Classici militari (1) : il Taigong liu tao

A me piacciono le storie di guerra. Le buone storie di guerra. Quelle in cui l’autore sa di cosa parla e rende giustizia alla più vistosa attività della nostra specie.
Mi piacciono anche i romanzi di avventura, di fantascienza, di fantasia. Quando mi capita per le mani un Abercrombie prima maniera, sono la persona più contenta del mondo.
Quando mi capita per le mani un fantasy italiano o francese, m’incazzo come una iena. Non perché ce l’ho con gli italiani o coi francesi, ma perché spesso i loro scrittori non sanno di cosa parlano quando scrivono. Sono così occupati nel cacciarti giù per il gargarozzo il loro Messaggio da boy scout che si dimenticano che hai comprato il loro cazzo di libro e pretendi una storia.
La Guerra è Brutta! o L’intolleranza è Cattiva!, e intanto quei mentecatti dei loro personaggi attendono fuori dalle mura un esercito numericamente superiore, stirano gli effettivi su ogni metro del confine nemico senza ragione, piantano tende a tiro di cannone (ok, to be fair, questa l’ha scritta un anglosassone!), danno fuoco alla città nemica e poi entrano a saccheggiarla.

[*jingle* ognuna di queste stronzate, salvo quella dei cannoni, è apparsa in un romanzo edito da una casa editrice italiana. Can you catch ‘em all?]

Essendo che la mia missione divina è quella di dispensare compassionevole cultura sulla plebaglia, ho deciso (quale abnegazione da parte mia!) di creare una piccola serie di almeno sette articoli che diano un’infarinatura estremamente generale e basilare di tattica e strategia pre-industriale. Si tratta di una serie di articoli (che non saranno uno di seguito all’altro, dacché sono una fanciulla incostante e volubile) sui sette classici militari cinesi.
Tutti conoscete L’arte della guerra. Ce ne sono altri sei. Lo so, non sono usati come aforismi nei Baci Perugina, ma esistono, giuro! Questi sette manuali hanno costituito la base dello studio militare in Cina, Corea e Giappone per secoli, e sono tutt’ora oggetto di studio (sì, certe cose non cambiano mai, e se pensate che il buon Sun Zi non sia più di attualità, sbagliate).
In altre parole, si trattava del bagaglio minimo indispensabile di un comandante. E pertanto, oggi, dello scrittore che abbia voglia di raccontare la guerra.
Questo articolo e i suoi congeneri saranno essenzialmente diversi da quelli storici. Ovvero: non mi interessa di fare una trattazione esauriente della Cina dell’XI° secolo a.C., né stabilire l’impatto di tale classico sull’élite militare di una data dinastia, né appurare se l’opera in esame è stata scritta o meno dall’autore che la tradizione ci tramanda. Quello che mi interessa in questo ambito è solo e soltanto il contenuto del manuale.

Il primo classico di cui voglio parlarvi è I sei insegnamenti segreti del Taigong (Taigong liu tao). Come detto, vi risparmio la controversia di paternità e datazione. Per la tradizione, è il più antico.
Il Taigong

Il Taigong. No, il costume non è d’epoca. Get off my back!

Tutta la prima parte del testo ruota intorno non tanto alla guerra, quanto alla politica interna: come governare un paese, come scegliere i propri collaboratori, come amministrare il popolo ecc. Difatti il Liu tao è l’unico dei sette testi ad avere un intento dichiaratamente rivoluzionario. I cinesi non hanno in simpatia i ribelli. Nessuno li ha in simpatia. Ma da che mondo e mondo chi vince ha ragione, e l’intento del Taigong è esattamente vincere contro gli Shang, la dinastia allora al potere.
Per vincere occorrono prima di tutto collaboratori adeguati. Come si usa un’esca per attirare un pesce, dice il Taigong al suo primo incontro con re Wen, si possono usare i quattrini per attirare uomini di talento. Re Wen trova la cosa molto ragionevole e i due decidono di mettersi insieme per conquistare il mondo (i cinesi sono un po’ monomaniacali da questo punto di vista, fateci l’abitudine).
Il Taigong pianta subito i primi picchetti. Solo l’uomo disposto a dividere il profitto del potere con tutti gli uomini può governare tutti gli uomini.
Ora, l’idea è che il sovrano debba essere virtuoso, dacché la sua virtù si ripercuoterà come una pioggia benefica su tutta la società. E’ un evegreen del pensiero politico cinese:  gli uomini saranno leali al sovrano che mostrerà umanità e giustizia, e lo Stato prospererà con un sovrano virtuoso perché il Cielo favorisce il Gentiluomo. Agree to disagree, ma io sono una legista senza cuore, si sa…
Ma cosa significa essere un Gentiluomo, specie per un sovrano? L’esempio portato è quello dell’Imperatore Yao. Costui non si compiaceva nel lusso, menava una vita parca in un palazzo disadorno e, cosa più importante, riduceva corvées e tasse il più possibile per non perturbare lo svolgimento dei lavori agricoli. Viveva in un vero regime di austerità, per intendersi.
D’altro canto, ricompensava con buoni salari i funzionari leali e capaci, promuoveva gente che faceva prova di pietà filiale e altre simpatiche virtù, senza tralasciare di aiutare lavoratori e proletari, il tutto assicurandosi che i sudditi rispettassero i buoni dettami morali. Suppongo che nel tempo libero Yao pettinasse coniglietti, ma è ancora il mio lato legista che fa capolino…
In quella che pare la versione ingentilita di Care Bears, il Taigong infila un punto sacrosanto: l’Imperatore di Yao ricompensava il merito e puniva la colpa, a prescindere dal fatto che l’individuo gli andasse a genio o meno.

Ma bando alle generalità, parliamo di roba concreta, tipo gli affari dello Stato!
Una buona amministrazione viene da sé se ami il popolo.
Ma come si fa ad amare il popolo, chiede re Wen, che già ha brutte visioni di se stesso intento a lavare lebbrosi e aiutare vecchine a traversare la via.
“Aiutali e non far loro del male”, dice il Taigong.
“No shit…” commenta il re Wen. Il Taigong fa finta di non averlo sentito e continua:
“Non devi sconfiggerli. Se loro hanno successo, tu hai successo.”
E precisa, bontà sua:
Non fargli perdere il lavoro. Non fargli pagare tasse pesanti. Togli l’IMU (ok, questo non l’ha detto). Riduci le spese d’apparato e torna a coprirti di pelli come l’Imperatore Yao. Re Wen già rimpiange di aver raccattato l’infame vecchiaccio in riva al fiume. Ufficiali corrotti danneggiano il popolo, aggiunge il Taigong inarrestabile. E conclude:
tratta il tuo popolo come tratteresti i tuoi figli.
Il che, nonostante la sequela di zucchero appena passata, è in effetti un buon consiglio. Implementato peraltro da un invito all’empatia: quando imponi punizioni o ricompense, pensa a cosa proveresti se il loro oggetto fossi tu. Ogni volta che rifili una tassa, pensa che stai prendendo a te stesso.

