Doppia proiezione: Godzilla e The edge of tomorrow

Questo sarà il mio ultimo post supervisionato (cercherò di metterne uno o due in programma per il mese in cui sarò assente), e ho deciso di lasciarvi con una segnalazione doppia, tanto per gradire.

GODZILLA


Per usare un’espressione inglese, this movie was all over the place. Un pensiero mi ronzava in testa mentre mi godevo i canonici 45 minuti di pubblicità inutile, seduta in un cinema-congelatore: è un film di mostri alti quaranta piani che massacrano a caso e radono al suolo città. Sarà per forza divertente, cosa può andare storto?

Mi sbagliavo.

Oh, se mi sbagliavo.

Il film si apre con Ken Watanabe che, dei dell’Olimpo, sembra essersi fumato l’intero Sudamerica. Lui e la sua assistente, Tizia, scendono sottoterra per trovare lo scheletro di un bestione grosso grosso che più grosso non si può, o il set di Flinstones 2 revenge of the brontosaur, non si capisce bene. Attaccate alle costole del coso ci sono una specie di crisalide dormiente e i resti di una seconda crisalide, aperta. Ora, la cosa uscita dalla sacca esplosa si capisce essere un qualche genere di vermone gigante che più gigante non si può. Ne deriva che questi macro-chewingum siano, tecnicamente, uova.

Tizia punta quella dormiente e fa “sono spore”.

Spore. SPORE. Boh. Vabé, tanto tra poco arriva Godzilla (sì, ci piacerebbe), tengo duro…

Cut, siamo a una centrale nucleare giappa. Un terremoto squassa tutto e si abbatte sui genitori del protagonista, entrambi tecnici alla centrale. To be fair, l’ultima scena tra i due non è fatta male. Mi ha toccata meno dei pochi secondi dedicati agli anonimi crucchi chiusi nella pancia della nave in Affondate la Bismarck, ma la scena di per sé funziona.

Ecco, fatevi un favore, invece di Godzilla scaricatevi procuratevi legalmente questo qui

Il protagonista cresce e diventa un marine in licenza con moglie e bimbetto soprammobile (una cosa originale). Questo tizio è uno dei grossi problemi: è un protagonista di merda. E’ privo di qualsiasi interesse! E’ un tipo mediamente gentile, mediamente buon soldato, mediamente arrabbiato col babbo, mediamente medio. Noia. Noia, noia, noia. Ha così poca personalità che uscita dal cinema non sapevo nemmeno come cazzo si chiamasse. D’ora in poi mi riferirò a lui con Coso.

Il padre convince Coso che ciò che ha fatto crollare la centrale quindici anni prima è ancora lì e sta parlando. Lo coopta per infilarsi nella zona di quarantena a recuperare dei floppy disc. Coso, che prima era tutto “hai rotto con questa mania, stai distruggendo la famiglia”, passa in un attimo a “ok, ti accompagno”. Peraltro, durante il crollo del reattore un pochino di radiazione sarà uscita no? Dopo un trattamento del genere e 15 anni alla pioggia e alle lumache, cosa fistia credi di leggere su un floppy? Boh, floppy giapponesi, fuck proof!

Da qui cominceranno pesanti SPOILERS, quindi se non volete rovinarvi (sì, vabé) la visione di questa deliziosa pellicola, passate oltre.

[SPOILER mode/ON]

Coso e Coso Padre vengono arrestati. Il bacone di cui sopra s’è fatto una bella pupa sul reattore, ha ciucciato tutte le radiazioni e svarfalla in una roba volante grossa come una portaerei, schiacciando il vecchio inutile sotto una gru inutile. Good riddance. Coso guarda il vuoto con aria fumata e decide di tornare a casa.

Frattanto la seconda SPORA si sveglia e scappa. Scappa da una base militare sorvegliatissima piena di roba radioattiva. Sì, un bruco grosso come un Fracciarossa spana la montagna e i militari manco se ne accorgono. Tah tah, soldatini distratti! Sempre con l’Ipod nelle orecchie!

Il secondo mostro non ha ali ma è grande 4 volte il coso volante. Le due Camole dell’Apocalisse decidono di trasferirsi a San Francisco passando per le Hawaii perché è un posto simpatico per il primo appuntamento e da copione se il protagonista non va dai mostri i mostri devono andare da lui.

Eh, il protagonista. Coso ha moglie e figlio a San Francisco, e che fa?

