia equa) è molto probabile che vada a finire in una brutta ritirata-.
  2. Esercito lasso, in cui la truppa è forte ma gli ufficiali sono deboli;
  3. Esercito cedevole, quando gli ufficiali sono forti ma la truppa è debole;
  4. Esercito sgretolato, quanto gli alti ufficiali sono gente focosa e incazzosa e ingaggiano il nemico ad glandus segugi senza che il generale sia sicuro delle loro capacità;
  5. Esercito caotico, quando il generale è molle e debole, incapace di dare ordini chiari o di comandare, quando ufficiali e truppa non hanno compiti costanti e quando sono disposti a cazzo.
  6. Esercito in rotta (or soon to be), quando il generale è un idiota incapace di conoscere il proprio nemico, attacca i tanti coi pochi, i forti coi deboli e non è capace di costituirsi un’avanguardia decente.

 

Per vincere devi conoscere il terreno, conoscere il nemico, capirlo, prevedere gli spostamenti (quali saranno rapidi, quali lenti e penosi). Chi non ne è capace perde.

E vi ricordate quando si parlava dell’evenienza di ignorare il sovrano?

Se hai un’occasione di vittoria, saltaci sopra, non farla passare solo perché il Boss ti ha detto di evitare il combattimento. Forse dovrai pagare una volta tornato a casa, ma intanto il tuo paese avrà vinto. E al contrario se gli odds sono contro di te e il Boss ti dice di attaccare. Un generale non deve combattere per la gloria o rifiutare la ritirata per la vergogna, un generale combatte per il suo paese e per il suo popolo, et advienne que pourra.

L’enfasi è messa sul conoscere il terreno E il nemico. Se sai di poter attaccare ma non sei sicuro di ciò che loro possono o non possono fare, o se sai cosa possono o non possono fare i loro ma non sei sicuro dei tuoi… well, sei a metà strada per quanto riguarda la vittoria. Sapere cosa loro possono e non possono, e sapere cosa i tuoi possono e non possono, ma non conoscere il terreno, è anche una scommessa. Sei sempre a metà strada, not even near!

Se vuoi una vittoria sicura, devi conoscere te stesso, conoscere il nemico, conoscere il clima ed il terreno.

Ma come fa un generale a prendere e tenere il controllo e il supporto delle sue truppe?

Tratta i tuoi soldati come se fossero i tuoi bambini, e ti seguiranno. Ovviamente questo si applica se tratti i tuoi bambini come Sun Zi trattava ai suoi, non come una mamma chioccia farebbe oggigiorno. Infatti non bisogna viziarli. Se li tratti bene ma non puoi impiegarli, se li ami ma non riesci a comandarli, se non riesci a imporre ordine e disciplina, sono come mocciosi viziati, e non servono a niente. Sono inutili al Paese e a loro stessi.

Poi eh, a tutti capita di avere un figlio speciale…

A Sun Zi piacevano le liste, e infatti eccone un’altra: i nove terreni!

  1. Terreno dispersivo: quando i veri capi e capetti combattono sui loro territori (combattendo in casa, è possibile che gli uomini siano meno motivati e inclini alla diserzione o a preoccuparsi di casa e famiglia). Non ingaggiare il nemico.
  2. Terreno leggero: quando entrano un territorio nemico ma senza spingersi a fondo (come quando combattono in casa, visto che non sono lontani e la ritirata pare facile). Non fermarti.
  3. Terreno conteso: il terreno è vantaggioso per quelli che lo occupano per primi, è il terreno che entrambi volete mangiarvi. O lo occupi per primo, o non attaccare un nemico installato.
  4. Terreno attraversabile: terreno in cui sia tu che loro possono passare. Non lasciare che le tue forze restino isolate.
  5. Terreno centrale: terreno circondato dal nemico su tre lati ma non ancora occupato, ovvero una posizione centrale che darà un vantaggio significativo a chiunque la prenda per primo (probabilmente un punto in cui s’incrociano grandi arterie e che pertanto dà accesso facilitato a diversi territori). Cerca alleanze coi capi circostanti.
  6. Terreno pesante: quando sei nel cuore del territorio nemico (i tuoi soldati sono isolati, lontani da casa, in zona ostile, e questo scoraggia la diserzione e favorisce determinazione e coesione). Se sei in casa loro, rifornisciti saccheggiando.
  7. Terreno insidioso: mine de rien, terreno circondato da montagne/paludi/foreste, ecc. In cui la via è difficile da contendere. Cavati di lì alla svelta!
  8. Terreno accerchiato: in cui l’ingresso è complicato e il ritorno circonvoluto, in cui in pochi possono tendere facilmente imboscate ai tanti. Puoi cavartela con una buona strategia.
  9. Terreno fatale: dove sopravvive solo chi combatte con tutta la forza possibile (si vedrà più avanti come le truppe combattono meglio su “terreno mortale”, perché non hanno ritirata, non hanno scelta, e l’unica salvezza e tritare una vita attraverso i nemici). E’ il terreno in cui si da’ battaglia.