E riguardo al Governo? Che rapporto ci deve essere tra un sovrano e un ministro?
Il Taigong da’ una risposta che tutto sommato mi piace: il sovrano deve solo cercare di avvicinarsi ai subordinati. I subordinati devono solo essere sottomessi. Facile, no?
Re Wen ha un’altra orrida visione in cui prende il té con la moglie dell’amministratore di condominio, e chiede precisazioni.
Il sovrano deve essere composto, degno e quieto, dice il Taigong. Essere vicino ai subordinati non include prendere il té con loro, lo rassicura. E mentre il re tira un sospiro di sollievo, il malefico vecchio riprende: vuota la mente e attendi gli eventi con giustizia, senza cercare la rissa. Parimenti, quando si discutono affari di stato, non devi lasciar fare, ma nemmeno metterti troppo di traverso, o i tuoi ti taglieranno fuori. Un re non è niente senza i suoi subalterni, e la verità è che loro possono farti e disfarti. Per questo tutta l’arte sta nell’averci a che fare senza lasciargli troppo ascendente.
Il re non deve essere leggibile o prevedibile (consiglio che viene dato anche da Sun Zi). Non lasciar capire ai tuoi subalterni cosa bolle in pentola. Perché va bene che sarai tanto virtuoso e loro di certo ti saranno leali, ma solo i fessi si fidano del tutto.
E infine, il Tagong conclude con un’osservazione interessante:
Se vedi con gli occhi di tutti gli uomini, non ci sarà nulla che non potrai vedere. Che vuol dire: sii disponibile ad ascoltare tutti, perché la buona informazione può venire da chiunque e in qualunque forma.
GrumpyUna buona informazione può annidarsi ovunque, perfono negli articli inutili di un blog inutile!

In un’altra conversazione, re Wen convoca il vecchiaccio e suo figlio, il principe Fa (futuro re Wu e futura vittima dell’onnipresente Taigong). In questa sezione viene abbordato un altro tema caro ai cinesi: saper cogliere l’occasione. E’ votato il disastro chi, venuto il tempo di agire, esita.
Per aver fortuna, un re deve essere forte e geniale, tollerante ma anche duro, rispettoso, quieto e dignitoso. Il principe Fa mormora un “e grazie al…”, ma nessuno lo sente.

Ma torniamo all’annosa faccenda dell’avvicinarsi alla gente. Il Taigong dice: ci sono 6 preservanti e 3 tesori!
Le prime 6 sono benevolenza, giustizia, lealtà, buona fede, coraggio e pianificazione. Sono necessarie in un subalterno, e il malefico vecchio prodiga una serie di consigli per conoscere la vera natura di un candidato:
1. rendilo ricco e guarda se commette carognate;
2. dagli un rango e osserva se diventa arrogante;
3. dagli delle responsabilità e guarda se il suo comportamento cambia;
4. impiegalo e indaga se ti nasconde qualcosa;
5. mettilo in pericolo e guarda se si spaventa;
6. dagli da gestire degli affari e guarda se ciò lo perplime.
Se da ricco non commette carognate, è benevolo; se con un rango non è arrogante, è un giusto; se con responsabilità non cambia, è leale; se impiegato non ti nasconde nulla, è in buona fede; se in pericolo non si spaventa, è coraggioso; se gestire gli affari non lo perplime, è un buon pianificatore. Se è queste sei cose, tientelo stretto!
Il Taigong consiglia infatti al re una severa meritocrazia. Eleva l’uomo di valore, sbatti in fondo alla catena alimentare l’uomo da poco (come tutti sappiamo, le donne non sono umane e verranno trattate nel capitolo “cani, gatti e altri animali da compagnia”).
E i 3 tesori?
Sono i 3 tesori di un re: buona agricoltura, buona produzione artigianale, buon commercio. Tieni i contadini con i contadini, gli artigiani con gli artigiani e i mercanti coi mercanti, e tutto andrà bene. Se non permetti commisture, la gente non si metterà ad architettare infamie. Insomma, attento al conflitto di interessi.

Esistono quelli che il Taigong definisce, i 6 ladri. Come riconoscerli?
• Se i tuoi subordinati vivono al di sopra dei loro mezzi, sono ladri.
• Se la gente non lavora ma viaggia e sfoga i propri istinti. Tutti ladri (tipo me).
• Ufficiali che formano gruppi, lobbies, partiti… rubano la virtù del sovrano. Eliminali.
• Se i tuoi cavalieri sono arroganti e intrattengono dubbie relazioni con altri signori… ladri anche loro! Un guerriero ha un solo signore, chi tiene il piede in due staffe va gambizzato.
• Se i tuoi funzionari non rispettano la loro funzione e fanno i paraculi, danneggiano, frustrano e dissuadono i funzionari meritevoli: ladri, tutti loro!
• E infine, quando un clan potente diventa troppo indipendente e comincia a mangiare uomini e risorse attorno a sé.

Il Taigong e il re Wen sono ben piazzati su quest’ultima: loro hanno cominciato la loro ascesa sbranando la dinastia precedente, sanno cosa succede a lasciare una famiglia libera di crescere.

A questi 6 si aggiungono 7 latori di danni:
1. Uomini incapaci di saggezza o pianificazione strategica, ma titolari di ranghi importanti;
2. Uomini con una buona reputazione e nessuna sostanza, tizi abili ma vani;
3. Poser. Uomini che si agghindano e si atteggiano a vecchio saggio senza esserlo;
4. Poser 2.0. Gente che sa farsi notare con idee stravaganti e che sventola uno stile di vita parco e santo, gente che depreca e disprezza la decadenza d’oggigiorno ma che non ha niente di sostanzioso da metter sulla tavola;
5. Adulatori e calunniatori. Gente coraggiosa, pronta a morire, ma devota solo alla propria ambizione e alla propria avarizia;
6. Gente che vive in modo troppo raffinato: danneggiano economia e agricoltura;
7. Maghi e ciarlatani, uomini strani che confondono la brava gente ed elaborano bizzarre strategie (tipo “non si diventa ricchi con le esportazioni ma con le importazioni” *coff*).
La gente deve dare il proprio massimo, gli ufficiali devono essere sinceri, i ministri devono essere leali (anche a costo di dire al sovrano cose che non vuole sentire), i funzionari devono essere equi e puri, il cancelliere deve essere capace di rinforzare l’esercito e assicurare la protezione dello stato.
Più avanti, il Taigong mette in guardia il re. E’ vero che di regola bisogna impiegare e promuovere gli uomini di valore, ma prima di tutto bisogna riconoscerli. Non ci si può, e non ci si deve fidare di fama e apparenze.

Il re ha due strumenti per gestire i suoi uomini: ricompense e punizioni. Ricompensando un uomo degno, incoraggi altri cento a fare come lui. Punendo un uomo indegno, ne dissuadi cento. Ma come amministrarle?
Una ricompensa deve essere credibile, una punizione certa, ovvero, gli uomini devono poter contare su un premio, e devono sapere che il castigo è ineluttabile.