-Telefona alla moglie per dirle “soprattutto non lasciare la città, non ti muovere e non cercare rifugio, resta sulla rotta di collisione, possibilmente con una maglia rossa addosso!”

-Si trova accanto al mostro, non citofona ai compagni e li lascia avanzare diritti nelle fauci della belva: 20 buoni soldati sono morti, la missione è fallita, ma lui è salvo, un eroe.

-Si trova sempre tra i piedi delle belve, ma in qualche modo tutti muoiono tranne lui, che fino alla fine risulta utile quanto Windows Vista.

Parentesi: la cosa che più m’innervosisce della brutta narrativa è quando gli autori mettono le basi per del buon conflitto, e lo mandano a puttane per pura pigrizia. Un uomo bloccato in una posizione vulnerabile che deve scegliere tra salvare se stesso o salvare i compagni, ad esempio, è un buon setup: Coso è l’esploratore, la vita dei suoi e il successo della missione dipendono da lui. Allo stesso tempo è terrorizzato dal mostro colossale che sgranocchia testate nucleari, ha una moglie e un figlio che lo aspettano. Una mossa ed è morto, un attimo di esitazione e sono i suoi a morire, che fare?

Gestita bene, poteva essere un’ottima scena!

Peccato che non un istante l’attore dia prova di dilemma o dubbio. Non lo vediamo tremare di terrore, il pollice sulla radio, il rumore del treno dei suoi che arriva, il sudore che gli cola sulla faccia.

No. Vediamo lui in posizione vulnerabile che passivamente lascia compiersi la tragedia.

Nemmeno dopo ha la decenza di mostrare il minimo rimorso. Alla fine Coso è perfettamente in pace con se stesso. Sono morti tutti e ho appena mandato a puttane una missione da cui dipende la vita di milioni di civili, ma hey, io ho portato a casa la pelle quindi è tutto ok. Alé.

Intanto i due mostri vanno in giro a devastare roba, alla ricerca di radiazioni. Tranne quando decidono di fare altro, tipo uno che va a demolire Las Vegas. Perché, boh, ragioni. Ma non è grave, dopotutto what happens in Vegas stays in Vegas.

I militari americani hanno infine un’idea geniale: mettiamo un bombone di non so quanti megatoni (MEGATONI) su una barca, lo portiamo in mezzo al mare per attirare i mostri via dai civili e lo facciamo scoppiare. Il blast dovrebbe bastare ad annichilirli.

Il che è interessante. Stando a questo fighissimo sito, con un’esplosione superficiale, una bomba da 1 Megatone avrebbe un fireball radius di più di 1 Km e provocherebbe ustioni di 3° grado su un raggio di più di 10 Km.

Però…

I mostri sono attirati dalle radiazioni. Quindi che vadano dietro a depositi di scorie e centrali ci sta, perché anche negli impianti migliori qualche fuga c’è sempre.

Ma le bombe?

Per quanto ne so, un bomba emette radiazioni se e solo se detonata!

Ma chissenefrega, abbiamo diritto a una delle rare scene in cui Watanabe articola un paio di parole. Cerca di dissuadere il generale americano dal piano atomico. Secondo Watanabe bisognerebbe giusto sedersi e aspettare Godzilla, che fino ad ora è stato praticamente solo nominato (sì, in un film chiamato Godzilla, Godzilla brilla per la sua assenza). Quando il generale gli dice che non può fidarsi di un Grande Antico, Watanabe gli fa “il mio babbo era a Hiroshima”.

Ma il 6 d’agosto c’era il raduno nazionale dei Babbi, a Hiroshima? Son tutti morti là, oh! Ma Nagasaki? O, che ne so, Tokyo?

Anyway, Godzilla arriva. In teoria dovrebbe essere è il super-predatore, il primo anello della catena alimentare, e dovrebbe quindi magnarsi le due Camole Atomiche.

In realtà le mena e basta. Praticamente in questo film Godzilla è la gattara del pian di sotto che viene a fare una scena perché i ragazzi di su fan casino e le buttano mozziconi di sigarette sul terrazzo.

Che per carità, anche nei film vecchi i mostri si accoppano di nocchini e basta, ma allora evitare infilare battute di Tizia su come Goji sia un PREDATORE potrebbe essere una buona idea.