 

E’ importante minare il più possibile le forze nemiche. Per esempio, trovando il modo di impedire alla sua retroguardia di raggiungere l’avanguardia, alle diverse parti del suo esercito di supportarsi a vicenda, all’alto di soccorrere il basso. Impedisci che si crei fiducia tra i bassi e gli alti ranghi. Non lasciare che si riuniscano, o per lo meno che si riuniscano con ordine. Ma come fare se i nemici sono compatti, leali, ben organizzati, ben armati, altissimi, purissimi, levissimi? L’unico modo per costringerli ad ascoltarti, è mettere le grinfie su qualcosa che amano.

 

Non sfiancare i tuoi soldati, fai che siano ben nutriti e non esagerare in nessun modo. Per il nemico, devi avere un piano, ma non lasciare che sia prevedibile.

E per strizzare il massimo dai tuoi uomini, ficcali in una posizione da cui non ci sia via di scampo. Se non hanno nessun modo di darsela a gambe, combatteranno con ogni oncia di animo. La gente combatte al suo massimo solo quando non ha altra scelta. Il non aver scelta favorisce anche la coesione. Terroni e Pulende remeranno insieme se sono sulla stessa barca e stanno andando ai pesci.

No?

Ok, concordo che Sun Zi si mostra un po’ ottimista qui. In effetti questa è più una scommessa che una sicurezza. I tuoi possono compattarsi e combattere come leoni, o sgretolarsi e farsi macellare come agnelli. Ma può valer la pena rischiare. Conoscendo bene i tuoi uomini, dovresti essere in grado di prevedere con relativa sicurezza come andrà a finire.

 

Attento ad aruspici e altre forme di divinazione: falciano il morale. Estirpali.

 

Ma come deve essere un generale?

Prendete penna e calamaio, e il primo che scrive “brava persona”, in ginocchio sui ceci.

Un generale deve essere calmo e difficile da comprendere, giusto e autodisciplinato, capace di stupire i suoi ufficiali e i suoi soldati, che NON deve tenere informati di quello che vuol fare. Gli altri non devono essere in grado di prevederlo o indovinare la sua strategia e il suo modo di gestire gli affari. Non deve essere anticipato, né dai nemici né dai suoi.

La combo perfetta è ottenere la fiducia dei tuoi, senza che siano peraltro in grado di leggerti e prevedere le tue mosse. Se non sei prevedibile, non avranno nessuna scelta se non obbedire ai tuoi ordini e sperare in bene, come un gregge di pecore col pastore.

Per questo un generale non deve dubitare di se stesso.

Rompi le regole. Concedi ricompense non previste dalla legge, imponi ordini extra-governativi. Dai ordini, ma non spiegarli. Alletta i tuoi con la promessa di profitto, e lasciali all’oscuro di quello che rischiano.

Rispetto al nemico: attacca ciò che amano. Non fissare il giorno della battaglia, sorprendili. Ingannali sempre e fagli sempre capire il contrario di quello che vuoi fare.

 

L’Arte della Guerra ha una sezione dedicata solo agli attacchi incendiari.

This is gonna be fun!

Ci sono cinque cose che si possono bruciare: uomini, provviste, convogli di rifornimenti, armerie, formazioni (o accampamenti).

Ovviamente un attacco incendiario è una faccenda delicata, e richiede un equipaggiamento specifico nonché condizioni atmosferiche/ambientali particolari. Bisogna che la stagione sia secca, e che ci sia vento. Sun Zi consiglia delle date in cui, all’epoca, si sapeva si sarebbe alzato il vento. Inoltre nota che i venti che si alzano di giorno hanno tendenza a persistere, mentre quelli che si alzano la notte sono più effimeri.