E ora veniamo a quello che più mi interessa:
La via militare!
Tank

Per il Taigong, la cosa più importante è l’unità.
La seconda cosa più importante?
Have a guess!
L’inganno. Fatti vedere per ciò che non sei. L’arte della guerra sta nel non fargli mai capire cosa stai per fare, cosa vuoi, cosa prepari, come stai messo.
E la terza? La terza è conoscere il tuo nemico, capire cosa sta per fare, cosa vuole, cosa prepara, come sta messo.

Ma scendiamo più nello specifico degli insegnamenti segreti marziali!
Abbiamo già sviscerato l’importanza di coltivare la virtù e di procurarsi subalterni di valore. Quanto al nemico, bisogna conoscerlo. Osservare le sue attività esterne e interne, conoscerne i pensieri e il tipo di governo. Osserva il sovrano, così come anche la gente che gli è vicina e quella che gli è lontana.
Frattanto, il tuo paese deve essere in pace e ben ordinato. E come fare? Capendo che la vita degli uomini è fatta di un quotidiano banale: preservare la quiete pubblica è il modo di tener calmo il popolo.
Pacificati e uniti i tuoi, c’è un modo “civile” di attaccarsi ad un avversario?
Secondo il Taigong, ce ne sono dodici (anvedi):
1- Assecondalo. E’ possibile che diventi arrogante e faccia un errore.
2- Avvicinati a quelli che ama, frammenta le sue relazioni. Cerca di minare la lealtà dei suoi ministri e dei suoi funzionari.
3- Di nascosto, comprati i suoi assistenti.
4- Assecondalo nei gusti, offrigli lusso e doni, trattalo con deferenza, mostrati obbediente e riempilo di ragazze.
5- Tratta i suoi ufficiali con generosità e gradualmente comincia a trattarli meglio di lui.
6- Stringi alleanze segrete coi suoi collaboratori preferiti e tienti a distanza da quelli meno apprezzati. Gli uomini di talento finiranno gradualmente sotto influenza straniera.
7- Per avere il suo cuore, coprilo di doni. Per avere i suoi uomini, mostragli che hanno solo da guadagnare con te.
8- Coinvolgilo in un piano che gli porti profitto. Si fiderà di te sempre di più, fino al momento in cui potrai usarlo e manipolarlo.
9- Adulalo.
10- Sii sottomesso e collaborativo, in modo che si fidi e ti lasci conoscere la sua vera situazione.
11- Togligli i mezzi di essere un buon sovrano, togligli la Via. Tutti amano denaro e rango e odiano sfortuna e morte, tutti, in particolare i suoi subordinati. Allettali, pascili, curateli e reclutali per la tua fazione. Una volta il lavoro completato, il nemico sarà incapace di governare, perché le funzioni chiave saranno occupate da gente fedele a te, non a lui.
12- Asseconda i suoi ufficiali dissoluti e corrompilo con una vita di lussi.
(Fottere il nemico può essere più o meno pulito, ma sarà sempre dispendioso).

Il Taigong dà infine degli strani consigli su come attaccare i nemici d’elezione, gli Shang. Visto che l’esercito di Shang è più grande di quello di Chou (il territorio di re Wen), il Taigong consiglia di fare in modo da farlo diventare ancora più vasto, perché il troppo forte finirà per rompersi e il troppo vasto per mostrare deficienze.
E’ un consiglio bizzarro. Ci fu effettivamente una battaglia tra Chou e Shang, e Shang aveva un esercito molto più grande (anche se magari non settecentomila cristi come dice la tradizione), ma perse. Oggi come oggi gli storici ritengono che Chou abbia vinto perché, nonostante il numero inferiore, le sue truppe erano migliori, più determinate e meglio addestrate.
Forse qui si intende: spingere il re di Shang a fare una leva generale. Questo non solo avrebbe danneggiato l’economia agricola del paese, ma avrebbe reso l’esercito difficile da gestire, creato più caos che altro e portato all’annientamento delle forze Shang.

Gli insegnamenti segreti del Drago
La cosa più importante per un generale in campagna, you guess it, è avere assistenti e ufficiali su cui poter contare. In un esercito, un uomo deve essere assegnato nella posizione in cui è più capace. Ciascuno secondo le proprie capacità, come direbbe un certo tizio defunto.
Il Taigong spiega la struttura dello stato maggiore. Ve lo risparmierei, ma tutto sommato ve lo meritate.
(Se sei una persona normale e odi soffrire, puoi saltare).
1 capo della pianificazione: deve fornire consiglio, conoscere i piani segreti e saper reagire alle inevitabili sorprese; cercare di prevenire dette sorprese il più possibile investigando le diverse variabili (clima, terreno, ecc); deve supervisionare la pianificazione della campagna.
5 ufficiali della pianificazione: devono pianificare sicurezza e pericolo, anticipare l’imprevisto ; valutare performances e abilità; assicurarsi che premi e punizioni siano chiari; nominare gli ufficiali; offrire consiglio.
3 astrologi (che c’é? E’ l’undicesimo secolo a.C.!): sono responsabili del calendario; dell’osservazione dei venti e del ch’i; devono predire i giorni fasti, investigare segni, verificare disastri e anomalie, e indovinare il momento in cui bisogna agire o abbandonare. Temo che fossero principalmente lì per prendersi la colpa se la festa andava male.
3 topografi: sono responsabili della disposizione strategica dell’esercito e della topografia (pensa te).
9 strateghi: devono discutere idee divergenti e i vantaggi e i rischi delle diverse operazioni; sono responsabili della scelta delle armi e dell’addestramento degli uomini; devono anche vegliare a che nessuno infranga gli ordini e i regolamenti.
4 ufficiali logistici: guess what? Si occupano di rifornimenti! Dopotutto, come disse Julian Grenfell, la guerra è un grande picnic (o, come disse Napoleone, “un esercito marcia sul proprio stomaco”) . Questi quattro tizi sono responsabili del cibo e dell’acqua, dove trovarli e come trasportarli.
4 ufficiali per Grandezza Fiorita: sounds kind of silly, ma erano importanti. Il loro lavoro era snidare uomini di valore, discutere gli armamenti e attacchi a sorpresa.
3 ufficiali dei Segnali Segreti: si occupavano di strumenti e insegne necessari per dirigere il tuo esercito, come di quelli fasulli per confondere il nemico. In battaglia c’è casino. Il generale che bercia e il fantaccino che esegue sono idiozie da filmone hollywoodiano: quando la festa comincia è tanto se un disgraziato sente i propri denti battere! Per questo un capitano non bercia, un capitano fa battere il tamburo, squillare la tromba o muovere l’insegna.
I 3 di cui sopra sono anche i responsabili di spie, ricognitori e sono loro a fornire documenti falsificati. Salvo certe eccezioni storiche celebri, uno non capita per caso in braccio all’esercito nemico. Esistono gli esploratori, e se non sei un mentecatto li usi.
4 Braccia e Gambe: responsabili di compiti base, manutenzione di argini, terrapieni e altre fortificazioni.
2 ufficiali di Collegamento: sono loro a far le pulci a tutti i tizi di cui sopra. Individuano gli errori, le cose perse o passate tra le maglie dell’organizzazione, e ci mettono una pezza; ricevono gli ospiti di riguardo e in generale se piove un cazzo dal cielo è prima di tutto un loro problema.
3 ufficiali d’Autorità: si occupano del settore “eterodossia e inganno”. Sono quelli col cilindro magico, il trio delle meraviglie!
7 Occhi e Orecchie: sono gli informatori, nonché gli ispettori.
5 Zanne e Artigli: sono quelli che devono mantenere alto il morale, pompare le truppe, spremere il meglio, con le buone o con le cattive.
4 Penne e Ali: sono i responsabili della propaganda. Quelli che forgiano e celebrano la nomea dell’esercito in modo da terrorizzare la gente e indebolire il morale nemico.
8 ufficiali vaganti: sono infiltrati del nemico. Devono spiarlo, ma anche manipolarlo.
2 ufficiali tecnici: anche loro lavorano pe la propaganda, ma invece di pompare il mito del tuo esercito, loro sono specializzati in calunnie e minacce.
3 ufficiali di prescrizione: ufficiali medici.
2 contabili: c’è bisogno che vi dica che cos’è un contabile?