Se pensavate che fosse scemo il Godzilla del 1998, dove l’esercito americano riesce a perdersi un dinosauro di 15 piani nel centro di Manhattan, well, in questo riescono a perdersi un coso volante grosso come il Vaticano. E non c’è nemmeno Jean Reno col Taxi della Morte a sollevare il tono.

Questo film ignora l’ABC dello storytelling fin nei minimi dettagli. Se avessero dato 50 milioni all’Aliprandi sarebbe venuto uguale (se ci rimetteva Re Precisamente sarebbe stato addirittura meglio).

Ah, la bomba dite?

Il nostro eroe la mette su una carriola galleggiante, la indirizza col pilota automatico verso il mare aperto e sviene. In 5 min, la bomba da non so quanti megatoni fa pif senza provocare nessun danno. Boh.

Ah, e chicca: la bomba da non so quanti megatoni è stata portata lì A BRACCIA da quattro tizi. Perché prender la pena di armare i tuoi di inutili mitragliatori? Arma quei quattro di ciabatte, con la forza che hanno ti spiattelleranno i Lepidotteri dell’Inferno in meno di nulla!

Insomma, una boiata di epiche proporzioni. Solo per appassionati.

Non vale nemmeno la pena di fare la Grumpy-classifica: non c’è niente di buono in questo film. Un’ora e mezza di stupidità.

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EDIT: l’argomento non è proprio lo stesso, ma si parla sempre di lui, il grande Gijira! Perché Godzilla non esiste? Have fun!

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THE EDGE OF TOMORROW


Ero preparata a una Godzillata. Perché? Tanto per cominciare perché è un film americano per il grande pubblico. In secondo luogo era sfacciatamente ispirato a All you need is kill di Hiroshi Sakurazaka, romanzo giapponese di fantascienza di cui Gamberetta parlò qui e di cui magari parlerò io più in dettaglio un de ces quatre.

Il romanzo in sé era carino, per quel che ricordo. La fine era un po’ raffazzonata, ma con i loop temporali è facile mischiarsi i pennelli, come dicono i mangiarane. A memoria, gli darei un 6/7 su 10.

Nel film il protagonista, che nel libro doveva essere un soldato giapponese, viene interpretato da niente meno che Tom Cruise. L’allarme NinjaCrucco suonava a tutto spiano. E i mostri, che nel romanzo sono simili a rospi, qui sono simili… a nulla. Sono dei cosi tentacoluti che schizzano in giro frustando le natiche degli astanti.

Qui il Trailer.

Quindi ecco, ero partita molto prevenuta.

Tuttavia, sono rimasta piacevolmente sorpresa!

Blimey, this movie is actually good!

A parte il soggetto e il nome della deuteragonista, non ha nulla a che fare col libro. Per intenderci, hanno mixato insieme All you need is kill con Starship troopers. E la roba che hanno messo insieme non è male!

Ma concentriamoci sul film.

La terra è stata invasa dai Mimics, una razza di alieni infallibili che hanno raso al suolo l’Europa.

Mimics

Questa è la prima grande differenza col romanzo: in All you need is kill i Mimics non sono veri esseri viventi, e sono stati spediti da una civiltà aliena per preparare il pianeta allo sfruttamento. Si accenna addirittura a un dibattito tra questi alieni, peraltro mai descritti, riguardo allo sterminio delle razze viventi della Terra (perché il pianeta sia sfruttabile, questi misteriosi conquistatori devono trasformarlo in una palla desertica), e alla fine la fame di risorse vince. E’ un comportamento molto umano (spiacenti per i vostri orsi polari e le vostre api, io voglio un SUV, drill baby, drill!) e a me non era affatto dispiaciuto.

Nel film i Mimics si limitano a occupare la Terra. A un certo punto i personaggi attraversano l’entroterra francese: solo le grandi città sono distrutte, i prati sono verdi e i campi floridi. Questo ovviamente diminuisce di molto il senso di urgenza. Nel romanzo la Terra non è solo rubata, è distrutta!

Ad ogni modo, anche nel film abbiamo a che fare con alieni invincibili. Tutto sembra perduto, quando tale Rita Vrataski riesce finalmente a ottenere una vittoria. Armati di nuova speranza, gli uomini rilanciano il contrattacco dall’Inghilterra, sulle coste francesi.

Il protagonista del film è il Maggiore Cage (Cruise), un vigliacco e gran figlio di cagna che viene spedito al fonte a calci nel culo. Il perché il suo stato maggiore lo scarichi nelle mani degli inglesi non viene mai spiegato e resta uno dei grandi “boh”. Il che è peccato perché è quello a dare il via alla vicenda. Difatti, dopo un balordo tentativo di diserzione, Cage è ficcato in una squadra e destinato a essere scaricato in prima linea la mattina dopo.