Inoltre il fuoco è vivo e mutevole. A seconda di che verso prende, dovrai reagire in un modo o in un altro. Ci sono cinque situazioni che possono verificarsi:

  1. Riesci ad appiccar fuoco nel loro campo: attaccali!
  2. Il campo brucia, ma si tengono tranquilli: frena, non attaccare!
  3. Se reagiscono con prontezza e si dispongono in una posizione a te svantaggiosa, lascia perdere.
  4. Nel caso l’attacco possa essere lanciato da fuori senza appoggio di infiltrati interni, bada bene a scegliere il momento opportuno.
  5. Non attaccare sottovento un incendio!

I tuoi devono d’altro canto essere addestrati per reagire in modo appropriato nel caso fossi tu a subire un attacco del genere.

 

Infine, ricordiamo chi ottiene una vittoria tattica ma non riesce a farla fruttare in una vittoria strategica, è votato al disastro.

Seguono una serie di consigli ribaditi, tra cui: non cominciare guerre perse, e non cominciare guerre per rabbia od orgoglio. Un generale non deve mai lanciare una battaglia perché frustrato o incazzato, solo quando conviene alla strategia generale. La rabbia può tornare gioia, ma un esercito distrutto non può essere rimesso insieme.

Un buon sovrano e un buon generale sono coloro che capiscono e rispettano la guerra e la morte, e le maneggiano con la cautela necessaria. Fare una guerra lunga e infruttuosa è stupido e crudele verso il popolo.

 

Ma parliamo di qualcosa che è spesso sorvolato nella narrativa dilettantesca: lo spionaggio,

E’ un settore molto bistrattato in romanzi e film. I movimenti del nemico paiono sempre una sorpresa. Vero che una cannonata out of the blue è un colpo di scena inatteso, ma fa apparire il tuo eroe come un idiota che non sa impiegare spie ed esploratori.

Ecco quindi qualche rapido ragguaglio sulla faccenda.

Per vincere bisogna sapere in anticipo. E qui entrano in scena le spie.

Ce ne sono di cinque tipi, perché il cinque è un buon numero:

  1. Spie locali (gente del posto);
  2. Spie interne (funzionari del governo)
  3. Agenti doppi (spie del nemico che impieghi per i tuoi fini);
  4. Spie sacrificabili (sono usate per diffondere disinformazione nel campo nemico, fornisci loro false informazioni e fai in modo che le rifilino alle spie del nemico);
  5. Spie vive (quelle che vanno e vengono con rapporti).

Infiltrarsi è un’arte

I tuoi rapporti con le spie devono essere i più stretti e riservati, e le ricompense accordate loro le più grandi. Per impiegarle bene, però, devi essere capace di saggezza, rettitudine, perspicacia e intuizione. Difatti come tu cerchi di ingannare il nemico, il nemico cercherà di ingannare te.

Se una missione viene rivelata prima di essere iniziata, vuol dire che qualcuno ha parlato. Uccidi le spie coinvolte e gli uomini che hanno informato.

Trova le spie nemiche che hanno infiltrato i tuoi ranghi. Cerca di vincerle alla tua causa col profitto, perché tramite loro potrai impiegare le spie locali e interne migliori, puoi spandere meglio falsità e impiegare meglio le spie vive. Sii molto generoso con gli Agenti Doppi, perché moltissimo dipende da loro!

 

A questo proposito consiglio caldamente di leggere la lunga parte dedicata alla battaglia della Scogliera Rossa in Epopea dei Tre Regni (il romanzo, non il film di Woo, eh). Un magnifico dispiego di spionaggio e controspionaggio!

 

E’ tutto per questa puntata! Fate i bravi fino al mio ritorno.

Musica!

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3 thoughts on “Classici Militari: Bing fa, o l’Arte della Guerra (2)

  1. Pingback: Classici Militari: Bing Fa o l’Arte della Guerra (3) | Fortezza Nascosta

  2. “Se non sei prevedibile, non avranno nessuna scelta se non obbedire ai tuoi ordini e sperare in bene, come un gregge di pecore col pastore.”
    Dal Che si intuisce che la sagace autrice sa molto di cinesi e meno di pecore.
    La disinformazione sulla natura autentica di questi killers è la più riuscita operazione militare della storia.

    • Oibò, ammetto di aver più pratica con le vacche da latte. In effetti nel caso delle pecore avevo comprato la loro anima con del sale, il che aveva chiaramente alterato il loro usuale comportamento. Forse è per questo che mi hanno lasciata vivere 😀

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