Ma veniamo al grande capo, il generale. The big one. Le chef!
Che tipo deve essere il generale? Per il Taigong, il generale ha 5 talenti indispensabili e 10 eccessi possibili. I talenti sono, pensa un po’, coraggio, saggezza, benevolenza, affidabilità e lealtà (fateci l’abitudine, i cinesi sono fissati con queste virtù).
Quanto alle 10 magagne, ecco cosa dice il malefico vecchio:
essere coraggioso e trattare la morte alla leggera (può essere ucciso), essere impaziente (può essere distrutto dalla persistenza), essere venale (può essere comprato), essere troppo benevolo e quindi incapace di infliggere dolore (può essere sfiancato, esaurito), essere saggio ma timoroso (può essere sfibrato e stancato), essere affidabile ma fidarsi troppo degli altri (può essere ingannato), essere incorruttibile ma non avere affetto per i propri uomini (può essere insultato), essere saggio ma indeciso (può essere sorpreso), essere risoluto ma troppo indipendente (può essere disorientato), essere troppo fifone e delegare le proprie responsabilità agli altri (può essere ingannato).

E come fare per selezionare il generale dei tuoi sogni? Ci sono 15 casi, dice il Taigong, in cui apparenza e sostanza non combaciano. Non ve li elenco, perché il succo è sempre quello: un uomo può apparire in un modo ed essere in un altro (apparire profondo ma non esser sincero, apparire confuso ed essere al contrario leale e di sostanza, ecc.). Non giudicare dalle apparenze, un uomo può apparir buono ed esser cattivo, apparir scemo ed esser solo socially awkward. O magari può apparire debole in abiti civili e lanciato sul campo di battaglia diventa un dragone.
Insomma, come fare a conoscere un uomo? Ci sono 8 cose da fare:
1- interrogali con attenzione;
2- gira il discorso in modo da confonderli e vedi come reagiscono una volta disorientati;
3- discuti di cose su cui ti sei preventivamente informato, in modo da testare la loro sincerità;
4- questionali di nuovo in modo esplicito;
5- assegnali in posti di responsabilità finanziare e guarda come si comportano;
6- mettili alla prova con delle belle figliole e assicurati che siano gay galantuomini;
7- mettili davanti a una difficoltà e osservane il coraggio;
8- ubriacali e guarda come sono da sbronzi.
Come avrete notato, il modo di conoscere un generale è molto simile a quello consigliato da Sun Zi. Il Taigong aggiunge in particolare la parte “sbronzali”, che a me piace un casino. Da notare che anche il candidato deve fidarsi del sovrano per accettare di farsi sbronzare.
Come anche Sun Zi, il Taigong spiega che un generale in missione può e deve, se necessario, ignorare il proprio sovrano per il bene della missione. Una volta che il sovrano ha dato il mandato, deve affidarsi al generale. Una volta che il generale ha accettato il mandato, deve osare sfidare il proprio signore. Un esercito in campagna deve vincere, e pace per gli ordini del governo centrale.

Ma come fa un generale a costituirsi un’aura di rispetto? Facendo vedere che è un giusto, e fa vedere che è giusto mettendo a morte il grande e ricompensando il piccolo. Se uccidere un uomo basta a impressionare un intero esercito, non esitare, stesso vale per premiare un soldato.
Ma punizioni e ricompense non solo i soli strumenti per vincere i tuoi propri soldati. Un generale deve osservare una certa condotta, e in particolare deve far vedere che condivide il dolore della vita del soldato. Niente pelliccia in inverno o ventaglio in estate.
Una volta mio padre mi disse: in un gruppo di militari, il capo deve far capire che è capace o pronto a fare quello che ha appena ordinato ai suoi di fare. Per quanto ne so di gruppi guerrieri, è un’osservazione abbastanza esatta, e il Taigong consiglia qualcosa di molto simile. Non è solo una manovra di propaganda: il generale deve sapere cosa stanno passando i suoi soldati. L’unità è la cosa più importante. Pertanto il generale mangia per ultimo e dorme per ultimo.
Sapere che il generale ha scelto di patire come loro; sapere che il generale sa e capisce cosa stanno passando. Sono due cose che uniscono e boostano il morale di soldati ed ufficiali.

Il Taigong passa poi ai codici di comunicazione che permettono il rapido coordinamento delle tre sezioni dell’esercito (destra, centro e sinistra). Ci sono diversi codici trasmessi via listelli di bambù. A seconda della lunghezza, il messaggio sarà “vittoria”, “gli abbiamo steso il generale”, “ci hanno steso il generale”, “città presa”, “preparatevi a una difesa di stallo”, “spedisci rifornimenti”, ecc.
Data la loro importanza, i messaggi devono restare segreti. Il generale deve trattenere chi li ha portati e uccidere gli eventuali che avessero sbirciato o sentito dire, onde evitare qualsiasi fuga di notizie.
Ma cosa fare se vuoi combinare qualcosa di più complicato e un pezzo di bambù non basta a farti capire? Well, dice il Taigong, usa lettere segrete. Una lettera segreta è una lettera che viene scritta, poi divisa in tre parti, affidata a tre messaggeri che non sanno nulla né del contenuto né del fatto che ci sono tre messaggi.

Infine, si parla di come condurre la guerra. Per il Taigong, il miglior piano del mondo non compenserà mai la capacità di reagire al nemico. Puoi pianificare quello che ti pare, ma sul campo le cose cambieranno, nuovi cazzi pioveranno dal cielo o si apriranno occasioni impreviste. Peggio, il nemico può essere venuto a conoscenza dei tuo piani (ricorda che mentre tu spii lui, lui spia te). Il punto è allora essere in grado di combinare ortodosso ed eterodosso.
Un vero genio della guerra non vince sul campo di battaglia. Per i rischi di cui sopra e per preservare i tuoi e i tuoi futuri sudditi, il genio della guerra dovrebbe essere capace di vincere prima della battaglia. Manipolare la situazione in modo che il nemico non abbia occasione di farti del male.
Se devi mettere l’esercito in campo, allora tieni presente che mantenere il mondo all’oscuro di qualsiasi cosa è la migliore maniera di vincere. Oscurità e silenzio sono le parole d’ordine.
Devi ingannare il tuo nemico, e in contemporanea avere una comprensione profonda dele variabili in gioco (quello che il Taigong chiama il ciclo di yin e yang). Se ci riesci, sarai capace di discernere in quale momento puoi essere vittorioso e in quale no. Come in Sun Zi, si combattono solo battaglie vinte. Una profonda comprensione ti mette peraltro al riparo dalle due cose più pericolose per un esercito: dubbio ed esitazione. Perdi l’attimo e sei cotto.