E veniamo a un altro problema notevole del film. I soldati combattono infilati in delle grosse armature meccanizzate, piene di gadget e roba figa. Ora, Cage per sua stessa ammissione non ha mai fatto gavetta, non ha mai nemmeno ricevuto un vero addestramento. Lui lo sa, gli altri lo sanno. Non metti un’arma super-tecnologica nelle mani del primo fesso che passa, specie se sei sicuro che non la sa usare. E’ uno spreco di costoso materiale, ed è rischioso.

Ad ogni modo, Cage viene scaricato sul fronte, dove riesce a uccidere un super-Mimic.

E anche questo è un problema. Nel romanzo, Keiji è un professionista addestrato, non è strano che con un po’ di fortuna riesca a far fuori un grosso bestio. Il Cage del film non sa nemmeno come si fa a sparare. Mah, come botta di culo pare un po’ tanta roba.

Ad ogni modo, ammazzando il super-Mimic (un Alpha, nel film), si schizza di sangue.

E muore.

E si risveglia la mattina prima, appena arrivato alla base.

O ficcate a Cruise un casco uguale, o date a questa comparsa più screen-time!

Questa è la premessa del film. I Mimics non perdono mai perché alcuni di loro, gli Alpha, possono manipolare il tempo e “ricaricare” la giornata ricordando quello che è successo e quindi migliorando. Uccidendo l’Alpha, Cage è diventato il bottone RESET ambulante, e ogni volta che muore il giorno ricomincia.

Cage si mette in contatto con Rita, che gli spiega che anche lei aveva avuto la stessa esperienza ed era stato grazie a quella che era riuscita a vincere. Rita sottolinea anche che tutto dipende dal sangue, e una trasfusione ti fa perdere il potere: lei infatti è rimasta ferita, non è morta, l’hanno soccorsa e paffete, potere perso.

E questo è un altro grosso problema: come fa Rita a essere sicura di aver perso il potere senza morire? Boh.

Insomma, Cage e Rita si trovano a dover trovare il centro nervoso degli alieni (Omega) e farlo saltare per poter salvare il pianeta dall’invasione.

La cosa migliore del film è il tono. Serio e faceto sono gestiti molto bene: la storia non è buttata in farsa, ma è percorsa da un umorismo noir che ho molto apprezzato. Il fatto che il film non si prenda troppo sul serio rende i problemi di cui sopra molto più sopportabili.

Venendo ai personaggi, i comprimari non sono molto interessanti (c’è lo scienziato incompreso, i soldati rozzi ma di fegato, il generale severo e testardo…), Rita è passabile. Il personaggio di Cruise è il vero protagonista e, a differenza del vigliacco di Godzilla, cambia di vita in vita, e cambia molto. Comincia come verme schifoso, dai primi 2 minuti vuoi vederlo morire. E la cosa bella è che sei accontentato. Again and again and again and again!

Grumpy Cat approva

Le morti a ripetizione sono trattate con macabro sarcasmo, il che è un grande pregio. Vedere Cage schiattare e risvegliarsi con crescente nonchalance e abitudine mi ha strappato più di un sorriso. La ripetizione delle vite peraltro è gestita bene, senza essere tediosa.

Ma c’è un ultimo problema.

Il finale.

Cage riesce a far saltare l’Omega schiattando anche lui. Il sangue dell’Omega lo tocca.

Cage si risveglia a inizio film e tutto inizia a ripetersi. Pare che debba rifare tutto da principio, invece no: è tornato indietro nel tempo, ma con l’Omega morto, quindi tutti sono felici e stanno riprendendo possesso del territorio. Lui non è più un peso morto scaricato nelle mani degli inglesi, ma un onorevole ufficiale. Ritrova Rita, viva e vegeta, che non lo riconosce, non avendolo mai incontrato in questo loop.

Che cazzo di fine è? E’ di nuovo in un loop o no? E’ tornato indietro nel tempo o finito in una realtà alternativa? O ha completato tutte le mini-missioni e vinto il best ending di fine gioco?

La fine m’ha lasciata cadere sul culo. Non è brutta, è solo WTF. Non l’ho proprio capita. Ed è peccato, perché l’insieme del film è molto godibile.