Seguono una serie ci consigli su come menare la spedizione.
Ad esempio, se il tuo nemico si schiera con ordine, impiega alcuni dei tuoi per simulare confusione tra i ranghi. Se devi nascondere una fuga, passa attraverso zone di erba fitta e vegetazione lussureggiante. Se non vuoi avere a che fare con carri e cavalleria, attaccali in valli scoscese. Un passo o una foresta di montagna sono luoghi in cui pochi possono dar del filo da torcere a molti. Se vuoi nasconderti, zone di pantani potrebbero essere una buona idea. Se vuoi invece una battaglia schietta in cui dispiegare i tuoi, una zona aperta e pianeggiante fa al caso tuo.
Ad ogni modo un blitz è il modo migliore di attaccare: rapido, breve e inatteso. Se invece vuoi fargli una festa a sorpresa, imbosca truppe che non si aspetta e attiralo con truppe ortodosse più lontane. Se il nemico è spaventato, uno può attaccarne dieci, e lo stesso vale quando combatti gente esausta, magari al tramonto, alla fine di una lunga giornata.
Se ti trovi nell’acqua, il Taigong caldamente consiglia balestre ed armi lunghe. Nel caso qualcuno avesse la balzana idea di nuotare in bocca al nemico per prenderlo a pugni.
E nel caso avessimo a che fare con una città fortificata? Avere una buona conoscenza di terreno e movimento su una vasta area, per cominciare (è sgradevole essere presi da dietro mentre si assedia…). E una finta ritirata potrebbe avverarsi utile. Troia suona familiare?
Approfitta del tempo. Forti venti e pioggia sono sgradevoli, ma possono permetterti di assaltare il nemico. E se invece che attaccarti ai suoi soldati vuoi tagliargli le vie di rifornimento, mandargli incontro i tuoi vestiti come i loro potrebbe essere un sistema.
Intanto motiva e unisci le tue truppe. Ci sono 4 leve che puoi usare per manipolare la massa dei tuoi soldati: concedere e togliere; gioia e rabbia. D’altro canto hai degli ufficiali che sono lì apposta, no?
Le alture sono i posti più difendibili. E, parlando di montagne, i loro boschi offrono modo di andare e venire in segreto.
Grumpy2

Insegnamenti segreti della Tigre
Questa sezione si apre con un’enumerazione dei componenti necessari per un esercito in missione. E’ interessante, ma molto relativa al tipo di guerra degli Stati Combattenti, e passerei. Nel caso qualcuno vogli assolutamente la lista bel bucat… degli armamenti necessari del Taigong, non ha ce da chiedere. Vi basti sapere che per disporre l’esercito bisogna essere coscienti del cielo (Schieramento Celeste), della configurazione del terreno (Schieramento Terrestre) e dei diversi effettivi (Schieramento Umano).
Ma cosa fare se il nemico ti taglia avanzata, ritirata e rifornimenti?
Sei nella merda, sottolinea il Taigong. Attacca il prima possibile, reagisci subito. Esita e sei finito. Non concentrare tutti i tuoi su un punto, ma mantieni la divisione classica in tre corpi. Col giusto morale, potrai spezzare l’accerchiamento. Se ci riesci, evita d’impastoiarti in un lungo combattimento.
E metti caso che ciò accade in territorio nemico, magari ina zona montuosa in cui il nemico tiene le vette, è ben rifornito e in ottime condizioni.
Il Taigong è cristallino: scappa. Trova una breccia nel loro schieramento e combatti con tutto l’animo che hai per cavarti di lì.
Muoviti di notte, quando non sei visto.
Ma con un esercito alla cinese, come ottenere silenzio da una massa di coscritti strappati ai campi e presi a calci in culo fino in terra straniera? Quando siete in mille, un “chi spinge?” per uno diventa preso un baccano infernale. Il Taigong ha una risposta per tutto. Mordacchie! Ficca in bocca a ogni disgraziato una mordacchia di legno, e via camminare!
Metti truppe d’élite all’avanguardia, che sgomberino la strada in fretta per far passare il resto. Metti altri buoni guerrieri in imboscata dietro di te, in modo da segare chi cerca di correrti dietro. Schiaffa bagagli e i disgraziati immordacchiati nel centro.
Fatto ciò, avanza con calma, senza farti notare. E se ti notano, well, hai messo l’élite in testa per una ragione no? Sfonda! E se capiti davanti a un nocciolo duro, sfodera tutti i tamburi e segnali che hai, fai come se un esercito tre volte più grande fosse appena sorto dalla terra.
Con molto culo e molto coraggio potresti anche cavartela.
E come fare se sei sotto attacco e ti trovi costretto ad attraversare dell’acqua senza l’equipaggiamento necessario?
Brucia rifornimenti e carri di trasporto. Sarebbero catturati in ogni caso. Ficca nella testa dei soldati che chi combatte vive, il vigliacco muore. Nel capitolo precedente, il Taigong ha accennato a quello che chiama un Fiume Volante, usato via i Galleggianti Celesti. Si tratta di un ponte provvisorio lungo venti piedi che poteva essere gettato in fretta di traverso a un fiume. Frattanto, ordina a quelli in retroguardia di appiccare un enorme falò: servirà come punto di riferimento per orientarsi. Te cerca di scappare dove i loro carri e i loro cavalli non possono seguirti, ricompattati e riordina lo schieramento.

Altro caso, propone re Wu, metti che stai attraversando un fiume in territorio nemico, e, botta di sculo cosmica, un pioggia a monte ti frega, arriva una piena, ti affoga un po’ di gente e ti tronca in due l’esercito. Non hai ponti provvisori, non hai barche, come fai a riunire i tuoi?
“Come sarebbe che non hai ponti?” sbotta il Taigong “Chi ha pianificato l’equipaggiamento?”
Re Wu si stringe nelle spalle.
“No, dico, puta caso-
“Se non hai il Fiume Volante sei un cretino e meriti di affogare. Fine della discussione”.
Il re decide di cambiare domanda.
Poni caso che sei su un terreno che permette sia a te che al nemico di avanzare. Che fare?
Il Taigong consiglia di rinforzare le fortificazioni e le difese ma non farsi avanti. Ciò permette di accumulare rifornimenti e nascondere le tue operazioni. Il nemico non conosce la tua reale situazione e ciò è buono. Quando sei pronto, monta un blitz contro il suo punto debole.
“E se il nemico conosce le nostre intenzioni?”
Manda gruppi d’élite a provocare schermaglie giornaliere, consiglia i Taigong. Stancalo psicologicamente. Usa i soldati meno buoni per sollevar polvere e far casino, fagli credere che siamo più di quanti siamo davvero. Questo danneggerà il loro morale e confonderà i loro ufficiali. Una volta ottenuto il vantaggio morale e psicologico, attaccalo con tutte le forze di cui disponi.
E cosa fare se siamo schierati, di eguale forza e nessuno dei due osa attaccare per primo?
Se il terreno si presta, imbosca dei tuoi sui suoi fianchi. Di nascosto manda i tuoi carri/cavalieri in una posizione da cui possano tagliare l’avanguardia dalla retroguardia, e nel frattempo moltiplica il numero di insegne e tamburi nel tuo campo. Venuto il momento, attacca con tutti gli effettivi allo stesso momento. La molteplicità degli attacchi dovrebbe bastare a disorientare il generale nemico.
Bello. Ma se il terreno o la disposizione del nemico non si prestano a imboscare truppe e piazzare cavalieri? E se il nemico è più furbo di te ed è riuscito a prenderti alla sprovvista, spaventando il tuo generale e mettendo confusione tra i tuoi ufficiali?
Dopo aver controllato i suoi movimenti su un’area più vasta, imbosca truppe più lontane e attacca. Le prenderai, quindi sii pronto alla ritirata e tirati dietro il nemico su una trentina di li. Là, fai dietrofront e attacca, col supporto delle tue truppe imboscate.
Bon. E puta caso invece che sei in territorio nemico, il clima è stato inclemente (troppo caldo o troppo freddo) e una pioggia di dieci giorni ha affossato le tue difese e spappolato argini, terrapieni, e lo zelo e il morale dei tuoi soldati. Che succede se il nemico ti salta addosso di notte e che tu non sei pronto?
Prima di tutto lo zelo dei tuoi NON deve squagliarsi! Incarica un migliaio di soldati, vincolati da giuramento, di costituire una guardia speciale, che oltre a difenderti faccia mostra di organizzazione e zelo. Questo demoralizzerà il nemico (si suppone che anche loro si siano presi dieci giorni di pioggia, no?). Nel caso dovessero attaccarti e poi ritirarsi, evita di farti tirare in un’imboscata!
Buono. Re Wu si spreme le meningi.
Puta caso che sei in territorio nemico e che sia tu che loro avete assunto posizioni difensive. La differenza è che loro sono riusciti a separarti avanguardia e retroguardia e tagliarti i rifornimenti. Non puoi vincere se attacchi e non puoi resistere a lungo se ti difendi.
Il Taigong si schiaffeggia la fronte.
“Se tu avessi preparato bene la spedizione e indagato ammodo sulle loro forze e sul terreno, non sarebbero stati in grado di troncarti in due, pirla.”
Va bene, fa re Wu. Supponiamo che i tuoi stiano attraversando un terreno piatto ed esposto subito dopo pantani o foreste, e che si siano persi un esploratore o un qualche quack del genere. Il nemico attacca, ti sega in due l’esercito e ti serra a tenaglia. Non puoi vincere e non puoi difenderti, e i tuoi sono terrorizzati.
“Non succede se hai un buon sistema di esploratori e se le sezioni del tuo esercito comunicano bene” ribatte il Taigong cocciuto.
Sempre nella rubrica “situazioni probabili”, il re rilancia. Puta caso che hai preso il territorio, ma grosse città fortificate resistono e l’esercito nemico è asserragliato in montagna. Come fare ad assediare le città senza farsi ingroppare dai loro?
Il Taigong sottolinea che non è necessario ammucchiare tutti sotto le mura. Piazza cavalleria e carri in difesa della tua retroguardia e taglia i rifornimenti degli assediati.
Pare una buona idea, ma cosa succede se quelli riescono a coordinare un attacco dai monti con una sortita?
Per evitare questa evenienze, lascia agli assediati una vita di fuga per minare il loro animo. Attacca la città. Se ti va bene, i loro soldati migliori fuggiranno per raggiungere l’esercito sulle montagne, e tu potrai prendere la città. Alle lunghe, finiranno per spomparsi e arrendersi.
Non bruciare e non distruggere. Non uccidere chi si arrende. Mostrati benevolo e ruba la lealtà del loro popolo.
E puta caso, i tuoi stanno attraversando una zona erbosa in una stagione secca. Sono stanchi e ti fermi per lasciarli riposare, ma i ribaldi appiccano fuoco alla prateria e imboscano gente nelle retroguardie per affettarti mentre ti ritiri.
Per prevenire questa evenienza, hai bisogno di vedere i dintorni dall’alto. Una scala o qualcosa del genere, in mancanza di meglio. Se vedi dei fuochi, fai terra bruciata prima che arrivino. Appicca il fuoco dietro di te, e se il nemico arriva ritirati sul terreno annerito per difenderti. Fatti scudo dei carri se necessario.
Il capitolo si chiude su dei consigli su come sapere se una fortezza sta venendo smobilitata o è vuota. La cosa migliore sarebbe, ovviamente, avere una vista dall’alto. Nel caso non fosse possibile, silenzio, assenza di fumo e presenza di uccelli sono segno che il nemico se n’è andato.

Insegnamenti segreti del Leopardo
In questo capitolo continua la saga del Puta Caso, o Metti Che.
Cosa succede se ci si trova col nemico nella stessa foresta?
Il Taigong consiglia di mettere in prima linea gli arcieri e balestrieri, lancieri e alabardieri subito dietro, divisi in squadre di cinque. Immagino che ciò sia perché la presenza di tanti alberi rende poco effettivo il tiro a campana.
Dopo aver consolidato la tua posizione, manda della gente a far pulito: taglia e sgombera in modo da poter manovrare. Puoi farti appoggiare dalla cavalleria se il bosco non è troppo fitto.
E metti che, una volta tanto, è il nemico ad attaccare, invaderti e buttarti fuori dalle tue città fortificate?
Se sono stati così veloci è probabile che le loro bestie siano stanche, le loro riserve esaurite e i loro ranghi in disordine. Raduna i tuoi in una notte senza luna, and kick the shit out of ‘em.
Sì, ma se hanno diviso il loro esercito in modo che alcuni di loro siano riusciti a rifornirsi?
Fingi di volerti preparare a sostenere un assedio. Se si avvicinano, attaccali con la fanteria leggera, perdi e ritirati. Quando si avvicineranno per assediare la città, prendilo a sandwich con i cavalieri che avrai preventivamente sistemato in imboscata.
Parimenti, se in territorio nemico picchi il naso contro un esercito in buon assetto e buona forma, imbosca i tuoi migliori sulla via di ritirata e cerca di tirarteli dietro dopo un breve accrochage.
Metti che siamo incastrati in cima a una montagna?
La posizione elevata può essere un vantaggio. In ogni caso evita di disperderti e schiera i tuoi uomini in modo da poter sorvegliare tutti i versanti e reagire, quale che sia la provenienza dell’attacco.
Tornando in situazioni in cui sei in netto svantaggio in territorio nemico e pressato da un esercito migliore, il Taigong consiglia una ritirata protetta da truppe imboscate, come abbiamo già visto. Nel caso non sia possibile ritirarsi. Comprati la fuga. Oro, giada, qualsiasi cosa. Ci sarà qualcuno comprabile nel loro esercito, no?