 Potete riprendere a leggere, il pericolo è passato.

 

Tornando alla trama, non ho capito perché scopiazzare mezzi elementi da un romanzo e fare una roba del tutto diversa.

Il soggetto è identico al romanzo di Sakurazaka, Rita è quasi uguale, ma il protagonista è diverso e la vicenda non à nulla a che vedere (ma NULLA) ed è invece la stessa di Starship troopers (trovare il Cervello). Perché dare lo stesso nome a Rita e ai Mimics, se non hai intenzione di seguire la trama? Non sarebbe stato più semplice mettere nomi diversi e giusto notare “Ispirato al romanzo tale e tale”?

Mi chiedo se non sia una questione di diritti. Se i realizzatori non abbiano trovato un qualche sotterfugio per scopiazzare un romanzo tutto sommato poco conosciuto in Occidente e non pagare le royalties al suo autore.

Infine, meglio il film o il romanzo?

Difficile da dire, sono così differenti! Il romanzo ha meno contraddizioni del film, ma entrambi hanno un problema alla fine.

Keiji è un personaggio molto più attachant di Cage, ma Cage migliora sul finale e il suo cambiamento è forse più drastico di quello che subisce Keiji.

Il gioco di parole Killer Cage si perde nel film, ed era una buona nota su cui chiudere il romanzo.

Salvo il personaggio pittoresco del sergente Farrel, i dialoghi del film sono standard. Niente di memorabile, ma nemmeno niente di stupido. Nel romanzo sono un pochino più eleganti e originali, per quel che mi ricordo.

Ma veniamo alla grumpy-classifica

La storia (Starship troopers è uno dei romanzi più belli di sempre, All you need is kill ha un concetto molto caruccio, e sono combinati bene: i realizzatori hanno preso il meglio di due mondi)
L’evoluzione di Cage
Comprimari banali
Rita
Gli americani scaricano uno dei loro ufficiali agli inglesi senza nessuna spiegazione
Gli inglesi ficcano in mano a un novellino armi ultratecnologiche costosissime e complicate
Cage, che non ha avuto nessun tipo di addestramento, è capace di guidare veicoli anche se non li ha mai provati in un loop precedente
Il susseguirsi delle vite è gestito bene e non noioso
Uno dei twist era un po’ telefonato, ma passava
C’è Parigi allagata, fun for everybody!
I dialoghi sono a tratti buoni, in genere dignitosi
C’è una marcata vena comica nel massacrare Cruise ancora e ancora
Cruise non mette mai il casco
La computer grafica era dignitosa, i Mimics che escono dalla sabbia sono belli
Alle volte Rita agisce senza nessuna buona ragione
Cruise recita. E’ incredibile, ma vero. Recita.
Come faceva Rita a essere sicura di aver perso il potere, senza spararsi un colpo in testa?
L’ultimo combattimento è una buona sequenza d’azione
La fine. Che cazzo è successo?

11 Grumpy sorridenti, 8 disapprovanti.

Se vi piacciono i film d’azione e di fantascienza, è un film che consiglio. In definitiva, gli manca la scintilla che ne faccia davvero un BUON film, e certi errori scemi si potevano evitare. I dialoghi potevano essere più curati, ma l’arco del personaggio è ok. Come detto, le trame dei due romanzi sono ben integrate, e nonostante i miei dubbi su nomi e logica delle scelte, la storia del film di per sé tiene.

Non direi che sia un film ASSOLUTAMENTE IMPERDIBILE, ma se vi capita dateci un’occhiata, è ganzo e divertente.

E parlando di morti ammazzati e divertimento, MUSICA!

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18 thoughts on “Doppia proiezione: Godzilla e The edge of tomorrow

  1. Avevo letto un estratto del romanzo, in inglese, ed lui è bravo. Molto mostrato, preciso e voce interessante. Ma non l’ho letto per intero. Questi film di guerra/invasione non sono più il mio genere. No ho visti a dozzine negli ultimi anni, persino i peggiori come Battleship, e seguono tutti lo stesso schema: entro due ore si deve risolvere tutto.
    Anche io ho amato Fanteria dello Spazio, per motivi diversi dal contesto battagliero – mi è piaciuto di più il discorso politico sul servizio militare = cittadinanza, che guarda caso nessuno riprende mai quando discute quel libro – tutti a parlare delle tute potenziate, belle fighe ma c’è altro. Diciamo che è stato il capostipite di questo genere, ma Heinlein mirava alto, pur restando nei confini del genere, mentre Hollywood punta solo ai pop-corn, e dopo un po’ diventa noioso.