Come attaccare i tanti con pochi?
Al tramonto, consiglia il Taigong. Tendendogli un agguato tra l’erba alta e spingendoli su un passaggio stretto. Se non ne hai a disposizione, trova il modo di attirare il generale nemico nel terreno che ti fa gioco. Se vuoi attaccare uno stato più forte di te, assicurati di avere l’appoggio dei suoi vicini.

Insegnamenti segreti del Canide
Come fare per radunare in fretta l’esercito tutto?
Il re dovrebbe aver stabilito prima un calendario e fissato il giorno e l’ora di riunione. Al momento venuto, premia i generali che sono arrivati in tempo e uccidi i ritardatari. Questo servirà d’esempio e spronerà i vari Palla di Lardo a spicciarsi. In quali casi il nemico è facilmente sconfitto?
Ci sono 14 casi in cui il nemico è facilmente sconfitto:
1- quando uomini e bestie non hanno ancora mangiato;
2- quando il clima lo mette in difficoltà;
3- quando non sono riusciti a procurarsi un terreno vantaggioso;
4- quando stanno scappando;
5- quando non sono vigilanti;
6- quando il generale non è presente;
7- quando stanno attraversando lunghe strade;
8- quando le truppe non hanno avuto tregua;
9- quando sono esausti;
10- quando appena iniziato ad assemblarsi;
11- mentre attraversano un fiume;
12- mentre si trovano in terreno difficile, con precipizi and the likes;
13- quando il loro schieramento è disordinato;
14- quando sono spaventati.

E per quanto riguarda i miei, come dovrei selezionare i miei guerrieri?
Il Taigong consiglia di selezionarli in base al loro carattere.
Ci sono uomini coraggiosi che non temono la morte e sono fieri delle loro ferite. Riuniscili in una sola unità, i Guerrieri che sfidano la Lama; raduna anche quelli dall’apparenza straordinaria, gli armadi impressionanti e gli energumeni, e chiamati Valorosi Guerrieri d’Elite; i buoni saltatori e gli uomini forti, capaci di infilarsi nei loro ranghi e tirar giù i le loro insegne, chiamali Guerrieri di Valore e Forza; i buoni camminatori e buoni corridori, insomma, gli Alpini e i Bersaglieri, schiaffali insieme nei Guerrieri Invasori; quelli che per una ragione o un’altra sono caduti in disgrazia e vogliono lavare il loro onore, tiragli su il morale mettendoli nei Guerrieri Votati a Combattere fino alla Morte; quelli che vogliono vendicarsi (coraggio, sappiamo tutti che hai qualche figlio/fratello/genero di generale/ufficiale ammazzato in guerra) mettili nei Guerrieri Irati a Morte (sì, suona stupido); i pezzenti incazzati che sono lì per far fortuna e prendersi la rivincita in faccia al mondo, mettili nei Votati alla Morte; schiavi e altra gente dal passato imbarazzante che cerca un nuovo domani, mettili negli sconsolati Incitati; gli avanzi di galera, Guerrieri Fortunati per esser Impiegati; i buoni soldati, capaci di portar pesi su lunghe distanze saranno i Guerrieri in Attesa di Ordini.

Il paragrafo sulle equivalenze tra i diversi elementi dell’esercito e sui carri da guerra ve lo risparmio, a meno che non ci siano in sala dei fan di Chou che vogliono precisioni. Vi propino invece a grandi linee la struttura dell’esercito, in modo che certuni abbiano una vaga idea di cos’è una catena di comando.
In particolare parlerò della cavalleria: un capo per cinque cavalieri, un capitano per dieci, un comandante per cento, un generale per duecento. Su terreno facile, cinque cavalieri formano una linea, quattro passi tra ciascuno e venti tra loro e la linea dietro, cinquanta passi tra i diversi distaccamenti. Su terreno difficile, dieci passi tra una linea e l’altra, due tra un cavaliere e l’altro, venticinque tra distaccamenti. Trenta cavalieri sono una compagnia, sessanta un reggimento.
E come selezionare i cavalieri?
Il Taigong traccia il profilo del candidato: meno di 40 anni, alto almeno sette piedi e cinque pollici, forte e veloce. Ovviamente devono esser in grado di cavalcare e tirare con l’arco.
Ci sono situazioni in cui la cavalleria può vincere:

  • Quando il nemico è arrivato ma il suo schieramento è ancora disordinato;
  • Quando il nemico è ben schierato ma hai la possibilità di attaccarlo a tenaglia con un blitz;
  • Quando il nemico ha grane coi rifornimenti e i suoi non sono inclini a combattere, e tu puoi attanagliarli;
  • Quando il sole tramonta e il nemico vuole riguadagnare il campo: attaccalo a tenaglia, fila attraverso la sua retroguardia e occupa il campo precludendoglielo;
  • Quando il nemico si è spinto troppo lontano dal suo ultimo appoggio e i suoi convogli di rifornimenti sono vulnerabili;
  • Quando sei su un bel terreno piatto;
  • Quando il nemico sta scappando in rotta;
  • Quando il nemico ha un visibilio di soldati e sta cercando di tornare al campo al tramonto, mangiagli i fianchi e la retroguardia.

Ci sono però nove situazioni in cui i cavalieri rischiano di prendersi una graniolata di mazzate.

  • Quando il nemico li attira in una trappola, facendoli penetrare tra i propri ranghi per poi massacrarli;
  • Quando, trascinati in un inseguimento, si fanno tirare in terreno angusto e imboscare;
  • Quando si ficcano in un Pozzo Celeste (depressioni profonde circondate su quattro lati da montagne);
  • Quando si trovano in una situazione in cui la via per entrare è ardua e quella per uscire lontana;
  • Quando attraversano territori con torrenti, profonde valli, vegetazione fitta;
  • Quando si trovano incastrati tra due corsi d’acqua;
  • Quando si trovano tagliati fuori dai rifornimenti e in una posizione in cui, se avanzano, non potranno tornare indietro;
  • Quando sono su terreni paludosi;
  • Quando si trovano su terreno piatto ma stretto a sinistra da corsi d’acqua e a destra da alture e calanchi.

E questo è tutto signori e signore. Il primo classico cinese, il Liu tao, è liquidato. Preparatevi che ce ne sono altri 6! Frattanto, il regno di Chou vi saluta. Han fatto tante nozze e tante feste e a me che c’ero un mi dettero niente.
Musica!

———————————————————————————–

Bibliografia:

Ralph D. SAWYER, The seven military classics of ancient China, Basic Books, Boulder, 1993, pag.568

Ralph D. SAWYER, The art of the warrior, Shambala, Londra, 1996, pag.304

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27 thoughts on “Classici militari (1) : il Taigong liu tao

  1. Bello, ma ci vogliono più gatti. Il Taigong ha dimenticato di dirlo: i gatti portano alla vittoria.
    Comunque credo che anche i politici italiani abbiano letto il Taigong e lo abbiano messo in pratica: i 7 latori di danni contengono l’idendikit dei ministri di uno dei nostri governi a caso.

    • Non vorrei inflazionare l’immagine del Divino Felino, rischio di finire a corto e allora l’unica soluzione sarebbe chiudere il blog ù_ù
      Quanro ai 7 latori di danni, i cinesi hanno un’ampia letteratura su come NON si deve assolutamente governare. Il che non gli impadiva di commettere bischerate. Anyway, il nostro governo ha, negli ultimi vent’anni, seguito tale letteratura alla lettera ^_^

  2. @Tenger: si, quella di spezzettare gli articoli li renderebbe un filino più “digeribili”, in effetti.

    cmq, c’è un fano dei Chou (o Zhou) in sala. “pretendo, esigo ” [cit.] la parte sui carri da guerra 😛 ^_^

    Srsly, invece: bell’articolo. Non si studia MAI abbastanza strategia. Sto seriamente considerando l’ …. ahem … acquisto del libro. Che tu sappia, è disponibile fra i disdicevoli et pravi “canali alternativi”? ^_^

    @Reno: vergogna! 😛 ù.ù gli articoli si leggono TUTTI prima di commentare. Sgomberetta non t’ha insegnato nulla? ^_^ 😛

    @ Italese: concordo, ci vogliono più gatti. Sia in umido che in salmì 😛 ^_^

  3. @Anamcroma
    Oh Anacroma finalmente ti rivedo. I tuoi post su Zwey erano sempre interessanti.
    Leggerlo tutto prima di commentare? Naaah, mi fido della Tenger.

    Detto ciò sono arrivato alla fichissima divisione dei combattenti nei diversi gruppi.
    Il resto faccio copia incolla e lo stampo.

    • @Reno

      ho “mollato” un po’ lo Zweibloggo per contingenti ragioni di raggiunta libera professione in proprio e caduta di interesse sugli articoli postati (srsly: la polemica “politica” mi piace al bar, ma non sull’internet, dove non è, purtroppo, solo un De Beers ad essere per sempre, bensì ogni sciocchezza che si scrive, compresi commenti evitabili e flame opinabili 😉 ) e quindi, visto che mi ero divertito con la “cumpa”.che si era creata in casa Big Z, mi sarebbe spiaciuto uscirmene di scena in stile G.L., e per un po’ ho adottato una politica di “basso profilo”, se capisci cosa intendo 😉 .

      Tutto ciò per dire che sono comunque ancora vivo, mi piace ancora la storia, ogni tanto lurko in casa Big Z (o posto un commento, se ritengo di poter dire “my two cents” sull’argomento… se può interessarti ci sono un paio di commentini nuovi miei in storia e alcuni sul bell’articolo sulla Corea) e soprattutto tengo d’occhio (rectius: stalkero) la padrona di casa. Tutto ciò fin che non mi vedrò arrivare in casa la polizia postale, obviously 😎

  4. Bell’articolo, aspettiamo gli altri per tirare su un esercito e conquistare una nazione a piacere. Stavo facendo un pensierino all’Uruguay.
    Mi piace molto il far ubriacare i sottoposti, dovrebbero farlo anche nelle selezioni di lavoro.
    I sette piedi e passa richiesti ai cavalieri a quanto potrebbero equivalere? Quelli imperiali sono un po’ troppo lunghi (Oltre i 2 metri e 10 come requisito minimo mi pare improbabile). È folle pensare a qualcosa come 180(immagino che per il periodo fosse uno ben piazzato)?

    • Non so di preciso a quanto equivalga un piede, tanto più che non so se qui si intende un piede di Chou o un piede dei Tang (epoca del primo manoscritto). Ugualmente, non conosco abbastanza bene i Chou per sapere quanto erano alti i loro omoni. L’altezza media varia nella storia, si alza o si abbassa per un gran numero di fattori, quindi non mi azzardo a dare una stima a braccio, almeno per ora. Il punto è che un cavaliere deve essere scelto tra i soldati grandi e grossi (anche se non per forza i più grandi).

  5. Tengrrrl, abbiamo (sia io che Reno) appena ammesso la nostra eresia e che stiamo espiando un esilio autoinflitto. Chevvoideppiù?

    Inoltre, la discussione sul punto mi pareva ampiamente esaurita… perché frustare un cavallo morto?

    😛

  6. Brava! ti confesso che sono quasi subito passato alla parte oplogica fighissima, quella sulla politica e’ troppo simile a quanto si vede ogni giorno in TV per cui su di me ha un effetto paradosso essendo i miei recettori mentali gia’ colmi, e’ un testo comunque attualissimo 😀 scherzo, serve un casino per inquadrare il contesto.

    Interessante in generale la continua ricerca delle azioni contrarie e l’inganno, in modo da portare fuori dalla propria “comfort zone” l’avversario, in tutte le maniere! ed assicurarsi sempre un vantaggio relativo assecondando la Natura, anche quella umana, dando a tutti il loro posto ideale (forse un po’ platonico ma uno schema aiuta comunque a mettere ordine).

    Complimenti per rendere piacevoli e leggeri i monoliti ehmm.. i classici cinesi! che il Divino Felino porti pazienza 🙂

    P.S.

    sono rattristato dall’omissione dell’ordine di battaglia dell’esercito di Chou pero’! se l’e’ mangiato il gatto 😉

  7. Tutti conoscete L’arte della guerra. Ce ne sono altri sei. Lo so, non sono usati come aforismi nei Baci Perugina, ma esistono, giuro!

    Non ti credo. Stai mentendo!

    Ora, l’idea è che il sovrano debba essere virtuoso, dacché la sua virtù si ripercuoterà come una pioggia benefica su tutta la società. E’ un evegreen del pensiero politico cinese: gli uomini saranno leali al sovrano che mostrerà umanità e giustizia, e lo Stato prospererà con un sovrano virtuoso perché il Cielo favorisce il Gentiluomo. Agree to disagree, ma io sono una legista senza cuore, si sa…

    Quindi Il Principe del mio omonimo è stato un testo rivoluzionario non solo per la filosofia politica occidentale, ma anche rispetto a quella cinese? Troppo fiko ^-^

    Comunque, l’articolo mi è piaciuto, ma neanche a me dispiace l’idea di spezzare post futuri in più tronconi (e lo dico io che scrivo Consigli da 3000 parole l’uno!). Peraltro un saggio come questo si presta bene ad essere diviso (es. una prima parte sulla politica, la seconda sull’organizzazione e le strategie militari).

    • Non ti credo. Stai mentendo!

      Va bene, lo ammetto, il Taigong sono IO!
      Difatti l’opera non appare citata in Unika, testo di riferimento tattico universale.

      Quanto al caro Niccolò, ci occuperemo anche di lui a tempo debito, non temere ^_^
      E ho capito, spezzerò. Peggio per voi che non cogliete l’intrinseca bellezza della diarrea verbale ù_ù

  8. Pingback: Classici militari (2) : il Sseum-ma fa | Fortezza Nascosta

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