    • Starship Troopers combina ottima azione, personaggi interessanti, un mostato dettagliato e verosimile, e una costruzione politica tutt’altro che banale. E’ un eccellente romanzo da tutti i punti di vista!

      • Non capisco il senso della tua risposta ma concordo, anche se il romanzi in prima persona non mi piacciono più di tanto. Dello stesso genere molto famosi ci sono anche The Forever War e Old Man’s War. In pratica dei cloni, possono piacere ma anche no. Invece, un must da legere sono i 4 libri di Gerrold sugli Chtorr. Sono tutti romanzi scritti in prima persona 😛

      • A me starship trooper ha fatto impazzire le prime 40 pagine (tutto mostrato e molto bene).
        Poi si perde in un bla bla bla di as you know bob, del tipo che il personaggio si gira proprio verso il lettore spiegandogli la rava e la fava.

        Tra l’altro la parte politica è stata cacciata dentro un po’ a forza imho: le cose funzionano benissimo! Perchè? Ma, non te lo spiego, diciamo che lo dico e basta.
        Sul genere mi era piaciuto molto di più Guerra Eterna di Haldeman, ma anche li c’erano diverse pecche.

      • Ah e non perdonerò mai a Heinlein il trucchetto alla Troisi per scamparsi la descrizione della battaglia finale.

  2. Tu riponi troppe aspettative nei film…
    In Godzilla il senso è: occupiamo un ora prima di menare ignorante che non c’abbiamo soldi per fare CGI dura per due ore.

    A me non è spiaciuto, non è un capolavoro come Pacific Rim ma si lascia vedere.
    Poi vabbe io al cinema ci guardo solo film di menare ignorante, botti e figa.

    The Edge a sto punto vedrò di procurarmelo anche se ero moooooolto perplesso, di solito la gestione dei loop temporali finisce in mimmata, pure di Dick ci si è fatto male sopra.

  3. @Tennger, riguardo a Godzilla non hai citato le idiozie più eclatanti:
    1-I geniali militari americani hanno trovato una crisalide gigantesca che si nutre di radiazioni; dove la depositano? In un mega centro di smaltimento di scorie radioattive…
    2-I mega schifezzoni emettono impulsi elettromagnetici che fottono le strumentazioni elettroniche nel raggio di qualche chilometro; giustamente, i militari hanno la pensata di usare bombe nucleari con detonatore analogico per fregarli; peccato che le navi per trasportarle hanno strumentazione elettronica vulnerabile al suddetto impulso; infatti, si spengono subito…pensarci prima? Inoltre, tu critichi il comportamento del protagonista nella scena del treno; il problema è che quella scena non sarebbe nemmeno dovuta esserci: l’idea di trasportare le bombe col treno è assolutamente demenziale! E’ un palese invito a cena per il mostro; potevano benissimo portarle in aereo, facendo un giro largo o volando alto (coi paracadutisti è funzionato, perché non con le bombe? Mah…).
    Per non parlare poi dei caccia che cadono come sputi in una strada di Pechino, il tutto perché volano troppo vicino ai mostri…siete de coccio eh?
    3-La scena dello tsunami. Assolutamente inverosimile. La velocità di Godzilla era, testuali parole del film, di “30 nodi”, cioè 55,56 km/h; le sue dimensioni, a occhio, circa quelle della portaerei USS Saratoga (che in teoria è stata dismessa 20 prima di quando è ambientato film…) che ha 81101 tonnellate di dislocamento (e 34 nodi di velocità massima); secondo questa wiki
    http://godzilla.wikia.com/wiki/Godzilla
    il lucertolone pesa 90000 tonnellate, che è appunto circa quello che avevo stimato io; insomma, pressappoco la massa e la velocità di una portaerei; non ho mai sentito di una portaerei che abbia provocato uno tsunami (auguriamoci che il Movimento No Grandi Navi non veda il film, nè legga questo post :-)).
    4-Nel film dicono che le bombe usate nel pacifico erano insufficienti perché dotate di energia dell’ordine dei Kilotoni; peccato che la famigerata Castle Bravo (1954, atollo Bikini; vi dice niente?) avesse un’energia di 15 Megatoni (!).
    5-Le portarei americane vanno a propulsione nucleare. Perché i mostri non le attaccano?

    Infine, mi sento in dovere di fare un paio di contestazioni:
    1-Riguardo al fatto che Godzilla sia un predatore, ma che non mangi le due bestie uccise, si potrebbe tirare in ballo l’espediente che li abbia uccisi perché sono penetrati nel suo territorio (grande come il Pacifico), e non per fame (Godzilla è giapponese, mangia pesce crudo, non insettoidi cotti al plasma). Lo so, è un po’ forzato, ma può starci.
    2- “Ah, e chicca: la bomba da non so quanti megatoni è stata portata lì A BRACCIA da quattro tizi. Perché prender la pena di armare i tuoi di inutili mitragliatori? Arma quei quattro di ciabatte, con la forza che hanno ti spiattelleranno i Lepidotteri dell’Inferno in meno di nulla!”
    La W59, bomba termonucleare da 1 Megatone, pesava 250 chili. Sarebbero 62,5 kg a testa: tanti, forse troppi, ma non inumani. Insomma, è molto tirata per i capelli, però, non essendo specificato il numero preciso di Megatoni, non è completamente inverosimile.
    3- “Per quanto ne so, un bomba emette radiazioni se e solo se detonata!”
    Prego?? Per funzionare una qualsiasi bomba nucleare ha bisogno di Uranio o Plutonio, i quali sono inevitabilmente radioattivi. Sempre. Non si scappa. Anche se se ne sta lì buona buona a prendere polvere, una bomba nucleare sarà sempre radioattiva.

    Concludendo, il film sarà sì pieno di boiate, ma la scena finale Godzilla vs MUTO femmina merita il prezzo del biglietto 🙂

    • 1- No, peraltro, la cosa si nutre di radiazioni, è in un deposito di roba radioattiva e cosa fa? Va a Las Vegas.
      Boh, ok, why not, però fare Las Vegas come prima gita per la giovane mostriciona mi sembra un messaggio diseducativo e deletereo per le nostre bambine.
      2- Parli di gente che sa che i suoi arei cascano come sassi nei paraggi dei mostri, e insistono con sovietica determinazione.
      3- Boh, avrà ruttato.
      Per il resto
      1- Le bestiacce sono piene di raziazioni, Godzilla dovrebbe sgranocchiarsele come gamberetti (visto che per dichiarazione di Tizia, anche lui si nutre di radiazioni).
      2- 62 Kg a testa come minimo (mi par di ricordare che la bomba faccia diversi megatoni, quindi andiamo tranquilli sul centinaio di Kg almeno 😀 ). E ricordo il dislivello del cratere in cui devono scendere per recuperare la bomba. Quindi un mazzo di tizi, ognuno con un centinaio di Kg per le braccia, che si arrampicano senza colpo verire su una parete di rottami e acciaio contorto.
      Ripeto, date a costoro una mazza da baseball e scaricateli in groppa alla Mantide della Morte! X°D
      Peraltro mi pare che di solito il carico per uomo considerato “sopportabil” si aggiti attorno ai 35-40 Kg.

      3- Quindi una bomba piscia radiazioni all’intorno anche prima di essere detonata? (Deve pisciarne parecchie se riesce ad attirare l’attenzione dei cosi èiù di una centrale o di un vulcano).

      Non ho elencato tutte le idiozie del film sennò non finivo più X°D Le scene coi mostri che si menano sono belle sul grande schermo, ma quanto occupano, 5 minuti su 1h30?
      Io non mi aspetto senso logico da Godzilla, però mi aspetto un dannato Godzilla >_< Non so quanto costino i biglietti giù, a me hanno scucito 7 eurozzi, a saperlo mi scolavo un litro di bianca all'happy our 😀

  4. 2-“mi par di ricordare che la bomba faccia diversi megatoni, quindi andiamo tranquilli sul centinaio di Kg almeno”
    Se non erro, sottolineavano il fatto che le bombe erano da Megatoni, non Kilotoni come quelle nel Pacifico, però sono abbastanza sicuro che non dicessero esattamente QUANTI Megatoni: di fatto, potrebbero essere 1 Mt così come potrebbero essere 10 Mt. Quindi, se non è specificato, si può anche assumere, per quanto improbabile, che la bomba pesi 250 kg (tiè 300 contando eventuali maniglie o contenitori per il trasporto), per un totale di 62-75 kg a testa.
    “Peraltro mi pare che di solito il carico per uomo considerato “sopportabil” si aggiri attorno ai 35-40 Kg.”
    Ho dato una letta a questo articolo di Wikipedia (purtroppo non sono riuscito a verificare le fonti):
    http://en.wikipedia.org/wiki/Bravo_Two_Zero
    Parla di una missione finita male di una pattuglia di SAS impegnata in Iraq nel ’91:
    “The total weight of each member’s kit was estimated at 95 kg (209 lb) by Mitchell and 120 kg (260 lb) by Ryan.”
    Insomma, un peso impressionante; per trasportarlo, hanno dovuto fare la spola:
    “According to both Ryan and Mitchell, the weight of their equipment required the patrol to ‘shuttle’ the equipment to the observation post. Four members would walk approximately 300 m, then drop their Bergens and wait. The next four would move up and drop their Bergens, then the first four would return for their jerry cans of water and bring them back to the group, followed by the second four doing the same.”
    Le taniche erano da 25 litri, cioè 25 kg (“5 imp gal (23 l) jerry can of water”); quindi nel primo viaggio di ogni spola i SAS si incollavano per 300 metri 70-95 kg di roba a testa.
    Insomma, visto che a occhio nel film fanno molta meno strada, secondo me quella scena non è poi così inverosimile.
    3-Sì, una bomba piscia radiazioni; non so se è più schermata di una centrale, ma ne dubito, quindi in teoria il mostro dovrebbe percepirle meglio che quelle di una centrale; in ogni caso, mi sembra inutile fare speculazioni del genere su una bestia che percepisce da una caverna nelle Filippine radiazioni prodotte da una centrale giapponese distante migliaia di km. Comunque, la bomba, essendo facilmente trasportabile, gli serviva per alimentare il nido.

    • Insomma, visto che a occhio nel film fanno molta meno strada, secondo me quella scena non è poi così inverosimile.

      Mica tanto: la Chinatown di San Francisco è al minimo 600 m dal mare, e non rimentichiamoci che recuperano il bombolotto dal fondo di un profondo cratere ingombro di rottami, il tutto portand già sulle spalle l’equipaggiamento con cui sono arrivati. Senza gru, né cambi, né spola, né nulla 😀
      Nah, è indifendibile. E’ la stessa scempiaggine che vuole, in un film, che gli attori maneggino lingotti d’oro come se fossero panetti di burro.

      mi sembra inutile fare speculazioni del genere su una bestia che percepisce da una caverna nelle Filippine radiazioni prodotte da una centrale giapponese distante migliaia di km.

      Well, in effetti messa così ù_ù

      • Ok ho visto Edge of Tomorrow, in effetti la fine è un po’ spiegata alla cazzo. Potevano almeno metterci lo spiegone voce fuori campo.
        Qui:
        http://www.i400calci.com/2014/06/been-there-done-that-ovvero-edge-of-tomorrow/
        tra i commenti ho letto dei ragionamenti interessanti, del tipo che Cage prende il potere dell’Omega quando l’Omega muore, resetta il tempo e si trova in una nuova linea temporale dove l’omega deve essere già morto, altrimenti lui non potrebbe avere il potere.
        Secondo me, però. la cosa è troppo pasticciata di partenza.
        Diciamo che, in poche parole, usano la storia del sangue dell’omega per permettergli di tornare indietro e avere un happy ending, come dicevi tu.

  5. Sono curioso dei commenti della Vichinga su Pacific Rim. Se Godzilla è tirato per i capelli ( e lo è, come non potrebbe non essere uan storia basata su un mostro che non potrebbe neanche reggersi in piedi) ..Pacific Rim è pieno di boiate totali ed è gustabile solo pensando all’infanzia ( o alla maturità) spesa a guardare anime robotici. Esiste anche una cosa che si chiama senso dell ‘incredulità e fantascienza e fantastico, lo sapete? Altrimenti cominciamo a debunkare che ne so.. Star Wars e non la finiamo più

    • C’e’ un lımıte anche alla sospensıone dı ıncredulıta’ eh 😛 Io sono pronta ad accettare ıl mostrıcıone (notare che non ho mosso nessuna crıtıca alla bıologıa ımpossıbıle dı Godzılla), ma ıl personaggıo e’ nammerda e la storıa e’ raccontata malıssımo u_u Pacıfıc Rım non l’ho vısto, ma ne ho sentıto favoleggıare ın varı banchettı 😀

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